Il Giro delle Chiese

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PENNAPIEDIMONTE: CHIESA dei Santi SILVESTRO e ROCCO

Pennapiedimonte è un comune italiano di 403 abitanti della provincia di Chieti. Fa parte del Parco nazionale della Maiella. La Chiesa, edificata agli inizi del XVIII secolo in stile barocco, presenta una facciata realizzata in pietra bianca finemente lavorata affiancata da un campanile. Nell’immagine in evidenza: Una Stazione della Via Crucis,

L’abitato di Pennapiedimonte sorge alle pendici del versante orientale della Maiella. Il suo territorio si estende per 47,2 km², da un’altitudine minima di 255 m s.l.m., presso contrada Laio, a una massima di 2.676 sul Monte Focalone, con un dislivello di ben 2.400 metri. Il centro cittadino si trova a una quota di 669 m s.l.m., adagiato su un ripido costone che scende a picco sulla valle del fiume Avello. Le abitazioni, in parte scavate nella roccia, sono realizzate in pietra locale e sono collegate tramite gradinate o strette vie, spesso percorribili solo a piedi. Tracce di occupazione del territorio risalenti al V e VI secolo a.C. sono state attestate durante alcuni scavi archeologici (scoperta di antiche tombe) in contrada Fontana. 

Nel III secolo a.C. il settore fu assoggettato ai romani che, si pensa, vi abbiano costruito una torre di guardia, ancora in piedi, ma agglomerata al nucleo abitativo e dunque di difficile interpretazione. Si è creduto erroneamente che il nome fosse attestato da Silio Italico che avrebbe evocato il borgo nel suo racconto delle guerre puniche, riferendosi ad esso come “Pinna”, ma questa è una confusione con il comune di Penne (nel comune di Pescara). Il testo latino non si riferisce ad Avello ma ad Aveia, che insieme a Penne e Peltuinum formava la Lega vestina. L’antica Pinna fu appollaiato all’inizio delle gole dell’Avella e comprendeva i borghi di “Famocchiano“ contrada sita sulla strada per Guardiagrele ed Ugno contrada sita sulla strada per Palombaro.

All’interno, in una nicchia dell’abside, è custodita una statuetta della Vergine Maria, proveniente dall’abbazia medievale di Santa Maria dell’Avella, ormai ridotta allo stato di rudere. Vi sono inoltre un Crocifisso su tavola del XV  su secolo e una pala d’altare del  Cinquecento, oltre ad alcune tele del ‘700. Conserva anche alcuni lavori in pietra realizzati da scultori locali, quali il fonte battesimale di Guglielmo Giuliante, l’altare e il leggio di Pierino De Virgiliis, e opere pittoriche di Nicola Bonaventura Ranieri del vicino paese di Guardiagrele, che ha costituito una scuola abruzzese tra XVIII e prima metà del XIX secolo.

L’edificio probabilmente deriva da un antico tempietto pagano che con la conversione degli abitanti al cristianesimo, nel VI secolo viene trasformato in chiesa cristiana. Nel XII secolo, durante la fase dell’incastellamento la popolazione della campagna si riversa nel borgo fortificato, intitolando la chiesa a S. Silvestro. Nel XVIII secolo vengono svolti lavori di ampliamento su progetto dell’architetto pennese Monacelli che ha previsto la realizzazione di un grande complesso religioso in stile barocco, con il campanile e la canonica, inglobando anche parte della strada pubblica, compresa la porta con l’arco a sesto acuto che immetteva al paese e che funge da supporto al campanile.

Dopo: La FONTE MEDIEVALE monumentale è sita in contrada Fontana. In passato le donne di Pennapiedimonte venivano a lavarvi e stendere il bucato. Fino al 1927-28 tale fontana era l’unico approvvigionamento idrico del paesello abruzzese. Consta di quattro cannelle e di un loggiato ad “L” con pilastri poggianti su archi a tutto sesto. L’ingresso del loggiato è provvisto di timpano.

Dopo: La TORRE ROMANA, sita presso Piazza Guido Giuliante. La torre servì come  piazzaforte e come ufficio di comando, magazzino ed osservatorio. Attualmente, al suo interno vi è il museo sulla necropoli italica.

Dopo: “CIMIROCCO”, (termine locale che significa “ai piedi del monte“) dato che è sito ai piedi della Maiella. Trattasi di uno sperone roccioso o “Pinna” che si trova in località Balzolo a 705 m. s. l. m. che sembra una donna seduta con la testa abbassata con qualcosa sulle braccia. Qualcuno vuole identificare tale donna con la dea Maja che passando in zona perse il figlio Mercurio.

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