Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

FIUME TIRINO a CAPESTRANO – L’AQUILA

Il TIRINO è un fiume dell’Abruzzo, affluente di sinistra del Pescara.

Il Fiume Tirino, originato da un lungo corso sotterraneo che culmina in tre sorgenti, attraversa i territori di Capestrano e Bussi sul Tirino a cavallo tra le province dell’Aquila e di Pescara. Si distingue per la pulizia e limpidezza delle sue acque, in buona parte avigabili. Il Tirino nasce dal sistema acquifero di Campo Imperatore, nel massiccio del Gran Sasso d’Italia, avendo origine dai piccoli bacini lacustri dell’altopiano (tra cui il lago di Pietranzoni) che, tramite inghiottitoi e gallerie di natura carsica, scendono a valle. Il corso sotterraneo, di lunghezza pari a circa 25 km, fuoriesce in superficie in tre differenti punti, tutti ricadenti nel territorio del comune di Capestrano, che costituiscono le sorgenti del Tirino. Il post è dedicato a Fabio un carissimo amico scomparso da un po’.

Il TIRINO è un fiume dell’Abruzzo, affluente di sinistra del Pescara. Originato da un lungo corso sotterraneo che culmina in tre sorgenti, attraversa i territori di Capestrano e Bussi sul Tirino a cavallo tra le province dell’Aquila e di Pescara. Si distingue per la pulizia e limpidezza delle sue acque, in buona parte navigabili. Il toponimo Tirino deriva dal termine d’origine greca Tritano («triplice sorgente»); la valle del Tirino è infatti anche detta valle Tritana. Il Tirino nasce dal sistema acquifero di Campo Imperatore, nel massiccio del Gran Sasso d’Italia, avendo origine dai piccoli bacini lacustri dell’altopiano (tra cui il lago di Pietranzoni) che, trami-te inghiottitoi e gallerie di natura carsica, scendono a valle. Il corso sotterraneo, di lunghezza pari a circa 25 km, fuoriesce in superficie in tre differenti punti — tutti ricadenti nel territorio del comune di Capestrano — che costituiscono le sorgenti del Tirino:

Capodacqua o Capo d’Acqua (373 m s.l.m.), alle pendici del monte Scarafano e sopra l’omonimo lago, la principale e la più alta delle sorgenti;

– il lago di Capestrano (337 m s.l.m.) a nord di Capestrano;

Presciano (329 m s.l.m.) a est di Capestrano.

Grazie alla natura delle sue sorgenti, il Tirino mantiene una temperatura costante durante tutto l’anno di circa 11 °C. Da Capodacqua si origina il ramo di sinistra del fiume che sfocia nel lago di Capodacqua per poi continuare il suo corso in direzione sud. Dal lago di Capestrano, invece, si origina il ramo di destra che procede in direzione sud-est, unendosi al breve ramo originato dalla sorgente di Presciano. I due rami si riuniscono nel punto denominato “Ranocchiara“. Il fiume prosegue il suo corso in direzione sud, lambendo campi coltivati che prendono il nome di «Canapine». Dopo alcuni chilometri entra nella provincia di Pescara, attraversando l’abitato di Bussi sul Tirino e sfociando infine nel Pescara nell’omonima valle, all’imbocco delle gole di Popoli.

CHIESA DI SANTA MARIA DI LORETO IN PRESCIANO

La chiesa fu edificata nel XVI -XVII secolo vicino alle sorgenti di Presciano ed ampliata nel 1610. Era chiamata originariamente S. Maria della Misericordia e aveva annesso un piccolo ricovero per i pellegrini nominato “Ospedale di  Santa Maria della Misericordia di Presciano extra”. Sull’altare vi era un quadro del 1777 raffigurante la Vergine, S. Rocco e S. Giovanni. Ai lati dello stesso altare erano poste due  targhe: una con le iniziali N.S.M.V. “Nativitas Sanctae Mariae Verginis”; l’altra con lo stemma  di Capestrano (una rocca sopra un monte dal quale sgorgano tre fiumi). Attualmente sconsacrata, è una sede del Centro di Biologia delle Acque dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” e vi si svolgono, tra l’altro, l’attività di utilizzo di due incubatoi di valle per l’allevamento della trota (Salmo ghigii) e del gambero (Austropotamobius pallipes) autoctoni per il ripopolamento dei fiumi e didattica e formazione scientifica in collaborazione con cooperative e associazioni locali riguardanti la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile. Nei pressi dell’antica sorgente di Presciano si trova l’antico Mulino ad acqua Campanella” che, grazie allo sfruttamento della forza motrice idraulica ed alla sua trasformazione in energia, assicurò la nascita di opifici, cartiere e ramiere.  Il mulino è diventato in epoca più recente un allevamento di trote e gamberi ed ospita ora un centro di servizi del Parco Nazionale del Gran Sasso. Nei pressi di questa sorgente si trova la chiesa di “Santa Maria di Loreto” (sopra), con il suo frontespizio di travertino un tempo aveva un piccolo ricovero e annesso un ospizio. La sorgente di Capo D’Acqua ha origine nella riva sinistra del fiume Tirino, a quota 340 s.l.m., e delimita le pendici occidentali del Monte Scarafano alimentando il lago di Capo D’acqua.

La Chiesa di San Pietro ad Oratorium è immersa in un bosco particolarmente suggestivo sulla riva sinistra del fiume Tirino, in un luogo che evoca storie di eroi, misteri e magie. Sull’architrave del portale campeggia una scritta millenaria che ne descrive le origini: “A rege Desiderio fundata anno milleno centeno renovata” (Fondata dal re Desiderio e rinnovata nell’anno 1100). Una chiesa voluta quindi dall’ultimo re longobardo Desiderio, che quattro secoli dopo, con il restauro del 1100, assume le forme romaniche, arrivando ad essere annoverata tra i più importanti esemplari dell’architettura romanica italiana. Documenti storici dimostrano però che San Pietro sia ben più antica di quanto dichiari l’iscrizione stessa. Della chiesa più antica rimangono delle lastre in pietra scolpite, che i costruttori del XII secolo reimpiegarono nella nuova edificazione. Durante il restauro del 1100 fu inserito nella facciata un blocco di pietra simbolo magico della mistica medievale recante incisa una strana scritta palindroma composta di cinque parole sovrapposte (cd. quadrato magico): rotas opera tenet arepo sator. Il significato enigmatico ha dato vita a numerose e controverse interpretazioni, una di queste fornisce la seguente chiave di lettura: sator opera tenet – tenet opera sator, ovvero “il Creatore ricorda le opere” – “tiene a mente il tuo operato”. Con le lettere suddivise da una immaginaria croce greca centrale si ottengono due volte le parole “pater noster”. L’interno è composto da tre navate che culminano in tre absidi con al centro il prezioso ciborio del duecento dove campeggia un Cristo benedicente in trono che mostra la scritta all’interno del Libro “ego sum primus et ultimus”. I pilastri interni sostengono capitelli con motivi vegetali e animali. Sotto il ciborio è presente un antichissimo altare pagano che presenta ancora i segni delle bruciature dei sacrifici, proveniente da un tempio posto sicuramente nelle vicinanze. Un affresco reca una rappresentazione dell’Apocalisse, insolitamente priva di colori.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>