Il Giro delle Chiese

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CHIESA di Santa MARIA della VALLE – SCANNO (AQ)

La Chiesa è sita nell’omonima piazza, la principale del paese. Non si conosce la data di costruzione della chiesa, tuttavia alcuni elementi architettonici testimoniano l’esistenza della chiesa già nel XII secolo. Detta anche della Madonna Assunta, si articola su tre navate ed è sostenuta da due pilastri con cuspidi posti a rinforzo della struttura dopo il terremoto del 1915. L’esterno, in pietra locale, è in stile romanico abruzzese. La facciata a coronamento orizzontale presenta tre portali con sopra altrettanti rosoni. All’interno, nelle prime colonne dopo l’ingresso, è possibile osservare tracce di affreschi medievali, mentre nel presbiterio oltre un altare policromo vi è un coro ligneo.

È sita nell’omonima piazza, la principale del paese. Non si conosce la data di costruzione della chiesa, tuttavia alcuni elementi architettonici testimoniano l’esistenza della chiesa già nel XII secolo. Detta anche della Madonna Assunta, si articola su tre navate ed è sostenuta da due pilastri con cuspidi posti a rinforzo della struttura dopo il terremoto del 1915. L’esterno, in pietra locale, è in stile romanico abruzzese. La facciata a coronamento orizzontale presenta tre portali con sopra altrettanti rosoni, di cui il centrale è il più grande. All’interno, nelle prime colonne dopo l’ingresso, è possibile osservare tracce di affreschi medievali, mentre nel presbiterio oltre un altare policromo vi è un coro ligneo. I confessionali e il pulpito, sempre realizzati in legno, sono opera dell’artista Ferdinando MOSCA di Pescocostanzo. La cappella a destra dell’entrata è intitolata a San Costanzo e ne conserva una reliquia giunta a Scanno intorno al Settecento, quando a Roma venivano aperte le catacombe e i martiri ignoti che venivano battezzati con i nomi delle virtù. La facciata è a coronamento orizzontale con rosone centrale e altre due finestre più piccole poste in corrispondenza delle 2 navate laterali. Ai lati vi sono due lesene di rinforzo. L’aspetto generale è quello risultante dall’intervento del 1636, quando furono aperte le porte ai lati, e nel 1840, per intervento di Gaetano CIARLETTA, furono aperte le finestre ovali, in seguito trasformate in aperture circolari. Nel 1924, in seguito all’ennesimo terremoto (1915) furono inserite due lesene con cuspide piramidale come contrafforte; in questa occasione le finestre circolari furono poste in asse alle due porte secondarie sottostanti.

N.B.: Le didascalie sono state prese dall’opuscolo del 1991 “Santa Maria della Valle” di Giorgio Morelli.

L’interno è a 3 navate, una per portone. Le navate sono divise da quattro pilastri quadrangolari e due colonne. Le colonne sono prive di basi e sono provviste ancora di fori a spirale con alcuni resti della struttura che sosteneva il pulpito. Il pavimento fu rialzato di circa 80 centimetri dalla costru-zione cinquecentesca, come rivela una spia aperta in prossimità del pilastro di sinistra. L’attuale pavimento risale ai restauri del 1990. Le volte sono a botte ribassate. Il pavimento è in cotto rosso. La navata centrale (A) termina con un’abside (10) semicircolare. Tre archi per lato col-legano i tre pilastri, l’ultimo più grande ed ellittico, collega l’ultimo pilastro al presbiterio. Il pulpito (P), appoggiato nell’ultima colonna a destra, è di Ferdinando Mosca di Pescocostanzo. Vi si accede da una scala che sale a chiocciola sulla colonna. I pilastri che separano le navate sono dell’XI-XII secolo. Sulla prima colonna a destra vi è un residuo di un affresco rappresentante Sant’Agata risalente al XVI secolo, in basso sono raffigurati due personaggi, forse i committenti. Nella prima colonna a sinistra, invece è raffigurato Sant’Antonio Abate, affresco datato 1549, sul lato di destra della colonna si nota una Madonna con Bambino (19’) di stile quattrocentesco. La volta, lunettata  è suddivisa da 4 archi con pitture del Seicento raffiguranti Sant’EustachioMaria Vergine San Biagio con delle cornici in stucco con delle volute, con-chiglie cherubini, festoni floreali.

La navata destra termina ad una grande teca (11) murale realizzata nel XVIII secolo suddivisa in varie sezioni e chiusa mediante 2 grandi ante. All’interno vi sono 381 reliquie poste in anti-chi reliquiari. Tra le reliquie all’interno sono degne di menzione: San Francesco d’Assisi; San Camillo de Lellis; San Domenico Abate; Legno della Croce; ampolla di  sangue di marti-re ignoto. L’interno del reliquiario è suddiviso in dodici settori suddivisi mediante dei pannelli in legno dorato che contengono dei reliquiari dalle forme più disparate e bizzarre: a busto, ad ostenso-rio, a tabernacolo, a teche. L’altare sottostante, che è dedicato al Sacro Cuore di Gesù fu edificato nel 1926 su progetto di Arcangelo CENTOFANTI. Il primo gruppo di reliquie risale alla fine del ‘500. La teca è in legno decorata con delle volute, i due sportelli provengono dal cimitero.  La teca presenta all’interno ed all’esterno una decorazione a motivi geometrici e foglia lanceolata secondo il motivo fanzaghiano.

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