La Chiesa si trova a poca distanza dal centro abitato, sul colle del Carmelo, edificata nel XVII secolo sopra un vecchio romitorio dedicato a San Cristoforo (1642). A causa di un crollo i lavori furono rieseguiti e la chiesa ampliata nel 1754, dandole l’aspetto barocco. L’architetto in un primo momento fu Pietro Canturio (1763), che progettò l’impianto a croce latina e la decorazione a stucco nel 1770. Nel 1767 subentrò l’architetto Francesco De Sio, che inserì il transetto quasi a metà dell’aula, preceduto da 3 campate e seguiti da altre 2, che costituiscono il presbiterio; all’incrocio dei bracci si alza la cupola ellittica su pennacchi, illuminata da 4 finestre dal profilo a campata.

Chiesa di Santa MARIA del CARMINE: Si trova a poca distanza dal centro abitato, sul colle del Carmelo, edificata nel XVII secolo sopra un vecchio romitorio dedicato a San Cristoforo (1642). A causa di un crollo i lavori furono rieseguiti e la chiesa ampliata nel 1754, dandole l’aspetto barocco. L’architetto in un primo momento fu Pietro Canturio (1763), che progettò l’impianto a croce latina e la decorazione a stucco nel 1770. Nel 1767 subentrò l’architetto Francesco De SIO, che dette più spazialità all’edificio, inserendo il transetto quasi a metà dell’aula, preceduto da 3 campate e seguiti da altre 2, che costituiscono il presbiterio; all’incrocio dei bracci si alza la cupola ellittica su pennacchi, illuminata da 4 finestre dal profilo a campata. Le tre cappelle che aprono su ciascun lato della navata ospitano degli altari con maestosa decorazione a stucco nelle mostre; ciò nonostante data la loro scarsa profondità, non riescono ad annullare l’effetto di un impianto a croce latina. La decorazione scandisce l’articolazione dei vani e riflette nell’ornamentazione un raffinato gusto rococò. L’interno si presenta decorato da stucchi fra i quali si distinguono le 4 virtù cardinali: la Prudenza (libro), la Giustizia (bilancia), la Fortezza (scudo e lancia) e la Temperanza (fiaccola e acqua). Il Coro settecentesco è attribuito a Rosario BENCIVENGA di Castelvecchio Subequo, l’Organo di Adriano FEDRI del 1782 è stato restaurato di recente. Tra i dipinti degli altari laterali si distinguono quelli di Giuseppangelo RONZI che raffigurano santi dell’ordine Carmelitano: S. Paolo Eremita visitato da S. Antonio Abate, S. Pier Tom-maso Vescovo coi Ss. Angelo di Licata e Alberto da Trapani (1798) e S. Teresa sorretta da 2 angeli nella transverberazione (1797), nonché l’Incoronata che consegna lo scapolare a Simone Stock di Vincenzo Maria RONZI (1835); l’Annunciazione è di Giambattista SPINELLI. Di fianco alla chiesa c’è il convento dei Carmelitani, sviluppatosi per tutta la lunghezza della chie-sa stessa. L’assetto generale risale al progetto del 1763, nell’800 il monastero divenne carcere e fu trasformato, e successivamente fu riconvertito in Museo della Moda.Presso il refettorio si trovano ancora tracce d’arte, come l’affresco di Vincenzo Maria RONZI della Cena di Betania (1828).





































