La Chiesa di San Rocco fu costruita tra il 1860 e il 1873 al posto di una chiesetta precedente della quale furono utilizzati i materiali di spoglio. Probabilmente era una chiesa di origine tratturale in quanto si trova sul percorso del Regio Tratturo L’Aquila – Foggia. La facciata è di stile neoclassico in pietra locale composta da grandi blocchi lavorati dagli scalpellini della zona. Sulle colline della campagna pescarese che preannunciano le alte vette della vicina catena del Gran Sasso c’è un piccolo borgo che si chiama Pietranico, arroccato su un alto colle dominato dai resti di quello che in epoca medievale fu un castello. L’origine del nome del paese proviene con tutta probabilità dal latino Petra iniqua, ovvero “pietra ineguale”, nel senso cioè di luogo accidentato, come sono in effetti le rupi e le valli di questa zona. A poca distanza dal centro abitato, a ridosso di una scarpata che lo rende poco visibile dalla strada, si trova uno dei tesori del barocco abruzzese: l’Oratorio di Santa MARIA della Croce.

















Sulle colline della campagna pescarese che preannunciano le alte vette della vicina catena del Gran Sasso c’è un piccolo borgo che si chiama Pietranico, arroccato su un alto colle dominato dai resti di quello che in epoca medievale fu un castello. L’origine del nome del paese proviene con tutta probabilità dal latino Petra iniqua, ovvero “pietra ineguale”, nel senso cioè di luogo accidentato, come sono in effetti le rupi e le valli di questa zona. A poca distanza dal centro abitato, a ridosso di una scarpata che lo rende poco visibile dalla strada, si trova uno dei tesori del barocco abruzzese: l’Oratorio di Santa Maria della Croce. Il centro storico ha avuto origine nel X secolo ad opera dei monaci dell’Abbazia di san Clemente a Casauria. L’abate decise di edificare una “grancia”, ossia un magazzino protetto da incastellamento, vicino a 2 grandi massi che si ergevano sulla som-mità della collina che da una parte domina la Valpescara e dall’altra permette di osservare tutto l’ar-co degli Appennini che va dalla Majella al Gran Sasso. La ricchezza del territorio di Pietranico è stata sempre dalla coltivazione di uve e olive di alta qualità, di frumento e di ortaggi, da piccoli allevamenti, dai boschi di querce, dalla lavorazione della pietra locale. Negli ultimi anni il territorio è stato riscoperto da imprenditori proprio per la sua idoneità a una moderna coltivazione biodina-mica che consente di ottenere prodotti ormai apprezzati a livello internazionale. La pietra locale viene ancora lavorata con maestria per ottenere manufatti ed elementi architettonici di rara eleganza ed imponenza.













