ORTONA: Fino agli anni trenta del Novecento conosciuta anche come Ortona a Mare). La storia antichissima della città risale al popolo dei Frentani, che usava lo scalo commerciale come principale fonte economica del territorio. Città romana dagli inizi del III secolo a.C. fino al V secolo, fu occupata, dopo la caduta dell’Impero romano di Occidente, prima dai Goti, poi dai Bizantini, dai Longobardi e infine dai Normanni che la incendiarono (XI secolo). Nell’immagine in evidenza: Il Porto di Ortona dal Castello Aragonese.

ORTONA, risorta in epoca sveva, tornò a fiorire economicamente. Nel 1258 la città ospitò in maniera permanente nella Cattedrale le reliquie di San Tommaso Apostolo, diventando un punto di riferimento nel campo religioso. Dopo battaglie varie con la città rivale di Lanciano, Ortona passò in mano a Jacopo Caldora che ricostruì la cinta muraria. Fu città cara a Margherita d’Austria, che vi fece costruire Palazzo Farnese (seconda metà del XVI secolo). Durante l’Ottocento fu rappresentata culturalmente da Francesco Paolo Tosti e Gabriele D’Annunzio. Durante la Seconda guerra mondiale Ortona diventò capo marittimo della linea Gustav, con estremo opposto a Cassino, e tra il 21-28 dicembre del 1943, con la “battaglia di Ortona” visse uno dei periodi più tristi e tragici della sua storia, con la di-struzione di gran parte del centro cittadino per la guerriglia urbana tra tedeschi e canadesi. Oggi la città è fortemente sviluppata e ricostruita, scalo marittimo principale della regione abruzzese con il suo porto, nonché per varie volte fregiata di Bandiera Blu.













(Dopo) CHIESA dl PURGATORIO o di Santa MARIA del SUFFRAGIO: E’ in stile moderno (XX secolo), posizionata in Piazza della Repubblica, accanto il Municipio. Fu edificata come cappella ex voto, al termine del Corso Vittorio Emanuele, in uno stile misto, eclettismo tra il liberty e il neoclassico, senza particolari rilievi architettonici. I disastri della guerra del 1943 non la colpirono gravemente, ad eccezione di un colpo di cannone che danneggiò degli archi del campanile. Ha una facciata molto semplice priva di ornamenti, e un unico portale di accesso ad arco a tutto sesto; l’impianto è rettangolare, il campanile a torre si innalza sulla piazza, composto di mattoncini rossi. Sotto il cornicione vi sono degli archetti a tutto sesto. Il portale è sormontato da una lunetta. Portale e lunetta sono incorniciati.
La torre campanaria è in muratura a pianta quadrata. La cella ov’è la campana è contornata da trifore, e ospita due campane di recente elettrificate. L’interno, semplice, ad un’unica navata ed anch’esso in stile moderno è a volta a botte, con delle decorazioni moderne a mosaico ritraenti la Madonna, Madre Teresa di Calcutta e papa Giovanni Paolo II. Sul lato sinistro vi è una pseudo-trifora.




CASTELLO ARAGONESE: l castello originario fu costruito nel XIII secolo dagli Angioini. Nel XV secolo Jacopo Caldora cacciò via gli Angioini e rifondò il castello, circondando inoltre la città di mura possenti. Dopo il decadimento della famiglia, gli Aragonesi conquistarono le coste abruzzesi, e anche Ortona, costruendo il nuovo castello con mura più possenti, a forma di trapezio. Il castello, gestito da Alfonso d’Aragona, passò dal XVII secolo in poi a varie famiglie locali, quali i Baglioni. Nel Novecento risultava in semi-abbandono, ed usato come polveriera dentro le mura. Alcune foto antiche mostrano che il castello all’interno delle mura, possedeva un palazzo del Settecento. Durante la battaglia di Ortona nel 1943, il castello saltò in aria, e tutta la parte superiore, incluso il palazzo, andò persa. Nel 1946 una frana dello sperone di tufo sopra cui poggia il castello, danneggiò ancora di più il maniero, inghiottendo ampie porzioni di mura e due torri circolari. Il castello restò abbandonato fino ai primi anni novanta, quando si restaurò completamente. Si conserva il fossato verso il borgo di Terravecchia, le due torri possenti a cilindro, e le mura perimetrali. L’interno è stato adibito a giardino belvedere verso il mare.










