Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un Breve GIRO Per TORINO di SANGRO – CHIETI

Le origini del nome sono ancora incerte, ma secondo la leggenda più conosciuta gli abitanti di “Civita di Sangro“, assaliti dai Saraceni  fuggirono preceduti da un toro che si fermò sotto l’antica Torre, ove essi si rifugiarono, dando vita ad un nuovo paese che prese il nome di Torino. Nell’immagine in evidenza: Un Trabocco.

Dopo l’unità d’Italia il nome venne mutato in Torino di Sangro per evi-tare disguidi postali con l’omonima città piemontese. Il comune ha un rilevante interesse storico e naturalistico. Infatti proprio nel territorio del comune è presente un cimitero militare chiamato “Sangro River War Cemetery” dove riposano i soldati che hanno com-battuto la battaglia del Sangro durante la seconda guerra mondiale, in fasi offensive contro la denominata Linea Gustav. Nel cimitero si trovano sepolti anche soldati giovani, di 16 o 17 anni appena.

Il Cimitero fu costruito nel 1946 in concomitanza con il Cimitero canadese d Ortona, in ricordo della Battaglia del Sangro, svoltasi lungo la Linea Gustav nella piana omonima, e combattuta specialmente a Casoli, Gessopalena, Taranta Peligna e Montenerodomo. Il campo del cimitero è arricchito da lapidi bianche tutte uguali, alla maniera canadese, disposte in file eguali equidistanti, delle quali un tratto forma un semicerchio. Inoltre è po-sto un mausoleo per i caduti senza nome.

MUNICIPIO: Sito in piazza Donato Iezzi è un edificio a tre piani in cui vi sono gli uffici comunali. La costruzione del palazzo è iniziata nel  1779. La realizzazione del palazzo è dovuta alla modifica del porticato della chiesa. La facciata principale è dipinta ed è suddivisa da 5 campate di lesene. Le due campate di sinistra che abbracciano i due piani superiori sono sovrastate da una balaustra in pietra. Le altre tre campate sono rappre-sentate da lesene giganti. Le campate al piano terra sono adornate di archi a tutto sesto con, sotto, dei portali d’ingresso. Una cornice marcapiano scandisce il 2° piano dal 3°.

Palazzo dei PRIORI: Si trova a Piazza Donato Iezzi. Trattasi di un edificio a due piani con una torretta. Attualmente l’interno è ad uso uffici. Mancano documenti che attestino la data della sua costruzione, ma dallo stile architettonico si può dedurre che il palazzo sia stato costruito tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX sec. Una targa sita sulla facciata del palazzo asserisce che abitò nel palazzo un certo Domenico Priori, storico ed umanista locale. Il nome del palazzo parrebbe derivare da Domenico Priori. La facciata è suddivisa in cinque campate da lesene. Nella campata principale è posto il portale d’accesso con arco superiore a tutto sesto, sopra vi è un balcone. Sopra gli ingressi laterali vi sono dei balconcini decorati con una balaustra in ferro.

CHIESA del Santissimo SALVATORE: La prima data certa è del 1302 in cui in un documento viene citata come possedimento delle abbazie di Santo Stefano in Rivomaris e di Arabona, ma ipotesi la vogliono più antica, tuttavia la costruzione in mattoni fa ritardare la costruzione o, almeno di un rifacimento, nella seconda metà del  Cinquecento, ma certamente all’inizio, all’epoca della sua fondazione, era molto più piccola e, nel corso di varie modifiche fu rimaneggiata ed ampliata più volte. Restauri certi si hanno nel 1848 e 1849 su commissione dell’arciprete Alessio Tessitore che fece ingrandire ed abbellì di fronzoli in stucco la navata centrale inoltre fece costruire le cappelle: – della Madonna del Carmine (ove l’avv. F.P. Priori volle farsi seppellire lui stesso e la sua famiglia, come da sua esplicita richiesta del 1858, richiesta che venne attuata solo fino al 1866, come da veto sanitario); – della Madonna del Rosario; fece, inoltre, restaurare gli altari: – della Maddalena, e fece eseguire degli affreschi sulla volta dal De Benedictis nel 1857. Nel 1894 la giunta comunale fece rinnovare parte della chiesa: – le porte della facciata, – l’altare maggiore, – il pavimento, – il palco dell’organo,la ripulitura del coro, e degli altari del battistero e di varie altre parti della chiesa; fece costruire inoltre la balaustra in marmo, la chiesa fu riammessa al culti il 26 novembre del 1908. Un altro restauro si ebbe nel 1955. Ulteriori lavori si ebbero nel 1998 quando fu cambiato il pavimento, rimodernato l’impianto elettrico e demolita la balaustra di marmo.

