Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un GIRO Per SCANNO – L’AQUILA

Scanno è un comune di circa 1.700 abitanti situato in parte entro i confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. E’ su un pendio della Montagna Grande che sovrasta l’omonimo lago e lungo la Strada statale 479 Sannite che da Anversa degli Abruzzi e Villalago lungo le Gole del Sagittario sale fino a Passo Godi. A est oltre la linea di cresta montuosa del gruppo del monte Genzana il territorio è limitrofo a quello dell’Altopiano delle Cinquemiglia, mentre a ovest oltre la rispettiva linea montuosa di cresta della Montagna Grande e del monte Marsicano è limitrofo alla conca di Pescasseroli-Opi. È un’importante stazione di soggiorno invernale ed estivo e fa parte del club I borghi più belli d’Italia.

Scanno è un comune italiano di 1.697 abitanti situato in provincia dell’Aquila, in Abruzzo, in parte compreso entro i confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. E’ su un pendio della Montagna Grande che sovrasta l’omonimo lago e lungo la Strada statale 479 Sannite che da Anversa degli Abruzzi e Villalago lungo le Gole del Sagittario sale fino a Passo Godi. A est oltre la linea di cresta montuosa del gruppo del monte Genzana il territorio è limitrofo a quello dell’Al-topiano delle Cinquemiglia, mentre a ovest oltre la rispettiva linea montuosa di cresta della Mon-tagna Grande e del monte Marsicano è limitrofo alla conca di Pescasseroli-Opi. È un’importante stazione di soggiorno invernale ed estivo e fa parte del club I borghi più belli d’Italia. Nei dintorni vi sono il lago omonimo, appartenente però per tre quarti al comune di Villalago, gli impianti sciistici di Passo Godi e del Monte Rotondo, gli altopiani del Monte Greco e il lago Pantaniello, nonché la riserva naturale delle Gole del Sagittario. Scanno è inoltre nota come la città dei fotografi; un luogo molto apprezzato da tanti autori italiani e stranieri. I suoi inconfondibili scorci e la sua gente sono stati lungo tutto il Novecento i soggetti di tanti famosi scatti realizzati da Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci e molti altri.

I

l sacro edificio, situato sulla discesa San Rocco, nei pressi dell’omonima piazza, è noto come chiesa del Carmine, poiché sede della confraternita dallo stesso no-me e custode della statua della Madonna del Carmine, particolarmente venerata in paese. Essa viene infatti festeggiata la terza domenica di luglio con una solenne processione lungo le pittoresche stradine del borgo, alla quale partecipano numerose confraternite provenienti da vari paesi. Qui sono conservate anche le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, che vengono fatte sfilare la sera del Venerdì Santo in un suggestivo corteo, accompagnato dalle note di un toccante Miserere. La chiesa è il risultato dell’unione di due diversi edifici sacri: il SS. Sacramento, che sorgeva nell’area della costruzione odierna e l’antica San Rocco, che aveva l’ingresso sul largo dell’Olmo, nella zona soprastante il fabbricato attualmente adiacente ad essa. Non si hanno notizie certe sulle chiese originarie: quella di San Rocco è menzionata in alcuni documenti risalenti agli inizi del XVI secolo, che la descrivono come ricca di cappelle e dotata del privilegio del battistero. Entrambe vennero demolite ed unificate per dar luogo all’edificio attuale probabilmente alla fine del XVII secolo. L’edificio ha subito modifiche nel corso dei secoli, tra cui l’abbattimento nel 1909 del campanile medievale, per consentire il passaggio della rotabile per Villetta Barrea, e la sua sostituzione con quello attuale, avvenuta vent’anni  più tardi. 

