Durante il viaggio di istruzione a Praga per il gemellaggio con la Scuola T-TEP di Praga ci fermiamo a SALISBURGO, città Natale di MOZART: Nell’immagine in evidenza: Fonte Battesimale nella Cattedrale.

Continua la CATTEDRALE: PIANTA


INTERNO: La navata, lunga 101 metri e alta 32 metri, che si prolunga con un ulteriore nartece sotto il portico, presenta dei dipinti sul soffitto ad affresco realizzati da Donato Mascagni e Ignazio Solari che mostrano Scene della vita e della passione di Cristo, il tutto in 15 grandi quadri definiti che illustrano la passione e la morte, 10 piccoli estratti che mostrano la vita di Cristo, da Le Nozze di Cana a Gesù tentato sul mon-te. I dipinti sono corredati da stucchi, attribuiti alla bottega di Giuseppe Bassarino, che vennero terminati nel 1628 circa.
CAPPELLE: Entrambi i lati della navata presentano una serie di cappelle, ognuna con uno specifico altare. Sulla parete nord dell’altare maggiore si trova la cappella del battesimo di Cristo dove ha sede il fonte battesimale che è un calco in bronzo realizzato nel 1959 da Toni Schneider Manzell dell’originale gotico del 1321. Esso poggia su un leone di bronzo proveniente dalla precedente cattedrale e risalente alla seconda metà del XII secolo. Nel 1756 vi fu battezzato il compositore Wolfgang Amadeus Mozart. Le altre cappelle a nord sono quelle di Sant’Anna, della trasfigurazione di Cristo e quella del Crocifisso. Sulla parete sud vi sono le cappelle di San Rocco e Sebastiano, San Carlo Borromeo, San Martino e San Girolamo. I dipinti dei primi tre altari sulla parete sud sono opera di Johann Heinrich Schönfeld.



(Dopo) CAPPELLA del BATTESIMO di CRISTO: vi ha sede il Fonte Battesimale che è un calco in bronzo realizzato nel 1959 da Toni Schneider MANZELL dell’originale gotico del 1321. Esso poggia su un leone di bronzo proveniente dalla precedente cattedrale e risalente alla seconda metà del XII secolo. Nel 1756 vi fu battezzato il compositore Wolfgang Amadeus Mozart.

(Dopo) ALTARE MAGGIORE: è del 1628 ed è attribuito all’architetto Santino Solari che ha curato come abbiamo visto la riprogettazione barocca della cattedrale. Esso è completamente in marmo ed accoglie una pala d’altare che illustra la risurrezione di Cristo, dipinta da Donato Mascagni. Sopra l’altare si trovano le statue dei patroni della chiesa San Roberto e san Virgilio, oltre alle allegorie della religione e della carità. Tra le diverse figure si trova una scritta in latino “Notas mihi fecisti vias vitae” (Si, mi mostrasti la via della vita). Sul timpano dell’altare maggiore ci sono tre angeli. Quelli sul frontone recano una croce dorata. A destra ed a sinistra dell’altare maggiore si trovano gli epitaffi degli arcivescovi Markus Sittikus von Hohenems († 1619) e Paride Lodron († 1653), circondati secondo il gusto dell’epoca da simboli di morte e putti a lutto. Per ogni epitaffio si trova un medaglione con un ritratto dipinto su rame dell’arcivescovo. Nel timpano dell’epitaffio si trova anche uno stemma accartocciato dell’ecclesiastico.