La Facciata è in muratura con trabeazione ed è trilobata secondo lo schema interno a navate. La porzione aggettante centrale è stata risistemata negli anni ’60, togliendo delle aggiunte non pertinenti di un restauro incompiuto, in modo da dare armonia all’insieme. Ha un portale centrale con cornice modulata, che si ispira a quella della chiesa parrocchiale di Castel Frentano. I portali laterali hanno timpano semicircolare. Un cornicione marcapiano separa I portali dal settore superiore della facciata; nel reparto centrale c’è un finestrone dentro una cornice a timpano triangolare. Sulla destra c’è un piccolo campanile a vela con campane delle ore.

INTERNO: L’interno è a 3 navate suddivise da pilastri. L’apparato in stucchi è neoclassico, restaurato a metà dell’800. Le volte sono a botte lunettate. L’altare maggiore ha un grande tabernacolo a tempio classico con doppio ordine di colonne cilindriche che reggono dei timpani spezzati, a loro volta sorretti da elementi decorativi vegetali e putti. La tela ospitata è il Cristo porta-croce, opera di Francesco De BENEDICTIS da Guardiagrele, che dipinse le altre 2 tele presso il presbiterio, e presso il vicino santuario della Madonna Lauretana. L’opera è una copia di un altro quadro giovanile della “Pentecoste” per la chiesa parrocchiale di Fara Filiorum Petri, sempre dedicata al Salvatore. L’altare maggiore è a tabernacolo in scagliola del XVIII secolo con due figure allegoriche, opera di seguaci della bottega ticinese di Girolamo RIZZA. Lateralmente all’altare vi sono due tele di un seguace del SOLIMENA: “Adorazione del Bambino” e “Strage degli innocenti“. Nelle nicchie delle navate laterali ci sono statue tardo ottocentesche in cartapesta del Sacro Cuore, di San Sebastiano, della Madonna Immacolata. Nell’ultimo altare della navata destra, in scagliola, è incassata una tela della scuola di Nicola Maria ROSSI con la Madonna col Bambino tra due santi martiri; corrispondente a questo altare, nella navata sinistra, è l’altare con la tela della “Sacra Famiglia” di De BENEDICTIS. Nella navata sinistra vi è la cappella della famiglia Priori del XIX secolo, in stucco, con un ritratto centrale della Madonna delle Grazie e due nicchie laterali, una ospitante la sta-tua di San Sebastiano, di scuola locale. Altre statue sono di San Gabriele dell’Addolorata.

CHIESA di San FELICE: La Chiesa di San Felice è sita in Viale Sant’Angelo. La chiesa con l’annesso convento risalgono al 1878, da allora hanno mantenuto sempre la struttura originaria eccezion fatta per alcune aggiunte risalenti al 1949-50 tipo la casa del custode, il porticato, il terrazzo, il lavatoio. Sempre nello stesso periodo vengono fatti dei restauri parziali nella chiesa. La facciata della chiesa è ad intonaco e mattoni con, nella parte superiore, un timpano triangolare. Il portale è incorniciato con ai lati delle lesene e sopra uno stemma. Le facciate laterali hanno delle finestre strombate ad arco ribassato. L’interno è a navata unica con volta a botte e lunette. Le pareti interne sono intonacate di bianco e beige cui sono addossate delle arcate a tutto sesto cieche che poggiano su delle lesene corinzie. Attaccato alla facciata sinistra della chiesa è l’annesso convento.

La COSTA dei TRABOCCHI è un tratto del litorale Medio Adriatico abruz-zese corrispondente alla maggior parte della costa della provincia di Chieti, il cui nome deriva dalla diffusa presenza sul litorale di trabocchi, antiche macchine da pesca su palafitta risalenti al XVIII secolo.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>