Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

AUSTRIA: VIAGGIO a PRAGA (2008) – SALISBURGO (1° Parte)

Durante il viaggio di istruzione a Praga per il gemellaggio con la Scuola T-TEP di Praga ci fermiamo a SALISBURGO, città Natale di MOZART: Nell’immagine in evidenza: Salisburgo all’imbrunire.

SALISBURGO: è una città di 154.200 abitanti (2019) dell’Austria centro-settentrionale circa 300 km ad ovest di Vienna. La città è conosciuta nel mondo per la sua architettura barocca affine allo stile italiano, per il suo rapporto con la musica – diede i natali a Wolfgang Amadeus Mozart ed è ancora oggi sede di grandi manifestazioni musicali – e con le Alpi. Salisburgo è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. È inoltre un centro industriale con, principalmente, industrie alimentari, chimiche e tessili. La città riscosse inoltre molta popolarità quando nel 1964 fu girato il musical Tutti insieme appassionatamente con protagonisti Julie Andrews e Chri-stopher Plummer, nel quale risaltano le piazze del centro storico ed il paesaggio alpino circostante. La città è situata sulle rive del fiume Salzach ai confini settentrionali delle Alpi e dell’Austria (infatti confina con il comune tedesco di Freilassing). Le cime dei monti a sud della città contrastano inoltre con le dolci pianure del nord. Il massiccio alpino più vicino, l’Untersberg (1.972 m), è a pochi chilometri dal centro cittadino. Il centro cittadino, chiamato la Città Vecchia, è dominato dalle torri e dalle cupole barocche delle chiese e dai fastosi palazzi. Salisburgo è circondata da due piccole montagne, il Kapuzinerberg e il Mönchsberg. Su quest’ultima è stata costruita un’imponente fortezza (Hohensalzburg) in pietra bianca, cinta da grossi bastioni. Questa fortezza, in cui si rifugiavano i vescovi in tempi di pericolo, per lungo tempo è risultata inespugnabile. Oggi vi si può accedere a piedi o mediante una funicolare. Tracce di molti insediamenti nell’area dell’attuale Salisburgo sono state documentate fino dal Neolitico; si pensa divenne in seguito un accampamento celtico. A partire dal 15 a.C. le piccole comunità confluiscono nel centro abitato, passato nel frattempo ai Romani, sulle rive del fiume Salzach, chiamato Juvavum, che nel 45 d.C. ottiene diritti di municipalità. Juvavum divenne un’importante città romana della provincia del Noricum. Il nome “Salzburg” (Salisburgo, borgo del sale) per riconoscere la città viene nominato per la prima volta nel 755 e deriva dall’economia portante della città, l’estrazione di sale dalle miniere di salgemma delle vicine montagne.

(Dopo) Casa Natale di MOZART: è un edificio situato al numero 9 di Getreidegasse a Sali-sburgo, in Austria. La famiglia Mozart risiedeva al terzo piano dell’edificio dal 1747 al 1773. Mozart vi nacque il 27 gennaio 1756. L’edificio è adibito a casa museo e al suo interno ospita una mostra dedicata ai primi anni di vita del compositore, ai suoi primi strumenti musicali ed altro…

La Fortezza di Salisburgo, in tedesco Festung Hohensalz-burg, è una fortezza medievale che domina la città di Salisburgo dall’alto del Festungsberg. Con più di 7.000 metri quadrati di superficie edificata (più di 14.000 metri quadrati se si considerano anche i ba-stioni) è una delle più grandi fortezze d’Europa, che si è conservata pressoché intatta. È visitata ogni anno da circa 950.000 persone, circostanza che la rende il secondo monu-mento più visitato dell’Austria all’infuori di Vienna, dopo la basilica di Mariazell.

(Dopo) La CAPPELLA di Leonard Von Keutschach: Il soffitto della cappella è decorato da una volta riccamente adornata di stelle. La parte interna della porta d’ingresso è coperta di stucchi. La cornice dipinta mostra colonne rosse su un alto plinto con capitelli grigi. Lo stemma di Salisburgo e quello di Leonhard von Keuts-chach sono riprodotti sul timpano, al di sotto della mitria, della croce legatizia e della spada. Una par-ticolare caratteristica dello stemma è la rapa, simbolo che si può trova-re in parecchi luoghi della fortezza come indizio dell’attività edilizia dell’arcivescovo von Keutschach. Sulla parete settentrionale della cappella ci sono 2 aperture, che rendevano possibile assistere alle funzioni religiose dalla stanza adiacente.

(Dopo) SALONE Dorato: A partire dal 1498 i sontuosi locali desti-nati alle funzioni governative vennero realizzati al 3° piano dell’edificio centrale. Gli appartamenti privati dell’arcivescovo si trovavano al piano inferiore. Gli ambienti ufficiali erano usati essenzialmente per le funzioni di rappresentanza e per le feste. Il salone dorato è decorato in mani-era sfarzosa e dimostra che la fortezza serviva all’arcivescovo non solo come rifugio in tempi di crisi, ma anche come residenza, quanto meno fino a tutto il XVI secolo. Al fine di guadagnare più spazio, l’arcivescovo fece costruire 4 massicci pilastri verso la parete esterna di destra, creando così una loggia interna. Come nelle altre stanze, il soffitto è a cassettoni; ogni cassettone è decorato con bottoni dorati, che simboleggiano le stelle nel cielo. Degna di nota è la trave lunga 17 metri che sostiene il soffitto. Su di essa sono dipinti gli stemmi di Leonhard von Keutschach insieme a quelli del Sacro Romano Impero e delle più potenti città tedesche.

