Le prime notizie di COLLECORVINO risalgono al IX secolo, periodo cui si fa risalire la fondazione del Castello di Collecorvino ad opera di Corbino di Alderamo, ricco proprietario longobardo che, come si legge nella cronaca casauriense, si stanziò su un colle ad est di Loreto Aprutino e lo fortificò, facendo sorgere un borgo che prese da lui stesso il nome di “Collecorvino” (da Res Corbini). Nell’immagine in evidenza: Chiesa di San Rocco.

Le prime notizie del paese risalgono al IX secolo, periodo cui si fa risalire la fondazione del Castello di Collecorvino ad opera di Corbino di Alderamo, ricco proprietario longobardo che, come si legge nella cronaca casauriense, si stanziò su un colle ad est di Loreto Aprutino e lo fortificò, facendo sorgere un borgo che prese da lui stesso il nome di “Collecorvino” (da Res Corbini). In seguito, Corbino vendette all’Imperatore Ludovico II i suoi possedimenti nella Contea pennese. Dopo questo episodio la storia di Collecorvino non ha molti altri riferimenti precisi. La prima menzione risale all’853. Nel 1166 appartenne al conte di Loreto. Passò sotto Matteo d’Atri, poi ai D’Aquino e ai d’Avalos. Il centro abitato originario è di chiara origine medievale e si presenta come un nucleo compatto intorno alla piazza principale in cui convergono una serie di vicoli lastricati a mattoni. Nella parte più alta si erge l’antico Castello del IX sec., che ha subito numerose trasformazioni fino al XVII sec. e di cui resta in buone condizioni l’antica torre di osservazione. La caratteristica curtense del primo impianto medievale è ancora oggi pienamente visibile. a Luglio e Agosto, nel convento di San Patrignano, si può assistere alla festa di Sant’Antonio, e in contrada Case Bruciate si festeggia San Gabriele Arcangelo.
Tipici della tradizione culinaria del paese sono gli “spitilli” “arrosticini“, spiedini di carne di castrato, infilzati su ramoscelli privi di corteccia, da gustare cotti sui carboni.













CHIESA-CONVENTO di San PATRIGNANO: Il cenobio fu fondato dai Benedettini nell’854, e successivamente nel XIII secolo passò ai Francescani. Nel 1609 l’arciprete e i canonici cedettero il monastero all’Universitas di Collecorvino insieme a un pezzo di terra per continuare la fabbricazione del convento, destinato a ospitare gli Agostiniani sino alla metà del XVIII secolo. Passò poi ai Frati Minori Osservanti, che dopo aver affrontato le soppressioni napoleoniche e piemontesi, abbandonarono la struttura nel 1968. Da gli anni ’70 sino al 2005 il convento è stato abbandonando, subendo vari danni, crolli al tetto, e infiltrazioni. Nel 2005 sono stati avviati dei lavori, ma il sisma dell’Aquila del 2009 ha causato altri danni, rendendo necessari ulteriori restauri. Il Convento, costruito nel Medioevo, fu rimaneggiato in epoca barocca riguardo alla facciata. Il campanile è una torre. Il chiostro che precede il cimitero di Collecorvino, è quadrangolare di stampo quattrocentesco.




