Concattedrale Valvense e Oratorio di Sant’Alessandro a Corfinio (Un piccolo paese con una grande storia). Per l’Oratorio vedere a parte.


La prima basilica sorse sulla tomba di San PELINO, vescovo di Brindisi, martire al tempo di Flavio Claudio Giuliano, nel sepolcreto sito nei pressi della città di Corfinium, capitale dei popoli italici insorti contro Roma. La città, risorta in età longobarda con il nome Valva, fu poi definitivamente distrutta dalle incursioni di Saraceni e Ungari. L’antica Corfinium assunse in seguito il nome di Pentima, che conservò fino al 1927; nel 1928 il borgo di Pentima fu ribattezzato Corfinio in onore della gloriosa capitale italica. Nel 1705 il vescovo Trasmondo, prediletto del grande pontefice Gregorio VII, come viene attestato nel Chronicon Casauriense, promosse la rifonda-zione della basilica insieme a quelle del San Panfilo di Sulmona, utilizzando le maestranze che avevano da poco edificato San Liberatore alla Maiella. Egli fu al centro della politica papale anti-normanna, di cui la chiesa corfiniese venne ad assumere un valore emblematico. I lavori si interruppero nel 1902 con la consacrazione della sola parte realizzata, il transetto del cosiddetto mausoleo di Sant’Alessandro, a fianco del quale sorgerà più tardi la nuova cattedrale che ammiriamo oggi. La facciata è costituita da due parti distinte ed edificate in epoca diversa. La parte inferiore consta di due arconi ciechi e di un portale centrale decorato con fregi e volute, affiancato da due lesene e sormontato da una lunetta. La parte superiore è priva di ogni elemento decorativo. Un portale secondario si apre sul fianco sinistro della chiesa. L’interno della chiesa è a tre navate scandite da pilastri che sorreggono archi a sesto acuto e con un transetto preceduto da un arco trionfale e tutto sesto. La navata centrale termina con un’abside (terminata nel XIII secolo), mentre altre due absidi si trovano nelle parti esterne del transetto. Degni di menzione per il loro valore storico-artistico sono:
– nel transetto di sinistra una Madonna col Bambino benedicente, realizzata in pietra all’interno di una nicchia;
– su un pilastro della navata centrale, il pulpito, realizzato tra il 1168 ed il 1188 all’epoca del vescovo Oderisio, smontato in epoca barocca e ricostruito nel secolo scorso;
– due resti di affreschi duecenteschi: nell’abside di destra un Crocifisso con santo francescano, e nella controfacciata busti di santi
– il coro ligneo del presbiterio, realizzato da Ferdinando MOSCA nel 1738.

FACCIATA: La facciata è costituita da 2 parti distinte ed edificate in epoca diversa. La parte inferiore consta di 2 arconi ciechi e di un portale centrale decorato con fregi e volute, affiancato da 2 lesene e sormontato da una lunetta . la parte superiore è priva di elementi decorativi. Un portale secondario sia pre sul fianco sinistro della chiesa.
L’INTERNO è a 3 navate scandite da pilastri che sorreggono archi a sesto acuto e con un transetto preceduto da un arco trionfale a tutto sesto. La navata centrale termina con un’abside (terminata nel XIII secolo), mentre altre due absidi si trovano nelle parti esterne del transetto. Degni di menzione per il loro valore storico-artistico sono:
- nel transetto sinistro una Madonna col Bambino benedicente, realizzata in pietra all’interno di una nicchia;
- su un pilastro della navata centrale, il pulpito, realizzato tra il 1168 ed il 1188, smontato in epoca barocca (per fortuna non buttato) e ricostruito nel secolo scorso, è simile a quello di San Liberatore a Majella (Serramonacesca) e di San Clemente a Casauria (Castiglione a Casauria);
- due resti di affreschi duecenteschi: nell’abside di destra un Crocifisso con Santo francescano, e nella controfacciata busti di Santi;
- il coro ligneo del presbiterio, realizzato da Ferdinando Mosca nel 1738.































