Il Giro delle Chiese

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CITTA’ Sant’ANGELO: Un Breve Giro Per CITTA Sant’ANGELO (PESCARA)

Le origini di Città Sant’Angelo sono incerte ed hanno costituito sempre motivo di discussione storica. Il primo atto ufficiale reperito dove si parla del comune risale al 13 ottobre 875: vi si menzionano un porto ed un castello situati in Civitate Sancti Angeli. I numerosi ritrovamenti archeologici decisamente più antichi, tra la foce del Piomba e quella del Saline, e la presenza di piccoli aggregati  urbani in corrispondenza della località oggi denominata Marina di Città Sant’Angelo fanno risalire le origini della città al periodo  romano. Nell’immagine in evidenza: Madonna del Divino Amore.

Angulum, dal quale gli abitanti conservano ancora il nome di angolani, viene nominato da Plinio il Vecchio nella sua descrizione delle terre vestine nel libro Naturalis Historia(libro II 12.106); non è da escludere l’ipotesi di qualche storico che l’Angulum citato fosse invece la vicina Spoltore. L’abitato vestino-romano, che sarebbe stato ubicato nel vicinissimo Colle di Sale, fu probabilmente distrutto nell’alto Medioevo; i Longobardi avrebbero ricostruito il paese ex novo nell’odierna ubicazione, lasciando come traccia della loro presenza il culto dell’Angelo. Testimonianze di questo culto sono presenti sia nel toponimo, sia nello stemma comunale,  che rappresenta appunto San Michele Arcangelo che uccide il dragone. È storicamente accertato che Città Sant’Angelo fu distrutta nel 1239 da Boemondo Pissone o Pissonus, giustiziere di Federico II, in quanto i cittadini erano troppo schierati in favore del Papa Gregorio  IX. Successivamente, lo stesso Imperatore concesse ai superstiti la facoltà di ricostruire l’abitato in tre casali. Lo sviluppo urbano seguì tre diversi momenti storici: la ricostruzione, iniziata dopo il 1240, del nucleo fortificato a semicerchio, delimitato attualmente da Strada Castello, Strada Minerva, Via del Ghetto e Via del Grottone. I nomi più altisonanti furono quelli degli Zizza e dei Salomone che rivestirono sempre ruoli primari all’interno della comunità angolana dell’Antico Regime.

(Dopo) CHIESA di Sant’AGOSTINO (XIV secolo): L’interno della chiesa è a navata unica. Alle pareti sono presenti 4 altari ornati di stucchi e di bassorilievi realizzati da Alessandro Terzani da Como. Sono presenti anche dipinti di età barocca, come La Cintura di Giacinto Ranalli del 1672 e i dipinti di San Nicola, San Tommaso e La Sacra Famiglia realizzati nel 1796 dal Brizii di Teramo. All’interno della chiesa è ospitato anche un organo del 1795 realizzato da Adriano Fedri di Venezia, al quale si accede tramite una scalinata in legno aggiunta nel 1845. L’organo è realizzato da una cassa di legno bianco intagliata dall’ebanista Venanzo de Tollis, autore anche dei due confessionali.

La CHIESA di Santa CHIARA a Città Sant’Angelo è annessa al convento delle Clarisse che fu costruito in origine, probabilmente prima del 1314, fuori dell’abitato sul cosiddetto Colle di Santa Chiara e ricostruito, in seguito ad una Bolla di Papa Innocenzo IV, datata 1357, all’interno del nucleo urbano tra il sesto e il settimo decennio del XIV secolo. Essendo edificato su un luogo in pendenza, a ridosso delle mura cittadine, l’organismo ha dovuto adattarsi a tale situazione risultando costituito da un corpo stretto e allungato che presenta ad un’estremità la chiesa affacciata su una piccola piazza. Di questa costruzione originaria oggi resta ben poco per effetto di una rilevante ricostruzione settecentesca che ha interessato l’intero complesso ed in modo particolare la chiesa che risulta uno degli esempi più originali di barocco in Abruzzo.

E’ una delle poche chiese francescane che adotta soluzioni tipicamente barocche insieme alla chiesa di S. Lorenzo di Manoppello e a quella di S. Chiara di Penne. Nel corso del Settecento essa fu ricostruita completamente e in modo del tutto nuovo rispetto alle soluzioni più diffuse nella regione adottando, unicum in Abruzzo, lo schema triangolare. La scelta della pianta triangolare risente degli influs-si del barocco settentrionale e centroeuropeo, che è ricco di esempi di edifici che presentano lo schema del triangolo con forti connotazioni simboliche. Questa singolarità è certamente dovuta all’intermediazione di Girolamo Rizza e Carlo Piazzola che furono, con gran probabilità, gli autori, oltre che della decorazione, anche del progetto e che importarono le soluzioni architettoniche più interessanti del secondo barocco. La ricostruzione dovette precedere di poco il 1730.

Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea: Si trova dietro la chiesa di Santa Chiara, essendo stata ricavata esattamente da una porzione del convento. Il progetto è partito nel 1998 e terminato nell’allestimento del 2003 con interesse del Comitato tecnico per i Beni Museali della Regione Abruzzo; tale museo ha lo scopo di proporsi come punto di riferimento nell’arte contemporanea, svolgendo attività mediante mostre collettive, monotematiche e a tema libero, con incontri di artisti e visite guidate, corsi di formazione professionale nel campo delle arti applicate, video, documentazione cartacea e audiovisiva. Il progetto “Godart – arte a scuola, a scuola con l’arte” inoltre, applicato nel museo, ha ottenuto riconoscimento internazionali, con mostre allestite anche alla Biennale di Venezia nel 2005 ed a Istanbul nel 2006. Oltre alla scuola, il palazzo ospita anche il museo, che offre una sintesi dei migliori lavori realizzati nella scuola.

CHIESA di San BERNARDO. Costruita nel XIV secolo ha all’interno una cripta con alcune decorazioni e due arcate  che ne identificano l’originaria costruzione del 1300; successivamente la chiesa fu ceduta ai frati Riformati di San Bernardo i quali iniziarono  subito la costruzione del convento. La chiesa di San Bernardo, edificata su una preesistente costruzione del XIV secolo, è collocata su una collinetta naturale e fa parte di un vasto complesso architettonico, il convento è oggi Palazzo Coppa, che occupa una zona della città, che oggi si definirebbe di completamento, e che ben si inserisce nel nuovo asseto urbanistico iniziato intorno alla metà del XIV secolo. La Chiesa era dedicata a San Nicola e ne conservò il nome fino al 1626, quando Papa Urbano VIII riunì la Collegiata di San Nicola con quella di San Michele in un unico capitolo.

Nel 1644 fu ceduta ai Frati Riformati di San Bernardo, i quali iniziarono immediatamente la costruzione del convento. L’attuale chiesa fu progettata nella seconda metà del 1700 dall’architetto Santino Capitani, che modificò radicalmente la precedente. Si ipotizza che la struttura originaria fosse a tre navate delle quali nel ‘700 fu ricavata una sola con 4 ampie cappelle laterali. Le pareti sono arricchiti da stucchi pregevoli ed in particolare sulla parete retro facciata (?) è possibile ammirare un bassorilievo raffigurante Cristo che scaccia i mercanti dal tempio. La cripta presenta alcune decorazioni ad affresco e risulta essere più antica della costruzione soprastante, così come le due arcate ancora visibili sul lato esterno nord, unici elementi ancora presenti dell’originaria costruzione del 1300. La facciata in laterizio, pur nella povertà dei mezzi, risulta essere piuttosto articolata e ricca di idee, oggi purtroppo scarsamente visibile perché coperta da edifici di epoca successiva.

Museo civico “Luigi CHIAVETTA” – ex chiesa di San SALVATORE: Posta all’inizio della via Grottone, a pochi passi dal sagrato di Sant’Agostino, l’ex chiesa del Salvatore esisteva sin dal medioevo, venne ristrutturata in stile barocco nel 1788, e poi nel 1850. Il piccolo oratorio presenta una facciata e tema classico, con al centro una finestra rettangolare in asse col portale, affiancata da due nicchie con statue di santi: Gesù Salvatore e l’Immacolata Concezione, mentre l’interno a navata unica mostra degli stucchi opera di Zopito Grella. Il museo è stato allestito da pochi anni, e conserva reperti archeologici rinvenuti nel territorio circostante, insieme alla raccolta di statue “conocchie” di carattere sacro, quelle più preziose e antiche provenienti dalle chiese di Città Sant’Angelo, che venivano vestite e portate in processione per le ricorrenze speciali del Natale, della Pasqua, dell’Assunzione, o per le feste patronali.

(Prima) CHIESA della Santissima ANNUNZIATA: nella contrada omonima, risale circa al XVII secolo, anche se è stata restaurata nella metà del Settecento. Realizzata in mattoni, è costituita da un portico, una sacrestia e un campanile in stile antico concluso nel 1929, a pianta quadrata con terminazione a cuspide. Di particolare rilievo è la statua del gruppo dell’Annunciazione con la Madonna inginocchiata davanti all’Arcangelo Gabriele, e al centro la colomba dello Spirito Santo, inseriti nell’altare in marmo rosso. L’esterno mostra la facciata caratterizzata dal corpo avanzato del nartece ad archi in mattoni a vista, aperto con 3 arcate, chiuso in alto dal classico timpano triangolare modanato. Dietro il nartece è visibile la terminazione triangolare della parte di facciata del corpo principale dell’aula. La chiesa è stata danneggiata dal terremoto del 2009 e riaperta nel 2012.