Prima: La chiesa di San Rocco sorge ai margini del centro storico di Collecorvino. Dalle fonti, sembra che l’edificio sia stato ricostruito alla fine dell’Ottocento. L’attuale prospetto è il risultato della tamponatura di un portico, realizzata negli anni ’60 per ampliare l’interno della chiesa stessa. Tracce dell’intervento sono visibili lungo il fianco destro della chiesa, dove sono distinguibili gli stessi elementi strutturali dell’attuale facciata, come gli archi ciechi e la trabeazione a triglifi e lacunari. Una cornice marcapiano fortemente aggettante e la sottostante trabeazione, sorretta da tre lesene di ordine tuscanico, dividono il prospetto in due registri, di cui quello superiore coronato dal campanile a vela centrale. La chiesa ha un impianto ad aula unica rettangolare con abside semicircolare, preceduta da una cellula spaziale rettangolare che permette il passaggio al corpo del portico.
Facciata: L’attuale prospetto è il risultato della tamponatura di un portico, il cui corpo è ancora nettamente distinguibile lungo il fianco destro della chiesa. In questo punto è anche visibile la continuità strutturale con l’attuale facciata, nonostante, a differenza di quest’ultima, intonacata, sia in laterizio a vista. Il fronte della chiesa è suddiviso orizzontalmente in due registri, non solo dalla trabeazione a lacunari e triglifi con dentelli, ma anche da una cornice marcapiano fortemente aggettante. La facciata è inoltre tripartita da lesene di ordine tuscanico nell’ordine inferiore, tra le quali corrono arcate cieche: nel partito centrale si apre il semplice ingresso, in quelli laterali due semplici finestre rettangolari. Il registro superiore, anch’esso tripartito da paraste leggermente aggettanti, presenta un coronamento dall’andamento leggermente mistilineo, interrotto al centro dal campanile a vela, sotto il quale si apre un mezzo oculo.
La chiesa ha un impianto ad aula unica rettangolare con un’abside semicircolare che ospita il presbiterio, rialzato di un gradino rispetto al resto dell’aula. La chiesa era preceduta da un portico che oggi appare tamponato e inglobato nel resto dell’edificio, anche se nel fianco destro della chiesa è visibile lo stacco netto del corpo di fabbrica rispetto al perimetro delle mura. Il passaggio tra l’aula ed il portico è costituito da una cellula spaziale rettangolare, nettamente distinta dal resto dell’ambiente tramite paraste modanate e pilastri. L’illuminazione è affidata ai mezzi oculi che si aprono dietro l’ab-side ed in facciata, ad una finestra rettangolare per lato sulla campata centrale e alle due finestre rettangolari in facciata. La Struttura è in muratura portante in laterizio, rinforzata da un tirante trasversale in corrispondenza della facciata. La copertura poggia su cordoli in cemento armato. Le Coperture dell’interno, finemente stuccate, sono composte dalla volta a crociera dell’aula, racchiusa tra due archi a tutto sesto e due lunette finestrate, e la calotta semicircolare dell’abside, caratterizzata dalla presenza di un’apertura a mezzo oculo. Esternamente la copertura è a due falde con manto in tegole portoghesi in laterizio.
Il Pavimento è in marmo e presenta una fascia centrale di colore diverso, inscritta tra due cornici sottili, che va dall’ingresso al presbiterio. Elementi decorativi: L’insieme delle coperture dell’interno è finemente stuccato, con l’aula ricoperta da una partitura di cornici e medaglioni, e la calotta scandita da tre diversi registri decorativi: quello inferiore è composto da lacunari con stelle, mentre al centro corrono elementi fitomorfi racchiusi in alto da un motivo a conchiglia. Le volte sono staccate dal vano attraverso due cornici marcapiano che corrono lungo tutto il perimetro dell’aula, sorrette da lesene e semipilastri. L’intonaco rosa delle pareti si alterna al bianco delle modanature e delle decorazioni.

(Prima): La Chiesa di CRISTO RISORTO sorge a Congiunti, una contrada del comune di Collecorvino, nell’o-monima piazza. L’edificio è stato edificato nel 1965, contemporaneamente ad un’altra emergenza sacra, quella dedicata al Beato Nunzio Sulprizio, presente nella contrada stessa. La chiesa ha un impianto ad aula unica rettangolare, scandita dalle finestre e dai telai in cemento armato. Il presbiterio, a terminazione piana, è di un intenso colore azzurro e si caratterizza per una struttura in parquet, sopraelevata rispetto al piano di calpestio dell’aula. L’esterno, in cemento armato a vista e intonaco, presenta un unico portale d’accesso ed un prospetto timpanato, coronato da tre piccole croci. La facciata è preceduta, inoltre, da un portico a due falde, anch’esso timpanato e sormontato, sulla sinistra, da un’edicola vuota dove forse, un tempo, era collocata una campana. La facciata della chiesa, in cemento armato a vista e intonaco bianco, presenta un unico portale d’accesso ed un prospetto timpanato, coronato da tre piccole croci, al sotto del quale è collocato un oculo azzurro. Un portico a due falde, anch’esso timpanato, procede il prospetto, sopraelevato di un gradino rispetto al piano stradale e sorretto da due semplici pilastri in cemento a vista. In alto a sinistra, sopra il timpano del portico, è collocata un’edicola a due falde, costruita, forse, per la collocazione di una campana. L’edicola, attualmente, risulta vuota.
La chiesa ha un impianto ad aula unica rettangolare, preceduta da un portico. L’interno è scandito da telai in cemento armato e finestre, mentre il presbiterio, a terminazione piana, è sopraelevato di tre gradini rispetto al piano di calpestio dell’aula. Internamente ha un soffitto piano scandito da telai a vista, esternamente una copertura a due falde. Il portico presenta una copertura anch’essa a due falde, a vista, a quota inferiore. Il pavimento è in porfido, sulle tonalità del celeste e del beige. Due fasce chiare definiscono il percorso dall’ingresso al presbiterio mentre, ai lati, altre fasce dividono il pavimento in settori rettangolari. Il presbiterio, sopraelevato di tre gradini, è rivestito di parquet. L’interno è caratterizzato dall’intonaco celeste delle pareti, scandite dai pilastri bianchi, dalle finestre lunettate di azzurro e da piccoli quadri raffiguranti le stazioni della Via Crucis. La terminazione del presbiterio è di un intenso colore azzurro ed un rivestimento chiaro di circa un metro a gradoni definisce l’area presbiteriale.







