Il Giro delle Chiese

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ROSCIANO: CHIESA dell’ASSUNZIONE della BEATA VERGINE MARIA

La chiesa dell’Assunzione della BEATA VERGINE MARIA (detta anche di Sant’Eurosia, patrona del paese), è situata nel cuore del centro storico di Rosciano, in piazza XXIV Maggio. Conserva tele del seicento e del settecento, fra le quali tre tele di Nicola Ranieri da Guardiagrele datate 1774 nel presbiterio, e una Madonna del Rosario col papa Pio V di fattrice manieristica datata 1581. Nell’immagine in evidenza: Nicola RANIERI “L’Assunzione della Beata Vergine Maria“.

Rosciano è un comune italiano di 3.968 abitanti della provincia di Pescara, in Abruzzo. Nella frazione di Villa Badessa (in lingua arbëreshe Badhesa) è presente l’unica comunità Arbëreshë (italo-albanese) dell’Abruzzo, che fino a qualche decennio fa aveva conservato l’uso della lingua arbëreshe e tuttora conserva il rito bizantino greco, secondo l’anno liturgico orientale.

Sopra e di seguito: Torre medievale di Palazzo DE FELICE. Luogo simbolo del paese è la “Torre” o Palazzo De Felice: il puntone, eretto probabilmente con funzioni di avvistamento e difesa  del vasto territorio cir-costante, ha una probabile origine medievale, vista anche la presenza di due monofore ogivali che si aprono nella sua muratura e che sembrerebbero suggerire una edificazione al XIII secolo, quando Rosciano viene tra l’altro annoverata nelle fonti (nel 1288) come “Castrum Rosciani”. Restano comunque evidenti le tracce di rifacimenti e modifiche subite nei secoli successivi, quando il torrione dovette essere annesso alla mole rettangolare del palazzo dei Di Felice di Casale divenendo tutt’uno con esso. La “Torre” è attualmente oggetto di una contesa fra l’amministrazione comunale ed un erede della famiglia originariamente proprietaria del com-plesso.

Il suo impianto originario risale al XIV secolo come sottolineato da alcune monofore sul lato destro e una loggia a 4 arcate a tutto sesto, posta nel prospetto sinistro. La posizione arretrata della torre campanaria fa sì che la grandiosa facciata barocca, risalente al 1774, emerga imponendosi sull’insieme. Questo carattere è accentuato dai cantonali smussati che limitano la parete frontale della chiesa, stretta da due paraste d’angolo ribattute. Lo spazio centrale è totalmente occupato dalle aperture e, grazie ad opportuni risalti e incorniciature, assume un ritmo serrato. L’interno ad una sola navata è impostato su una pianta rettangolare dagli angoli smussati, con quattro cappelle/altari laterali poco profonde, ricche di motivi secenteschi e pregevoli tele. L’aula è coperta da volta a botte, con lunette che si aprono sopra le grandi finestre laterali. L’abside rettangolare ed il vestibolo d’ingresso poco profondi, anch’essi ad angoli smussati, sono coperti a botte.

Dopo: La Pala d’Altare e le due del Presbiterio sono di Nicola Ranieri da Guardiagrele datate 1774, recentemente restaurate. Le tele raffigurano l’Assunzione della Beata Vergine Maria, San Nicola di Bari e San Giovanni Battista recante sullo sfondo una veduta del paese di Rosciano, con la data 1774.

Dopo: Sant’Eurosia è stata una vergine e martire cristiana alto-medievale decapitata dai Mori nei pressi di un villaggio dei Pirenei spagnoli, Yebra, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Il culto di sant’Eurosia affonda le sue radici nella tradizione orale di un piccolo paese di montagna sul versante spagnolo dei Pirenei: Yebra de Basa. Qui, nella chiesa parrocchiale, è custodita la reliquia della testa della martire, venerata come Patrona della montagna. Il corpo decapitato della santa è custodito in un’urna sotto l’altar maggiore della cattedrale di Jaca, antica capitale del Regno d’Aragona, a 26 km di distanza da Yebra.

La piccola Chiesa di San Nicola a Rosciano sorge al margine sud-occidentale del paese, tra le abitazioni che si affacciano sulla valle della Pescara, a pianta rettangolare con l’ingresso sul fianco a monte, piccolo campanile a vela e una cappella absidale pentagonale addossata a valle, trasformazione di una antica torre (ne sono prova le finestrelle a feritoia). L’interno è ad una sola navata, con il sottotetto costituito da pianelle in cotto decorate a rombi, con lo sfondo su un monumentale altare ligneo tardo cinquecentesco dai rilievi dorati. Completano l’insieme una statua del ‘700 di San Nicola e una scultura lignea del ‘600 di San Rocco, proveniente dall’omonima chiesa che sorgeva ai piedi della Torre dei Paladini.

Le pareti di San Nicola furono imbiancate con calce al tempo della peste del 1656, quando l’edificio venne utilizzato come lazzaretto, e solo nel 1937, grazie a una segnalazione di Francesco Verlengia, fu riportata alla luce questa preziosa serie di affreschi votivi. Nella prima metà del ‘400 la peste, da Chieti, si diffuse anche a Rosciano i cui abitanti si affidarono a San Rocco, protettore dalla peste! Così venne realizzato il primo degli affreschi votivi, in ordine di tempo, nella chiesa di San Nicola, un piccolo edificio del 1480 ricavato su un bastione della cinta muraria urbana. Quell’evento fu l’avvio di una serie di lavori commissionati a tre artisti, probabilmente allievi di Andrea De Litio, il maggior pittore abruzzese del XV sec., che nel volgere di un paio di decenni impreziosirono questa chiesetta con dipinti di grande valore. Alcuni degli affreschi sono datati (i più antichi sono quelli di Sant’Anatolia e di San Rocco, entrambi del 1497).

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