La chiesa della Madonna di Costantinopoli (stile: neoromanico-barocco) è sita in Piazza San Rocco (detta localmente anche piazza vecchia) a Scanno, in provincia dell’Aquila. La chiesa è stata costruita antecedentemente al 1418 come testimonia una scritta sull’affresco sopra l’altare. Il vescovo di Sulmona in una visita pastorale nel 1612, ordinò che nella chiesa, che in quel periodo era di proprietà di Marino Nardotio, venissero dipinti alcuni affreschi, tra i quali quello raffigurante San Carlo. Questi affreschi attualmente sono scomparsi. In seguito, nel 1708, subì un riadattamento dai proprietari come testimonia un’iscrizione sulla facciata, forse per un terremoto. Fu di proprietà privata fino al 1960 quando fu donata alla chiesa di Santa Maria della Valle, fu pulita e rimaneggiata. L’ultimo restauro risale al 1981. La grazia delle linee, la delicatezza dei visi, la vivezza e la pastosità dei colori, riportati alla primitiva freschezza da un restauro del 1981, sembrerebbero richiamare l’arte senese del ‘400. Interno: la chiesa è ad aula rettangolare con volta a botte, fu ristrutturato nel 1708 in seguito ad un terremoto, come si legge in una iscrizione apposta sulla facciata. La facciata è suddivisa in due campi mediante una cornice marcapiano. Ai due lati vi sono delle paraste . Il portale d’accesso è incorniciato mediante conci di pietra squadrata e sormontato da un frontone spezzato. Ai due lati vi sono due finestre anch’esse incorniciate da conci di pietra. Nell’ordine superiore vi è una finestra con cornice con delle modanature scanalate con sovrastante stemma. Anche se la chiesa è di modesto valore architettonico, il quadro sull’altare è una delle maggiori opere di Scanno.

E’ sita a Scanno, in provincia dell’Aquila, ed è intitolata alla Madonna di Loreto e a sant’Eusta-chio (quest’ultimo è anche il patrono di Scanno). La chiesa risale al XII secolo ed in seguito risulta citata in bolle dei papi Adriano IV, Lucio III, Clemente III, Onorio III, Clemente VI. Originariamente era la chiesa principale di Scanno vista la fede rivelata dal popolo del paese verso tale chiesa quando venne convertito al cristianesimo ed ancor oggi i parroci vengono ordinati prima in questa chiesa poi nella chiesa principale. Nel 1693 la chiesa venne demolita in seguito al terre-moto di Sora del 1654 e ricostruita a spese dell’Università di Scanno e dai fedeli nel 1712, ricostru-zione affidata all’architetto Giovan Battista Gianni mentre l’altare viene ricostruito nel 1698 da D. Loreto Colarossi. Quest’intervento fu voluto dal cappellano e rettore Loreto Colarossi. In questo frangente la cappella della Madonna di Loreto fu eretta in collaborazione con Francesco Ferradini. Dopo la realizzazione del campanile e la morte di Ferradini, G. B. Gianni eseguì anche le altre cappelle, tra cui quella di Sant’Eustachio, in cui vi era la statua del santo. Importanti gli altri due altari dedicate alle anime del Purgatorio e a san Gaetano da Thiene. Dei riadattamenti, delle do-rature e delle pitture furono eseguite nel 1905 a spese di Maria Di Rienzo. Dal 2002 si è incomin-ciato il restauro che ha portato alla chiusura dell’edificio nel 2004. È stata riaperta solo nel 2013, il giorno 17 agosto, con cui viene dedicato il nuovo altare per mano del vescovo di Sulmona-Val-va mons. Angelo Spina e del parroco di Scanno mons. Carmelo Rotolo. Il portale duecentesco, con degli influssi di arte pagana, è servito da tre gradini. Sopra vi è un archivolto lunettato con colonnine interne. L’interno è aula ad unica navata con volta a botte affrescata da Francesco Antonio Borzillo nel 1698 con l'”Incoronazione della Madonna, i quattro angeli e l’arco trionfale” con una finta apertura e lo stile del dipinto che fanno risalire l’opera al barocco, e tre cappelle per lato separate mediante dei paramenti murari ad arco, nelle quali sono conservati dei dipinti e delle statue tra cui: – La statua di sant’Agata posta nella prima cappella a sx, così come appariva prima del restauro terminato nel 2013 – Statua in cartapesta della Vergine di Loreto (XV secolo); – Sant’Eustachio; – Sant’Agata che tiene in mano un cuscinetto con i suoi seni mozzati nel suo martirio; – Sant’Apollonia con in mano le tenaglie con cui le furono fracassate le mascelle; – San Liborio; – San Nicola; – Fede; – Speranza; – Carità; – Santa Lucia che tiene in mano un cuscinetto con i suoi occhi; – Santa Barbara. I paramenti murari delle cappelle constano di aperture chiuse solo da un lato.

