La Chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria Vergine e Martire sorge su uno sperone di roccia calcarea sul quale è arroccata la parte più antica del centro abitato di Pietraferrazzana, disposto a gradoni sulle scoscese pareti del monte. Al culmine dello sperone roccioso si trovano i ruderi di un antico castello. La Chiesa si affaccia sul Lago di Bomba.

Nella facciata della Chiesa di Santa Vittoria un grande arco a rilievo a tutto sesto racchiude il portale e una finestra sovrastante La chiesa, che pare risalga, in base al Chronicon farfense (cioè una sorta di catasto delle chiese assoggettate all’Abbazia di Farfa), a dopo la costruzione del Santuario di Santo Stefano di Tornareccio. La forma attuale (romanico-barocca) è dovuta al restauro degli anni cinquanta. All’interno vi è un quadro che ritrae la santa (olio su tela del 1992) con un drago. Nei pressi vi è un palazzo baronale. Se la Chiesa risale a un tempo ormai remoto, in seguito fu più volte rimaneggiata. Nella facciata un grande arco a rilievo a tutto sesto racchiude il portale e una finestra sovrastante. Sulla fiancata destra della Chiesa sorge il campanile che, singolarmente rispetto alla norma, non è a pianta quadrata, ma rettangolare, ed è suddiviso in due zone: in quella inferiore la cella si apre sui quattro lati con un arco allungato, nella superiore trova posto l’orologio. Sul coronamento piatto è installato un impianto metallico che sostiene due campanelle e in alto la Croce. L’interno, ad una sola navata, è riccamente adorna di stucchi barocchi, soprattutto nella volta a botte e nel presbiterio, dove un fastoso altare è affiancato da colonne e nicchie. Altrettanto decorati con stucchi gli altari laterali.



















PETRAFERRAZZANA è un paese di 130 abitanti della provincia di Chieti, facente parte dell’unione dei comuni montani del Sangro. Nel 1923 perse temporaneamente la sede comunale divenendo frazione di Colledimezzo. Tornò autonomo nel 1963. Il paese è sito a ridosso della roccia da cui prende il nome. Il primo documento che cita Pietraferrazzana fa parte dal Catalogus Baronum (1150-1168) che cita i feudatari ed i loro vassalli durante il regno normanno di Guglielmo il Malo, documento che impone loro di fornire milizie per la difesa del suo regno in difesa di qualsiasi minaccia, piccola o grande che essa sia. Il paese è arroccato su una roccia. Trattasi di uno sperone di roccia grigiastra con gugliette, composta di arenaria, rocce calcaree, argille varie e uno strato superficiale di grafite su cui cresce sporadicamente qualche pianticella.









