Il Giro delle Chiese

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CHIESA della MADONNA del SUFFRAGIO – PESCOCOSTANZO (L’AQUILA)

La Chiesa di Santa Maria del Suffragio (www.pelignanet.ita), cinquecentesca, sorge lungo la scalinata che conduce alla Chiesa Maggiore.

La Chiesa fu costruita sul sito di un’antica chiesa dedicata a San Sebastiano e amministrata dalla Confraternita della SS. Trinità a partire dal 1637. I lavori di restauro ed ampliamento  interessarono la sagrestia, la cappella della Natività, la sala per le riunioni del sodalizio, la copertura e l’apparato decorativo, lasciando inalterata la struttura esterna. La Facciata, a terminazione piana, è rivolta ad est e questo consente alla luce del mattino di illuminare l’altare. Lo svolgimento della facciata in larghezza creava una sproporzione rispetto all’altezza e per tentare di ridimensionarla venne divisa in tre parti separate da lesene piatte in pietra, che risaltano sulla superficie ad intonaco del prospetto. Il Portale è del Seicento. Alla struttura esterna non corrisponde l’impianto interno che, contrariamente alla facciata tripartita, presenta una navata unica, vagamente a croce latina, con accenno di transetto e abside rettilinea. Del 1638 è il coro ligneo che si affaccia con una balconata sulla parete di controfacciata, costituito da stalli in legno per i confratelli. Balconata che poggia su tre archi diseguali, di cui il centrale è più grande, sorretti da pilastri quadrati. Nello stesso anno Giovanni Leonardo Di LORETO realizzò l’acquasantiera collocata nella sagrestia. Questo primo intervento si concluse nel 1645 con la realizzazione dell’altare maggiore. In legno di noce esso fu realizzato da Palmerio GRASSO, maestro scultore e intagliatore di Rivisondoli. In posizione dominante al centro del vano absidale esso viene illuminato lateralmente e frontalmente dalla luce che filtra dalle finestre.

La sagrestia fu rinnovata e il locale superiore fu convertito in sala della congregazione dei confratelli che venne corredata di un doppio accesso, dall’interno o dall’esterno della chiesa. Nel 1711 – 1712 vennero realizzati l’attuale vano con calotta circolare, il coro rettangolare, e i due bracci del transetto e diverse modifiche vennero apportate anche alla facciata e alla struttura esterna della chiesa. Nel 1716 venne affidato a Ferdinando MOSCA il compito di ingrandire e perfezionare l’altare maggiore. Le modifiche maggiori riguardarono la cimasa terminale ma non trasformarono sostanzialmente quanto realizzato da Palmerio GRASSO nel secolo precedente. Intorno alla metà del secolo vennero arricchiti i bracci del transetto con altari marmorei realizzati da Filippo Mannella e Donato Zappa, marmorari pescolani. Nel 1751 fu realizzato il coro ad opera di Francesco RICCIARDELLI. Nel 1778 fu eseguito da Nicodemo MANCINI il capoaltare con paliotto e balconata in marmo. Nello stesso anno Vincenzo FALCONIO e Venanzio RANALLO realizzarono i due pulpiti situati ai piedi dell’arco trionfale. Quello a destra presenta una scalinata e nella parte inferiore un confessionale, quello a sinistra l’organo realizzato nel 1787 da un noto organaro di Agno-ne, Giuseppe Diamante MASCIA. Un elemento decorativo ricorrente è quello del teschio, simbolo della confraternita del Suffragio. All’esterno è presente al centro della finestra che sovrasta il portale e in una finestra laterale della chiesa oggi tamponata, all’interno i teschi si trovano al di sopra delle acquasantiere in atto di sostenere la vasca con i denti. Se l’esecuzione delle acquasantiere va riferita a Palmerio GRASSO (1793), l’utilizzo in senso ornamentale del teschio deriva da un’idea di Cosimo FANZAGO come rivela la somiglianza con l’opera da lui realizzata nella Certosa di San Martino a Napoli nel 1631.

Alla facciata pulita e lineare, che richiama in molti aspetti elementi classici, si contrappone un interno barocco e ricco, quale risulta dopo i molteplici interventi ad opera della Confraternita lungo i secoli XVII e XVIII. Tele dipinte, stucchi dorati, pulpiti e confessionali intagliati, capitelli in oro, cornici decorate arricchiscono lo spazio interno. Tra il 1637 e il 1639 i maestri pescolani Falconio Falconio e Berardino D’Alessandro realizzarono il soffitto ligneo a cassettoni interamente decorato. E’ lavorato a lacunari separati da tralci a treccia che accolgono preziose tele dipinte da artisti appartenenti alla scuola napoletana (XVII sec.). Questi dipinti, realizzati tra il 1640 e il 1657, erano inizialmente ventisette: oggi ne mancano cinque. I temi delle scene, attinenti alle attività assistenziali della confraternita, illustrano le opere della Misericordia, il Purgatorio, il Trionfo della Morte o i confratelli in processione. Del 1638 è il coro ligneo che si affaccia con una balconata sulla parete di controfacciata, costituito da stalli in legno per i confratelli. Nei pressi della chiesa si conserva una grossa pietra cilindrica,  detta  “Pietra del vituperio” perché adibita allo scherno dei debitori insolventi.

L’ALTARE MAGGIORE (4), in legno di noce, è opera in grande parte di Palmerio GRASSO, maestro scultore e intagliatore di Rivisondoli (1647-1649), completato nel 1716 dal celebre Ferdinando MOSCA di Pescocostanzo. Da notare i 2 torcieri (sostegni per candele) ai lati del’altare, in le-gno scolpito dorato, realizzati nel 1693 da Rocco FALCONIO.

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