La CHIESA di San GIOVANNI Battista è sita in Via Silla a Scanno. La chiesa risulta già menzio-nata nel 1612. Sulla fascia che suddivide la facciata si legge l’epigrafe: SUMPTIBUS SUIS D. IOE-SANT. CIANCARELLI SACELLUM HOC AEDIFICANDUM CURAVIT. MESE IV NLAS A.D. MDCXXXI. da cui si evince che nel 1631 è stato fatto un restauro dalla famiglia Ciancarelli, men-tre sull’architrave della porta vi è incisa la seguente data A. D. MDCXXXI che indica l’anno di committenza. All’interno invece vi è la data del 1544, data indicante verosimilmente l’assimilazione di un edificio da parte della sacrestia. Tuttavia la chiesa, verosimilmente, risale al XVI secolo pren-dendo come riferimento le date incise sull’altare e sulla finestra della sacrestia.  I due affreschi all’interno inerenti alla vita e alla morte di San Giovanni Battista sono stati eseguiti nel 1698, susseguentemente sono stati coperti per via che l’edificio è stato usato, dopo il terre-moto del 1706 e l’epidemia del 1764 come lazzaretto e luogo di ricovero, ma sono stati riportati alla luce solamente nel 1947, nello stesso anno sono stati rifatti il pavimento, gli intonaci ed il tetto. Successivamente, nel 1916 la chiesa è stata utilizzata come scuole elementari, a sede elettorale, a teatro. La chiesa è attualmente consacrata e fino alla metà del XX secolo ospitava i pellegrini devoti a San Domenico di Sora. In seguito fu adibita anche a scuola elementare, sala per concerti, adunanze pubbliche e, nel 1916 vi trovò spazio anche un teatro. Attualmente vi si celebra messa solamente una volta all’anno: nel giorno in cui ricorre San Giovanni Battista. Oggi è un luogo di culto con vocazione museale. La facciata è suddivisa in due parti da una cornice marcapiano in cui vi è la suddetta scritta in cui vi è lo stemma della famiglia Ciancarella con suscritto il motto “Pun-go non ungo“. Il portale e la finestra inserita nel campo superiore constano di timpano triangolare spezzato. Nel pilone sinistro vi è una lapide di riciclo risalente all’età imperiale proveniente dall’antico pagus di Collangelo. L’interno è ad aula unica coperta da una volta a botte lunettata. L’atrio è coperto da tre piccole volte a crociera. Ai due lati dell’altare vi sono due affreschi a forma di medaglioni ovali che raffigurano Santa Elisabetta che dà alla luce San Giovanni Battista e la Decapitazione di quest’ultimo.

Questi due affreschi sono emersi durante i lavori di ripulitura del 1947. Furono restaurati da un pittore locale (Nicola Berardi), da cui fu ridipinta ex novo la testa del santo nella Decapitazione, di cui l’originale era privo. Il campanile è a vela, mentre la copertura è a capanna. Ai su citati affre-schi sulla parete di fondo vi è la statua in pietra di San Giovanni Battista. Fu posta sull’altare nel 1698. Inoltre, come già detto,  vi è una mostra permanente di statue sacre allestita da Michele Rak, il quale ha raccolto delle statue della cultura pastorale risalenti al periodo tra il Seicento e Nove-cento. ELENCO delle STATUE:- San Biagio in legno, del medio Seicento; – San Rocco in legno, del medio Seicento; – San Crispino o San Crispiniano in legno dipinto di fattura napoletana, del secolo XVIII secolo; – Sant’Egidio in gesso e legno, realizzato a Napoli nel 1796; – San Costan-zo in legno dorato e dipinto di scuola napoletana, del medio Settecento; – Sant’Emidio in legno e cartapesta, del tardo Settecento; – Santa Maria delle anime del Purgatorio in legno e gesso del 1841; – San Pasquale Baylon in cartapesta, del 1846; – San Luigi Gonzaga trattasi di un manichino in cartapesta e stoppa posto in un’edico-letta in legno, la statua è di fine Ottocento; – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori in cartapesta, realizzata a Pacentro nel 1928; – Madonna del Rosario in gesso, del primo Novecento; – San Giuseppe in cartapesta, del primo Novecento; – Immacolata Concezione in cartapesta, del primo Novecento; – Giuseppe e Maria, trattasi di due statuette per il presepio di maestranze abruzzesi di fine Ottocento; – Cristo Bambino in gesso, del primo Novecento; – Cristo risorto in cartapesta, del medio Novecento.

