L’Oratorio si trova poco fuori il paese, costruito nel XVII secolo, costituisce uno dei rari casi di arte affrescata barocca della provincia di Pescara. La chiesa all’esterno è in pietra della Majella, con facciata molto bassa e copertura semplice del soffitto. Molto semplici anche il portale e la finestra quadrata che si apre al di sopra. L’interno è a croce latina rovesciata con transetto (costituito da 2 Cappelle) nei pressi dell’ingresso, composta da cellule quadrate e volte a sesto ribassato.

Prima di presentarvi questo splendido Oratorio, in via di restauro, desidero ringraziare l’Ammi-nistrazione Comunale di Pietranico, in particolare il Sindaco Francesco del Biondo, per la di-sponibilità dimostrata; non solo mi ha permesso di visitare l’Oratorio ma mi ha accompagnato di persona sul luogo, distante qualche chilometro dal paese di Pietranico, in prossimità dell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie, alla periferia di Alanno. La struttura è stata messa in sicurezza, co-me si evidenzia dalle foto, ma tra i tralicci di sostegno si possono intravedere le meraviglie degli affreschi, dei dipinti e delle statue. Grazie all’intraprendenza del sindaco, non per nulla in carica dal 2013, sono stati stanziati 2.300.000 Euro per la messa in sicurezza definitiva del sito, soggetto a smottamento, e per il restauro delle opere interne.



Oratorio di Santa MARIA della CROCE
Si trova poco fuori il paese, costruito nel XVII secolo, costituisce uno dei rari casi di arte affre-scata barocca della provincia di Pescara. La chiesa all’esterno è in pietra della Majella, con fac-ciata molto bassa e copertura semplice del soffitto. Molto semplici anche il portale e la finestra qua-drata che si apre al di sopra. L’interno a cappella è a croce latina rovesciata con transetto (costituito da 2 Cappelle) nei pressi dell’ingresso, composta da cellule quadrate e volte a sesto ribassato. L’interno è ad una sola navata centrale composta da due campate cubiche tra loro separate da un arco e coperte da volte a padiglione; la navata è affiancata da due cappelle a pianta quadrata, alle quali si accede tramite altri due archi: la cappella di sinistra dedicata all’Annunziata, mentre quella a destra a Santa Maria della Croce. Al centro della navata centrale si trova l’altare mag-giore in stucco, affiancato da due colonne bianche a tortiglione e sovrastato da un timpano lineare spezzato. L’altare ospita una tela con la Crocefissione. I dipinti sono ad opera dei fratelli Berardino e Francesco CASTELLI di Santo Stefano di Sessanio, i pregevoli stucchi barocchi sono opera di Tommaso Di BERARDINO di L’Aquila e Antonelli De CASTELLI di Tocco (artisti locali operanti tra il 3° e l’8° decennio del XVII secolo. Le scene dipinte mostrano le principali vicende di Maria e Gesù tratte dai Vangeli. Non è un caso che questa chiesa, purtroppo poco conosciuta nonostante la sua importanza artistica e il suo fascino, sorga a pochi Km dal ben più noto Oratorio di Santa Ma-ria delle Grazie di Alanno, vero capolavoro del barocco di questa regione. La sua costruzione in questa zona isolata, probabilmente ultimata nel 1618, è legata al miracolo della Madonna che qui apparve ad un contadino, come ricordato in un’iscrizione dipinta all’interno sopra la porta di in-gresso.












INTERNO:
La caratteristica principale dell’interno è la ricchezza di stucchi e decorazioni, che contano 55 scene e ritratti suddivisi in tre cicli pittorici. Gran parte della decorazione è rappresentata da medaglioni incorniciati in stucchi. Il percorso pittorico inizia nella Cappella della Madonna della Croce con episodi della vita di Maria disposti a spirale per terminare nella volta, con la figura di Dio circon-dato dagli Evangelisti. L’autore dei dipinti è ricavabile dalla firma, Tommaso BERNARDINI, che riporta anche la data del 1628. La narrazione prosegue nella Cappella dell’Annunziata (7), dove alla Vita di Maria si affiancano scene della Vita di Cristo, dalla natività fino alla Passione. Anche questi dipinti sono firmati dall’autore, Antonello De CASTELLIS di Tocco da Casauria, e datati 1640. Nella navata centrale, infine, si trovano 18 scene della Passione risalenti al 1670, data riportata sulla controfacciata. Di particolare importanza è la Cappella (6) dedicata alla Madonna della Croce (a dx all’Ingresso), nella quale si racconta, attraverso una vera e propria storia, la vita della Madonna. La volta della cappella presenta una decorazione fatta di ovali ricavati all’interno delle decorazioni di stucco a rilievo e raffiguranti i Quattro Evangelisti. Di essi è nota la data, il 1630, e il nome del doratore, Angelino di Beffi che firma in modo assai singolare, da destra verso sinistra.


La CAPPELLA dell’Annunciazione (7) è decorata da pitture prodotte con la tecnica ad olio su muro. La data è quella del 1656 e l’autore è noto anche qui attraverso la sua firma, quella di un ancor più oscuro artista, tale Antonello proveniente da Castelli ma probabilmente naturalizzato a Tocco Casauria (la firma è infatti Antonellus de Castellis Tochanus), il quale dovette eseguire anche la doratura degli stucchi. Autore sicuramente più modesto di Tommaso Bernardino, riceve il compito di proseguire il ciclo precedente con le Storie di Maria e dell’infanzia di Gesù, tra cui spicca l’Adorazione dei Magi. Sull’altare della cappella c’è poi una bella tela dell’Annunciazione, opera anonima di metà Seicento e copia dell’analogo soggetto di Guido Reni, oggi esposto alla Pinacoteca di Ascoli Piceno. Gli stucchi richiamano alla mente quelli della cripta della cattedrale di San Giustino a Chieti, completati nel 1663 da Donato FERADA e distrutti negli anni ’70, dei quali resta solo un’ampia documentazione fotografica. FERADA era un grande maestro di questa tecnica e messe a confronto con le sue stuccature, queste di Pietranico davvero non reggono il paragone. Molto bella e raffinata la ricca balaustra in legno intagliato che chiude la cappella dell’Annunciazione.










