Il Santuario è ubicato a ridosso della Chiesa di Santa Maria del Balzo, a Musellaro frazione di Bolognano. Al livello inferiore si trova la Cappella del Crocifisso. L’ingresso è costituito da una semplice porta in pietra con cornice architravata e porte in legno inta-gliato del 1933. La chiesa ha un impianto ad aula coperta con volta a botte ribassata lunettata; la decorazione musiva è a paraste binate lungo le pareti e cornici alle lunette a tessere rosso e oro. Dorate sono pure le riquadrature nella volta con grande dipinto eseguito nel 1953 da Giovanni Hajnal, come le lunette della parete di fondo.



MUSELLARO: Importante frazione di Bolognano, ha una storia molto antica. Secondo Marcello De Giovanni il nome di questo borgo può derivare da “mosa” luogo paludoso dal termine medievale “lacus paluster”, probabilmente perché si trova ubicato alla con-fluenza di 2 fiumi, benché sopra un’altura rocciosa. Secondo Anton Ludovico Antinori de-riverebbe da “Mausoleum”, mentre secondo delle leggende locali il nome deriva dalla “casa delle Muse”, in quanto in quel luogo sorgeva un tempio romano dedicato a queste divinità. Nel diploma di Carlo I d’Angiò nel 1273 che divideva gli Abruzzi in Citeriore e Ulteriore il fiume Pescara, Musellaro veniva citata come “Mons Sillulus”, ossia monte selvoso. Nella parte vecchia del paese si trova il borgo fortificato realizzato da case-mura, al cui interno si trova il palazzo baronale, detto anche Castello Tabassi; nel palazzo ci sono testimonianze dell’uso difensivo, successivamente trasformato in residenza gentilizia da un’originale torre di avvistamento. Due iscrizioni su pietra di epoca romana, farebbero ipotizzare che il villaggio esistesse già migliaia di anni fa, esse sono incastonate nella colonna della chiesa di Santa Maria del Balzo, e la secondo si posiziona in un angolo delle mura del vecchio palazzo dei Tabassi da Sulmona. Altre informazioni sulla storia di Mu-sellaro vengono dal Chronicon Casauriense dell’abbazia di San Clemente, che testimonia che l’intera area fu per secoli sotto il dominio di questo monastero, in un documento trascritto, re Carlo VIII di Francia dopo la sua invasione del Regno di Napoli, cercò di con-quistare Musellaro. Il paese era un comune a sé sino al 1928, quando passò a essere fra-zione di Bolognano.
Il Santuario è ubicato a ridosso della Chiesa di Santa Maria del Balzo, a Musellaro fra-zione di Bolognano. Al livello inferiore si trova la Cappella del Crocifisso. L’ingresso è co-stituito da una semplice porta in pietra con cornice architravata e porte in legno intagliato del 1933. La chiesa ha un impianto ad aula coperta con volta a botte ribassata lunetta-ta; la decorazione musiva è a paraste binate lungo le pareti e cornici alle lunette a tessere rosso e oro. Dorate sono pure le riquadrature nella volta con grande dipinto eseguito nel 1953 da Giovanni Hajnal, come le lunette della parete di fondo. Le vetrate istoriate policrome sono di Guido Veroi. La parete del retro altare ha una monofora cieca di epoca tardomedievale con cornice in pietra in stile moresco ed è decorata da figure a stucco e dorature con medaglioni dipinti; al di sopra della monofora vi è la nicchia reliquiario del Crocifisso ligneo di Gerusalemme. La cappella presenta un altare in pietra dei primi del Novecento, ed un ambone in pietra dei primi del Novecento. Nel XVII secolo, caduta in disgrazia la baronia di Musellaro, il Crocifisso fu isolato in un ripostiglio. Venne recuperato poco tempo dopo da una fedele che lo trovò sanguinante. In seguito al miracolo il ripo-stiglio fu trasformato in oratorio e il pavimento, macchiato di sangue, fu isolato e murato in una teca dentro l’attuale altare. Al Crocifisso sono attribuiti molteplici miracoli e la po-polazione nutre una particolare devozione verso di esso. Si rinnova un appuntamento che richiama molti pellegrini ai quali il piccolo centro di Musellaro, frazione di Bolognano nell’alta Val Pescara, accoglie con l’esposizione del drappo rosso dai balconi delle case che ricorda la fa-scia rossa di cui è cinto il Crocifisso e nello stesso tempo rimanda all’imma-gine del racconto di un miracolo, quella di un cavaliere cinto di rosso che fece fuggire i soldati arrivati all’ingresso di Musellaro a riscuotere le tasse e dazi dai poveri contadini gravati da tempo da condizioni di estrema miseria causata dalle carestie e dai pesanti e ingiusti oneri fiscali.

