La chiesa è stata fondata dall’ordine dei chierici di Sant’Antonio abate di Vienne.
Un’ipotesi sulla fondazione cinquecentesca della chiesa è confermata  da  un’epigrafe sita sulla chiesa che dice che Ettore Ciorla la fece erigere nel 1569, questa ipotesi, tuttavia viene contraddetta dalla collazione del vescovo Cadichio di Sul-mona già in data 15 febbraio 1515 investe la chiesa di sant’Antonio all’arciprete Pasquale di Pietro. Una targa sulla controfacciata informa che nel 2000 è stato completato un restauro condotto dalla Parrocchia di chiesa di Santa Maria della Valle coadiuvato dalla Regione Abruzzo e dalla famiglia di Giovanni Maiorano. Questo restauro ha rimosso il primitivo intonaco esterno lasciandolo spoglio (con mattoni a vista). L’interno è ad aula a pianta rettangolare suddiviso in due cellule ricoperte da volte a botte ad arco ribassato e lunettate. Ai lati vi sono delle profonde lesene rea-lizzate in muratura a vista sono legate l’una all’altra con degli archi a tutto sesto a ridosso sulle pareti. Il fondo della chiesa è scandito da un archivolto a sesto ribassato. Sull’altare vi è una statua di Sant’Antonio Abate. L’altare è affiancato da due aperture ogivali. Ai lati del portale vi sono due targhe con le date del 1569 e 1589.

Santuario della Madonna del Lago o dell’Annunziata.

E’ una chiesa sita presso la sponda sudoccidentale del lago di Scanno. La chiesa è quadrata con gli angoli smussati e coperta da una cupola. Accanto alla chiesa vi è un locale anticamente usato come romitorio. L’interno è nelle forme attuali dopo vari restauri: nel 1903 l’altare venne sostituito con uno nuovo in stile neogotico veneziano. Poi si decise di uniformare lo stile a tutto l’interno. I lavori furono affidati ad  Ettore Ferrari. La parete ad est non ha muro in quanto poggiante sulla roccia grezza e non lavorata. Sull’altarino vi è una statuetta a mo’ di pupazzetto della Madonna del Lago. Sugli angoli della chiesa, in alto, vi sono dei disegni a trompe l’œil a sembrare delle statue di profeti biblici. Sulla parete nord e sulla parete sud vi sono 2 tele ad olio inerenti fatti biblici. I dipinti all’interno sono del 1911 e dipinti da Arcangelo e Silvio CENTOFANTI,   Egidio BERARDI e Vittorio SPAGNOLO, mentre Filippo BALLERINI si occupò della volta, le porte lignee furono eseguite da intagliatori di Capestrano. La fondazione di questa chiesa è legata a una leggenda popolare. La storia racconta che durante una tempesta di neve un viandante viaggiava su un carretto lungo il fiume Sagittario, in direzione di Scanno. Infittendosi sempre di più la neve e la nebbia, il mercante scese, portando a mano l’asino, e raggiunse il paese di Villalago, dove doveva scambiare un orcio d’olio, e venne accolto da una fa-miglia. L’uomo però non volle fermarsi a dormire, e continuò il viaggio in mezzo alla bufera, che era peggiorata. In lontananza nella nebbia, l’uomo video una piccola luce, e si mise a seguirla, trovandosi all’improvviso in una piana assolata, come se fosse una normale giornata di primavera, anche se funestata da nuvole e pioggia; l’uomo tuttavia, mosso da curiosità e da una forza sovrannaturale, seguì il lumicino in lontananza, raggiungendo Scanno; non appena il paese apparve all’orizzonte, il lumicino cessò, e la dimensione della primavera scomparve, ritornando quella della tempesta di neve. L’uomo si accorse con stupore di aver attraversato il lago ghiacciato a piedi, e nel luogo dove appariva il lumicino che lo indirizzava verso la strada del paese, pochi anni dopo decide di erigervi l’attuale chiesa della Madonna del Lago, dove per la precisione già prima vi si trovava una cona votiva con statua della Madonna.