TRANSETTO: Nel transetto trasversale, che misura 69 metri, si trovano due altari: quello di sinistra è dedicato a san Francesco e quello di destra alla Madonna della Neve. La cappella di San Francesco accoglie una pala d’altare della Trasfigurazione di san Francesco d’Assisi realizzata probabilmente attorno al 1628 da Do-nato Mascagni. Il tabernacolo è in ottone dorato e argento, fiancheggiato dalle statue dei quattro evangelisti. A destra ed a sinistra dell’altare di questa cappella vi sono l’epitaffio in marmo dei vescovi Leopoldo Antonio Eleuterio Firmian, Guidobaldo Thun, Max Gandolph von Kuenburg e Jakob Ernst von Liechtenstein-Kastelkorn. Sulle pareti e sul soffitto vi sono scene della vita e della morte di san Francesco d’Assisi. Nel transetto destro vi è un altare con una pala d’altare di Ignazio Solari raffigurante santa Maria della Neve e una copia della Madonna miracolosa di Altötting. Accanto all’altare hanno trovato posto gli epitaffi in marmo degli arcivescovi Andreas Jakob von Dietrichstein, Johann Ernst von Thun, Franz Anton von Harrach e Sigmund III von Schrattenbach. Sulle pareti e sul soffitto si trovano dipinti della vita e dell’ascensione di Maria
(Dopo) CUPOLA: La cupola della Cattedrale, alta 71 metri, è suddivisa ad ottagoni dipinti con scene del Vecchio Testamento realizzate nel 1955 per copiare gli originali dipinti da Donato Mascagni e da Ignazio Solari e andati distrutti con il crollo del 1944. Sulle vele della cu-pola si trovano le raffigurazioni dei quattro evangelisti.

(Dopo) ORGANI a CANNE: Già nel 1705 venne costruito un primo organo a 42 registri da Johann Christoph Egedacher, il quale venne ampliato dal costruttore stesso tre anni più tardi, e rimase sostanzialmente invariato sino al 1841-1844, quando fu oggetto di un primo ampliamento da parte di Ludwig Moser, seguito da un rifacimento ad opera di Matthäus Mauracher nel 1914; nel 1959 venne ulteriormente ingrandito dalla ditta Dreher & Reinisch. Lo strumento odierno, alloggiato entro la cassa barocca ornata con statue di angeli e dei santi titolari, è l’opus 554 della ditta organaria svizzera Metzler, e risale al 1981-1988; è a trasmissione integralmente meccanica e dispone di 58 registri per un totale di 4121 canne. La sua consolle, fissa indipendente, posta al centro della cantoria, ha tre tastiere e pedaliera. Negli anni 1990, a ridosso dei quattro pilastri che sorreggono la cupola sono state edificate quattro cantorie sorrette da mensole in marmo ed è stato stabilito di installare sopra ognuno di questi un organo a canne; quelli sul lato orientale risalgono al 1991 e sono della ditta tirolese Pirchner che si ispirò agli strumenti austriaci del XVIII secolo, mentre quelli sul lato occidentale sono del 1995 e furono realizzati dal codroipese Francesco Zanin. I quattro strumenti, pur essendo esteticamente identici (con casse dipinte a finto marmo, progettate da Corneille F. Janssen nel 1985), dal punto di vista fonico si ispirano a differenti correnti musicali.
CRIPTA: Se nella cattedrale si trovano gli epitaffi degli arcivescovi salisburghesi dalla ricostruzione della chiesa in stile barocco, le loro salme, assieme a quelle dei loro predecessori e successori si trovano nell’area ipogea della chiesa. La cripta, realizzata in stile romanico e risalente al progetto della prima cattedrale, accoglie le salme di molti degli arcivescovi di Salisburgo che sono sigillate da lastre di marmo rosa con inciso il loro nome e sovrastate dallo stemma arcivescovile.