(Dopo) STUBE Dorata: La stube (soggiorno tipico delle case alpine) dorata è l’ambiente più sontuosamente arredato di tutti gli appartamenti principeschi. Le due pareti maggiori sono occupate da panche riccamente decorate con viti, grappoli, foglie e animali. In origine queste panche dovevano essere coperte da stoffa o cuoio, ma il rivestimento non si è conservato. Notevole è la stufa di maiolica che si trova in un angolo della stanza, decorata con formelle a bassorilievo dipinte con vivaci colori.

(Dopo) CAMERA da Letto: E’ l’ambiente più intimo degli appartamenti principeschi. L’elaborato rivesti-mento in legno, che aveva anche la funzione di isolare dal freddo, è testimone dell’antico splendore. La parte superiore dei pannelli è decorata con bottoni dorati e rosette, mentre la parte inferiore, che oggi appare spoglia, era probabilmente coperta con una tappezzeria di cuoio o velluto. Una porta cela un gabinetto, che sostanzialmente è un buco nel pavimento con una cornice di legno.

(Dopo) CASTELLO di MIRABELL: venne eretto a partire dal 1606 per volere dell’allora arcivescovo di Salisburgo, Wolf Dietrich von Raitenau, il quale lo costruì al di fuori delle mura originarie della città per l’amante Salomé Alt che qui si trasferì con i 15 figli avuti dal prelato. Tra il 1710 ed il 1727 il castello venne ampliato dal famoso architetto Johann Lucas von Hildebrandt.

(Dopo): PIAZZA della RESISENZ

Il Duomo dei Santi Ruperto e Virgilio è la cattedrale cattolica della città di Salisburgo, consacrata a Ruperto di Salisburgo ed a Virgilio di Salisburgo, vescovi di questa sede. La cattedrale delimita tre vaste piazze: Residenplatz e Kapitelplatz, lungo i fianchi e la Domplatz davanti alla facciata che può accogliere circa 10.000 persone. Sui cancelli d’ingresso della cattedrale, sono indicate le date di tre consacrazioni della chiesa: 774, 1628 e 1959. Adiacente alla basilica si erge la Residenza del Principe Arcivescovo. La prima basilica costruita era in stile romanico ed era ripartita in tre navate e fu iniziata e portata a termine dal vescovo san Virgilio, che la consacrò il 25 settembre 774. La notte tra il 4 ed il 5 aprile 1167 scoppiò un grande incendio che la distrusse completamente: essa venne ricostruita successivamente sotto l’arcivescovo Corrado III, con una struttura più grande ed a cinque navate, facendo del duomo di Salisburgo la cattedrale ancora oggi più grande della cerchia delle Alpi. Tale incendio venne considerato doloso per l’epoca, forse per volere di Federico Barbarossa, a seguito di una politica a lui opposta condotta dagli arcivescovi di Salisburgo. La cattedrale di Salisburgo ha anche uno sfortunato primato, quello di aver sostenuto nella sua lunga storia ben 6 incendi: – 1127: scoppiò un incendio che distrusse parte della città, la chiesa collegiata di San Pietro e la cattedrale; – 1167: incendio probabilmente doloso che distrusse buona parte della cattedrale; – 1312: grande incendio che sprigionò grande calore al punto da fondere le campane; – 1598: incendio nella notte tra l’11 e il 12 dicembre. A questo atto seguì la ricostruzione barocca della cattedrale; – 1859: un altro incendio scoppiato per la negligenza prestata durante i lavori di ristrutturazione della soffitta;1944: 16 ottobre, una bomba americana colpì la cattedrale. La cupola crollò.

ESTERNO: La facciata della cattedrale di Salisburgo, nelle forme composte del primo barocco, è tripartita e realizzata in marmo di Untersberger e calcare a vista. Prima dei tre portali che si aprono sulla facciata della cattedrale si trovano 4 grandi statue raffiguranti i santi Pietro e Paolo realizzati da Bernhard Michael Mandl, mentre sui lati si trovano San Roberto e San Vigilio, coopatroni della cattedrale. Dietro i 4 personaggi principali è l’ingresso della cattedrale. Le tre porte in bronzo della cattedrale sono state realizzate tra il 1957 ed 1958 da Giacomo Manzù (Porta dell’Amore), quella centrale, da Toni Schneider- Manzell (Porta della fede) quella di sinistra e da Ewald Mataré (Porta della Speranza), quella di destra. Nella balaustra che si trova al secondo ordine, si trovano le statue dei 4 evangelisti mentre sopra il timpano della finestra si trovano il Leone e il Capricorno, gli animali che compaiono degli stemmi araldici di Paride Lodron e di Markus Sittikus von Hohenems. Sopra la finestra centrale si trovano due angeli che tengono una corona. Sul frontone della cattedrale si trovano sulla sinistra Mosè con le tavole delle leggi, a destra Elia e in centro la statua di Cristo Salvatore. Queste tre figure sono state realizzate intorno al 1660 da Tommaso da Garona.

TORRI CAMPANARIE: La facciata della cattedrale di Salisburgo, nelle forme composte del primo barocco, è tripartita e realizzata in marmo di Untersberger e calcare a vista. Prima dei tre portali che si aprono sulla facciata della cattedrale si trovano 4 grandi statue raffiguranti i santi Pietro e Paolo realizzati da Bernhard Michael Mandl, mentre sui lati si trovano San Roberto e San Vigilio, coopatroni della cattedrale. Dietro i 4 personaggi principali è l’ingresso della cattedrale. Le tre porte in bronzo della cattedrale sono state realizzate tra il 1957 ed 1958 da Giacomo Manzù (Porta dell’Amore), quella centrale, da Toni Schneider- Manzell (Porta della fede) quella di sinistra e da Ewald Mataré (Porta della Speranza), quella di destra.

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