PALAZZI:

– Il Palazzo De Angelis, sito in Strada Ciorla 3, di pregevole fattura sono le decorazioni con lo stemma dei De Angelis intorno al portale, – Il Palazzo Mosca, caratteristiche, di questo, palazzo sono le decorazioni sotto il cornicione, con  puttini e serafini danzanti, mentre la facciata principale è barocca, – Il Palazzo Serafini, sito nel quartiere della “Codacchiola”, unico pregio di questo palazzo è lo stem-ma sopra il portone con tre angioletti sera. – Le Case Roncone, con trifora caratteristica ed arco a sottopasso. – Il Palazzo Serafini-Ciancarelli, sito nella piazza San Giovanni, ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, ha 2 piani, mentre il corpo principale è a 4 piani, rilevanti sono i balconi. – Il Castellaro, è uno dei palazzi più grandi di Scanno, ed è sito nel quartiere scannese omonimo, è in stile barocco-romanico, ed è a forma caratteristica di T. – Il Palazzo Colarossi, sito in via Silla 32 chiamato anche la “casina” o l'”altro Palazzo di Rienzo”, con portoni, finestre, balconi e finestre di mezzanino, il portale ha terminazione rettilinea e bugnato a cuscino. Il fastigio delle finestre è spezzato. Il coronamento è con mensole zoomorfe con rimandi a stilemi pescolani. – La Casa Tanturri costa di una pregevole trifora dell’ultimo piano di Via De Angelis, un puttino nella facciata laterale e le finestre a taglio rettilineo con stipite, particolare è il mascherone for-se apotropaico di Via De Angelis ma sicuramente a dare una qualifica ad un nodo urbano di rilievo come dimostra una smussatura nell’angolo. – La Casa Antonio Silla, sito in Via Calata Sarracco 5, con imponente portale con basamento atto a reggere il balcone sovrastante. L’arco del portale è a tutto sesto il cui sopraluce è sovrastato da un mascherone in asse con la chiave. – Il Palazzetto Nardillo, sito in Via Porta Sant’Antonio 18, ha un pregevole cornicione, portale barocco con sopraluce curvilineo. Una finestra consta di un fastigio con motivo a conchiglia

Il Lago si originò da una frana scesa dal Monte Rava e che ostruì il corso del fiume Tasso. La causa di tale evento geologico fu a lungo attribuita, come sostiene lo storico romano Tito Livio, al terremoto del 217 a.C.. Secondo studi recenti la frana avvenne circa 12.800 anni fa, verso la fine dell’ultima Era glaciale o già nel postglaciale.[Il lago ha una superficie di cir-ca un chilometro quadrato e una profondità di circa 32 metri. Il suo colore verdeazzurro è dovuto alla presenza di alghe e microalghe, alla composizione chimica delle acque (essenzialmente legata a quella calcarea delle rocce costituenti l’invaso) e, in ultimo, al riflesso della vegetazione cir-costante. Il principale (e unico) corso d’acqua immissario è il Tasso, mentre mancano emissari superficiali stabili, attivi invece con modalità carsiche e che collegano il lago con il fiume Sagittario e le Gole del Sagittario. Tra i pesci vi sono: trote, tinche, anguille, scardole, persici reali, coregoni, lucci, pesci gatto e carpe mentre tra gli uccelli vi sono germani reali e folaghe.

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