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SIRACUSA: DUOMO/CATTEDRALE Metropolitana (1700) della NATIVITA’ di MARIA SANTISSIMA

La Cattedrale della NATIVITA’ di MARIA SANTISSIMA (1700) sorge sulla parte elevata dell’isola di Ortigia, incorporando quello che fu il principale tempio sacro in stile dorico della polis di Syrakousai, dedicato ad Atena (Minerva) e convertito in chiesa con l’avvento del cristianesimo. Nell’immagine in evidenza: Interno.

La Cattedrale della NATIVITA’ di MARIA SANTISSIMA sorge sulla parte elevata dell’isola di Ortigia, incorporando quello che fu il principale tempio sacro in stile dorico della polis di Syrakousai, dedicato ad Atena (Minerva) e convertito in chiesa con l’avvento del cristianesimo. Considerata la chiesa più importante della città di Siracusa, è entrata a far parte dei beni protetti dall’UNESCO in quanto patrimonio dell’umanità. Il suo stile è all’esterno principalmente barocco e rococò, mentre al suo interno alterna parti risalenti all’epoca siceliota, poiché appartenenti al tempio greco e parti risalenti all’epoca medievale, costruite dai Normanni e così lasciate fino ai giorni attuali. La sua struttura interna è composta in diverse navate e cappelle, le quali hanno uno stile classico e decorato, tipico del barocco anch’esso. Di grande significato religioso, custodisce statue, reliquie e spoglie di santi, martiri e nobili siracusani. I suoi arredi hanno visto il susseguirsi di artisti provenienti da più parti d’Italia e dall’estero. Da sempre simbolo della religiosità siracusana, la cattedrale attraversò le varie fasi storiche e culturali della città.

La FACCIATA presenta due ordini orizzontali separati da una trabeazione merlata. Il piano inferiore è formato da sei alte e robuste colonne costruite in ordine corinzio, di cui le quattro centrale sorreggono un elaborato timpano spezzato con merlature. Le quattro colonne inquadrano il portale centrale, il più grande. Mentre gli altri due portali, minori, sono delimitati nella loro parte esterna dalle due colonne laterali; esse sorreggono nella loro estremità le statue dei due martiri siracusani; San Marciano e Santa Lucia. L’ordine superiore è invece composto da 4 alte e robuste colonne corinzie che sorreggono il timpano superiore che circonda il frontone triangolare il quale reca al centro una croce fabbricata in ferro battuto la quale rappresenta il punto più alto della facciata del Duomo e ai lati di essa vi sono scolpiti due angeli. Il piano superiore presenta una forma trapezoidale delimitata da due contrafforti a spirale posti nei vertici bassi i quali sono caratterizzati ai lati da bassorilievi scolpiti a forma di gigli. Al centro del piano superiore vi è una nicchia arcuata circondata da 2 colonne corinzie, di dimensioni minori rispetto alle grandi colonne principali, che sorreggono un timpano spezzato che al centro reca un elegante stemma con delle statue di angeli scolpite ai suoi lati. All’interno della nicchia (o cavità) vi è la statua dell’immacolata, dai siracusani detta “Marònna ro Pilèri” (Madonna del Piliere, del Pilar).

PROSPETTO LATERALE: Lateralmente la facciata presenta nella parte inferiore sinistra il suo originario aspetto di tempio di epoca siceliota in quanto sono visibili le possenti colonne di ordine dorico. Vi si notano le strette finestre aperte in epoca medievale e il terrazzo è delimitato da ornamenti architettonici posti in linea dritta e aventi tutti eguale misura e figura arrotondata. In questo lato vi è una porta secondaria che dà accesso all’interno del Duomo. La parte laterale superiore invece è data dal campanile, costruito nella stessa epoca settecentesca della facciata. Esso presenta due grandi arcate (o celle) al cui interno vi si trovano le campane della chiesa. Infine nel punto più alto di essa vi sono stati posti due orologi solari per cui privi di lancette.

La parte laterale destra non è invece visibile in quanto essa è coperta dall’edificazione del Palazzo Arcivescovile di Siracusa (1854) che affianca totalmente il Duomo ed è spesso considerato visivamente parte dello stesso. Infine la parte posteriore della facciata è stata coperta da successive costruzioni tipiche dello stretto e labirintoso tessuto urbano ortigia-no che, va ricordato, in epoca medievale rappresentava la sola parte abitata della città di Siracusa; dunque venne fortificata e densamente abitata, mostrando ai giorni nostri un particolare sistema urbano.

(Sopra) INGRESSO e ATRIO: Un sagrato composto da spessi scalini di marmo delimitati da due basamenti quadrangolari sopra cui si trovano le statue che raffigurano gli apostoli Pietro e Paolo (poste l’una a sinistra e l’altra a destra) aprono la via d’accesso al Duomo di Siracusa e ai suoi tre portali. I tre portali sono posti rispettivamente al lato sinistro della cattedrale, al centro e al lato destro della stessa. Quelli laterali presentano entrambi una forma arcuata e cancellate in ferro battuto. Dei bassorilievi con motivi floreali li decorano e sopra di essi si trovano dei timpani triangolari merlati. Al di sopra di questi due portoni laterali si trovano due finestre arcuate recanti ciascuna un timpano semicircolare merlato.

All‘INTERNO del Duomo le sembianze del tempio greco sono altamente visibili e riconoscibili, infatti il Duomo di Siracusa a differenza di molte altre eleganti chiese e cattedrali non mostra lisce colonne o fregi articolati, la sua navata è stata ottenuta aprendo dei varchi nelle spesse mura dell’antica cella del tempio siceliota, dunque li risultato che oggi vediamo è frutto di una struttura che sta lì da millenni ed è questo il motivo della sua austerità e del suo singolare aspetto. Il presbiterio, in stile barocco, è composto dal coro (la parte finale di una chiesa), dalla tribuna e dall’altare maggiore, la cui mensa è data dal grande monolite della trabeazione del tempio greco crollato durante il terremoto del 1693.

(Dopo) ALTARE MAGGIORE: Al centro dell’abside, progettato da Pompeo PICHERELI e completato da Ignazio MARABITTI, si trova un quadro seicentesco (olio su tela) raffigurante la “Natività di Maria“, il cui artista si pensa sia o Agostino SCILLA o LEBURN. Nell’edicola del frontone vi è invece posta la tela di “Cristo Re” dipinto da Mario AL-BERTELLA nel 1927.

CUPOLA della Cappella del CROCIFISSO

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