ARCIABBAZIA di San PIETRO: è un grande monastero che sorge nel centro di Salisburgo. Situato fra la Domplatz e la parete rocciosa del Mönchsberg, si sviluppa attorno a tre cortili. Di antiche origini, il complesso medievale venne poi barocchizzato. Nell’area germanofona è il più antico monastero a poter vantare una storia continua dal tempo della sua fondazione. Su questo luogo vi sorgeva già in tempi antichi un edificio di culto cristiano. Infatti il primo venne eretto da San Severino verso il 453, quando arrivò nel Norico per evangelizzarlo. L’Abbazia, dedicata a San Pietro, venne fondata nel 696 da San Ruperto, primo vescovo cittadino, con lo scopo di trasmettere il lavoro missionario nelle Alpi Orientali. La fondazione monastica era secondo la regola di stampo irlandese-insulare di San Colombano, fino alla riforma generale benedettina di Benedetto d’Aniane nel IX secolo. Il monastero era strettamente legato alla diocesi, tanto che fino al 987 il vescovo di Salisburgo ne era anche l’abate; e fino al 1110 risiedeva nell’abbazia.
L’attuale chiesa abbaziale, con pianta basilicale e transetto, venne eretta tra il 1130 e il 1143 sul luogo della precedente chiesa carolingia; e dedicata a San Pietro nel 1147.
L’organo principale venne realizzato nel 1444 dal mastro organaro Heinrich Traxdorf da Magonza. Nel 1605-06 la chiesa inizia ad essere trasformata in stile rinascimentale, nel 1619-20 si pone mano alla volta a vele e nel 1622 viene edificata la cupola.

Nel 1756 si eresse il Campanile col caratteristico coronamento a bulbo rivestito da lastre di rame; contemporaneamente, all’interno, Franz Xaver König realizza gli affreschi della navata centrale con Scene della Vita di San Pietro sulla volta; della Vita di San Benedetto alla parete sinistra; e della Vita di San Ruperto a quella destra. Delle volte e pareti del transetto, e infine del tamburo e dei pennacchi della cupola con Scene del Vecchio Testamento e i Padri della Chiesa, terminati nel 1760. Tra il 1760 e il 1766 Benedikt Zöpf esegue la decorazione della volta della navata centrale con i delicati stucchi a colori pastello rococò e nel 1768 Ph. Hinterseer realizza la bella cancellata in ferro battuto e dorato dell’ingresso. Fra il 1775 e il 1782 Martin Johann Schmidt dipinge le pale della chiesa: l’Adorazione della Vergine dai Santi Pietro e Paolo, nell’altar maggiore, e quelle degli altari e frontespizi delle cappelle laterali, aggiunte nel XVIII secolo. In fondo alla navata è la bella mostra d’organo barocca del 1618-20, poi modificata nel 1762-63. La Messa in do minore K 427 di Mozart venne composta per questa chiesa, ed eseguitavi per la prima volta 26 ottobre 1783, con la moglie Constanze Weber come soprano. Accanto all’altare dove è sepolto San Ruperto si trovano le tombe della sorella di Mozart, Maria Anna (Nannerl), e di Michael Haydn.




(Dopo) BIBLIOTECA: L’Abbazia di San Pietro ospita la biblioteca più antica dell’Austria. Il più prezioso tra gli 800 manoscritti è il cosiddetto Ver-brüderungsbuch, “Libro della fratellan-za“, creato nel 784 per volere del vesco-vo Virgilio. Attraverso i secoli la biblioteca è cresciuta fino a raggiungere circa 100.000 volumi riguardanti: il monachesimo benedettino, la storia della chiesa medievale, la storia dell’arte e di Salisburgo, ecc. Collezioni speciali sono rappresentate dagli incunaboli e stampe anti-che, così come la collezione cartografica raccolta da padre Gregor Reitlechner. Nel 1768 l’abate Beda Seeauer decide di ristrutturare e modernizzare la biblioteca. Ricostruì così la medievale Zellenbiblio-thek nelle forme odierne, in stile rococò. Venne restaurata nel 1999 ed è accessi-bile solo con un permesso speciale. La biblioteca è utilizzabile su appuntamento.

(Dopo) CHIESA dei FRANCESCANI: è una chiesa cattolica, che sorge nel centro storico di Salisburgo. Rappresenta una delle chiese più antiche della città, ed è parte di un convento francescano. Si compone di due parti: l’originale basilica romanica a tre pesanti navate con volte a vela, e l’ardito coro tardogotico con delicate volte stellari, fiancheggiato dallo svettante campanile.