(Dopo) CHIESA di Sant’ANTONIO ABATE (Villa CipressI: Chiesa della MADONNA REGINA della PACE: Si trova nella contrada omonima, non si sa a che epoca risalga, per la prima volta è citata nel 1629, quando vi morì il monaco eremita Giandomenico Ferro. Per lo stile la chiesa risale alla metà del Cinquecento, realizzata nello stile rurale rinascimentale tipico abruzzese, non risentendo dell’influsso barocco. La chiesa ha una pianta manomessa, in quanto costituisce sia luogo sacro che abitazione dell’eremita; restaurata nel 2004, presenta due porte di ingresso, un atrio e tre altari intitolati alla Madonna, all’Immacolata e alla Vergine del Carmine. Gli affreschi sono del 1654, il campanile è a vela.

(Dopo) GEMELLAGGI: Città Sant’Angelo è gemellata dal 2001 con Nicolosi, comune alle pendici dell’Etna nella città metropolitana di Catania. Da questo gemellaggio ha preso vita la manifestazione Dall’Etna al Gran Sasso, che si tiene una settimana all’anno nel periodo estivo e nel quale è possibile osservare lo sfoggio di costumi e consuetudini delle due comunità, contornate dall’esposizione dei prodotti tipici abruzzesi e siciliani.

(Dopo) Giardino pubblico degli Zoccolanti: Situato al termine del corso Vittorio Emanuele, sfociante in Largo Pasquale Baiocchi, adiacente l’ex ospedale di San Giovanni Battista (XIV secolo), è adibito a giardino comunale, nonché uno dei punti più panoramici del borgo, con area giochi per i bambini e panchine. Oltre il giardino si trova la chiesa di Sant’Antonio di Padova, che faceva uso del giardino come orto privato sino al XVIII secolo. Nel primo Novecento fu adibito a giardino. Al centro vi si trova il Monumento ai caduti, realizzato in onore degli angolani morti durante il bombardamento a tappeto degli americani il 22 maggio 1944. Lungo il belvedere nord è possibile accedere anche al cisternone (sotto) romano.

LUIGI PIRANDELLO, Premio Nobel per la letteratura nel 1934, fu presidente della Commissione nella sessione d’esame 1905-1906 nell’Istituto Magistrale “Bertrando Spaventa”. Della sua presenza a Città Sant’Angelo resta una traccia indelebile nella novella “Notte”, compresa nel I volume di “Novelle per un anno”. A giudicare dal testo non sembra che lo scrittore sia rimasto particolarmente entusiasta del paese: «Prima che in Abruzzo era stato professore un anno in Calabria; un altro anno, in Basilicata. A Città Sant’Angelo, vin-to e accecato dal bisogno cocente e smanioso d’un affetto che gli riempisse il vuoto in cui si vedeva sperduto, aveva commesso la follia di prender moglie; e s’era inchiodato lì, per sempre. La moglie, nata e cresciuta in quell’alto umi-do paesello, privo anche d’acqua, coi pregiudizii angustiosi, le gretterie meschine e la scontrosità e la rilassatezza della pigra sciocca vita provinciale, anziché dargli compagnia, gli aveva accresciuto attorno la solitudine, facendogli sentire ogni momento quanto fosse lontano dall’intimità d’una famiglia che avrebbe dovuto esser sua, e nella quale invece né un suo pensiero, né un suo sentimento riuscivano mai a penetrare.» (L. Pirandello, “Novelle per un anno”, “Notte”)

La città da sempre ha posseduto un’istituzione come la scuola, in quanto l’istituto “Ber-trando Spaventa” esiste dal 1º maggio 1878. Esso comprende il liceo linguistico, il liceo scientifico sportivo, e il liceo delle scienze umane (con l’opzione economico-sociale). L’at-to ufficiale della nascita è rappresentato da un manifesto di notifica ancora presente ne- gli archivi della scuola dal quale si evince che in base all’articolo 13 della legge Coppi-no sull’istruzione obbligatoria quella di Città Sant’Angelo è la prima scuola governativa maschile sorta in Abruzzo per l’educazione magistrale, nonché la prima in tutto il Re-gno fra le scuole Magistrali Rurali in base al Decreto Ministeriale 1º maggio 1878 promulgato dal ministro Francesco De Sanctis. Detto Istituto occupa lo stesso stabile dal 1884.

(Prima) FIUME SALINE: Il fiume SALINE ha origine dalla confluenza dei fiumi Fino e Tavo nella località “Congiunti” all’altezza del confine tra Città Sant’Angelo e Cappelle sul Tavo. Scorre tra CITTA’ SANT’ANGELO e MONTESILVANO. Attualmente è, forse, il fiume più inquinato d’ITALIA.

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