Il Santuario sorge nella contrada omonima su di un colle da cui domina alcuni paesi lungo la vallata del fiume Pescara; è a ridosso di un vecchio convento diroccato del terzo ordine di San Francesco, che sorse nel XVI secolo, nei pressi di una icona mariana già molto vene-rata anticamente. Qui è sorta la “Leggenda della traslazione del Quadro”.


Il Santuario sorge nella contrada omonima su di un colle da cui domina alcuni paesi lungo la vallata del fiume Pescara; è a ridosso di un vecchio convento diroccato del terzo ordine di San Francesco, che sorse nel XVI secolo, nei pressi di una icona mariana già molto venerata anticamente. Nell’interno del con-vento si possono ancora vedere i segni che i soldati di una postazione contraerea dell’ultima guerra vi lasciarono: morti, figure e, crivellati da colpi di arma, i soffitti da cui evidentemente furono asportati le travi messe al fuoco nei lunghi ozi della stagione invernale. Nel 1866/67, soppresso l’ordine, i beni della Chiesa furono venduti ed il convento fu ceduto al Comune di Bolognano con l’onere di versare al Fondo Culto un canone annuo di Lire 30 e con l’obbligo di sopportare i pesi annessi, oltreché di destinare il fabbricato a pubblica utilità. Nel 1818 Bolognano entrò a far parte dell’Arcidiocesi di Chieti. Per quanto riguarda il culto, è tradizione che il quadro della Beata Vergine fu trovato nella Contrada Fara (in località Piano d’Orta nella zona della Fara oggi detta “Catanga”) e di lì fu trasferito nell’attuale Chiesa della Madonna del Monte. Il fatto è verosimile: vi fu un’epoca nella quale presso la Contrada Fara sorgeva un castello “Castrum Farae Ambriliae”, con Chiese e case che subirono i saccheggi e devasta-zioni specialmente da parte dei Saraceni (IX e X secolo) e dei Normanni (XII secolo). Leggenda della traslazione del Quadro: La Vergine sarebbe apparsa su una quercia prima ad una donna e poi a un bimbo sordomuto, guarito dalla Vergine, cui diede l’incarico di invitare il Parroco di Bolognano a rimuovere il Quadro dalla Contrada Fara per trasportarlo solennemente a Bolognano. Il Parroco che non aveva dato ascolto alla donna, ritenuta visionaria, si arrese dinanzi all’invito del ragazzo miracolato e accompagnato da un folto stuolo di paesani, si recò nel luogo della visione per eseguire la volontà della Vergine. Ma la notizia del fatto si era divulgato e e i paesani vicini accorsero protestando per la pretesa dei Bolognanesi, i più fanatici furono i Toccolani. Si finì col porre il quadro su un carro trainato da buoi e, lasciati senza guida, dove si sarebbero fermati lì era destinato il Quadro. I buoi, dalla Contrada Fara, percorsero l’attuale Tiburtina Valeria e giunti al bivio, si diressero verso Bolognano e precisamente al Colle Gesseto deviarono per la strada che conduce all’attuale Santuario della Madonna del Monte dove, spontaneamente, si fermarono.
