Una prima chiesa, antecedente al duo-mo, dedicata Zu Unserer Lieben Frau, a “Nostra Signora”, venne costruita in questo luogo, già di culto paleocristiano, nell’VIII secolo. Sotto l’abate-vescovo Virgilio (745-784) l’edificio venne restaurato per la prima volta, e venne utilizzato come chiesa battesimale e sinodale. Fino a 1139 appartenne ai monaci benedettini dell’abbazia di San Pietro, fino al 1583 era monastero femminile di San Pietro e dal 1189 al 1628 è stata anche la parrocchiale della città. All’inizio del XIII secolo la chiesa venne ricostruita nelle forme di una basilica a 3 navate di stile romanico e consacrata nel 1223. Tuttavia l’edificio andò in gran parte distrutto nel grande incendio del 1267.

A partire dal 1408 la chiesa venne trasformata e ampliata con l’addizione del coro gotico, secondo il progetto del maestro Hans von Burghausen, già attivo nella collegiata di San Martino a Landshut e completato dopo la sua morte nel 1432 da Stephan Krumenauer. Il nuovo coro, diviso in 3 navate, è un grandioso ambiente a sala, dove le navate laterali e anche le cappelle radiali sono della stessa altezza. Si erge su due livelli, il doppio dell’altezza del piedicroce romanico, col quale contrasta nettamente sia architettonicamente che per la sua luminosità. Snelle colonne cilindriche reggono la leggera volta stellare. Alla colonna assiale vi venne addossato nel 1495-98 uno scenografico polittico gotico opera di Michael Pacher, del quale rimane la statua della Madonna. Nel 1496-98 venne eretto il campanile per opera di un architetto di Norimberga in stile gotico francone. Tuttavia nel 1670 l’Arcivescovo Max Gandolf di Kuenburg ordinò l’abbattimento della guglia gotica della torre in quanto aveva ritenuto sconveniente che fosse più alta di quelle del Duomo. L’odierna guglia neogotica venne rifatta nel 1866-67 da Josef Wessicken. Nel corso del XVII secolo si provvide all’esecuzione della fastosa decorazione delle cappelle radiali, fra le quali spicca la prima sinistra che, trasformata in oratorio del 1606 dall’arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau, presenta la facciata nelle forme di un palazzo nobile; quella assiale, con l’antico altare marmoreo del 1561 proveniente dal vecchio duomo e la prima a destra con dipinti di Johann Michael Rottmayr. Nei primi del ‘700 l’edificio subì vari rimaneggiamenti in stile barocco. Venne eretta la facciata odierna, mutilando in parte l’antico portale romanico, e si sostituì l’altar maggiore gotico con uno barocco che venne eseguito nel 1708-10 dal grande architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach, integrandoci la splendida Madonna di Michael Pacher. L’altare, addossato alla colonna assiale, presenta una struttura concava, delimitata da colonne binate. Le figure di san Giorgio e san Floriano sono opera di Simeon Fries. Chiude l’altare la magnifica cancellata rococò opera del 1790 di Thomas Reckseisen. Con l’arcivescovo Hieronymus von Colloredo (1772-1812), la chiesa rischiò di essere demolita per far posto a un mausoleo arcivescovile neoromanico.




ALTRE CHIESE: – Chiesa di Sant’Erardo (Erhardkirche) sorse come cappella gotica, e venne rifatta nella forma attuale a pianta centrale con cupola e campanili gemelli, nel 1685-89 da Giovanni Gaspare Zuccalli. – Chiesa della Trinità (Dreifaltigkeitskirche) venne eretta in stile barocco tra il 1694 e il 1702 da Johann Bernhard Fischer von Erlach che previde una pianta centrale su una cupola ovale e due campanili gemelli affiancanti una facciata concava. Fu il suo primo edificio a Salisburgo. – Kollegienkirche, o Chiesa dell’Università, venne eretta da Johann Bern-hard Fischer von Erlach fra il 1694 e il 1707. Costituisce uno dei più significativi esempi del barocco austriaco. – Abbazia di Nonnberg, sorge vicino alla fortezza e venne fondata intorno al 714 da san Ruperto, è il monastero femminile più antico delle nazioni di lingua tedesca. Semidistrutta da un incendio nel 1423 venne ricostruita fra il 1464 ed il 1509. – Chiesa di San Biagio.



