Il Giro delle Chiese

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SIRACUSA: Un Breve GIRO Per SIRACUSA

SIRACUSA: Posta sulla costa sud-orientale dell’isola, Siracusa possiede una storia millenaria, in età classica primeggiò per potenza e splendore con Atene. Fu la patria del matematico Archimede, che si pose a capo della sua difesa durante l’assedio dei Romani (212 a.C.).  Capitale dell’Impero bizantino fu per secoli la città capitale della Sicilia, fino all’invasione mussulmana (878). Con la conquista normanna divenne una contea normanna del Regno di Sicilia. Nell’immagine in evidenza: Apollónion.

Il tempio di Apollo (Apollónion) è uno dei più importanti monumenti di Ortigia, antistante alla piazza Pancali a Siracusa. Esso è databile all’inizio del VI secolo a.C. ed è quindi il tempio dorico più antico della Sicilia o quanto meno il primo corrispondente al modello che si andava affermando in tutto il mondo ellenico di tempio periptero con colonne di pietra. Il tempio subì diverse trasformazioni: fu chiesa bizantina, di cui si conserva la scalinata frontale e tracce di una porta mediana, e poi divenne moschea islamica. Successivamente si sovrappose agli edifici precedenti la chiesa normanna del Salvatore che venne poi inglobata in una cinquecentesca caserma spagnola e in edifici privati, rimanendo comunque visibili alcuni elementi architettonici. Tali successive sovrapposizioni danneggiarono gravemente l’edificio che fu riscoperto intorno al 1860 all’interno della caserma e venne riportato interamente alla luce grazie agli scavi effettuati da Paolo Orsi negli anni tra il 1938 e il 1942. Il tempio misura allo stilobate 55,36 x 21.47 metri, con una disposizione di 6 x 17 colonne di proporzione piuttosto tozza. Rappresenta, nell’occidente greco, il momento di passaggio tra il tempio a struttura lignea e quello completamente lapideo, con fronte esastilo ed un colonnato continuo lungo il perimetro che circonda il pronao e la cella divisa in tre navate con due colonnati interni, più snelli, posti a sostegno di una copertura a struttura lignea di difficile ricostruzione. Sul retro della cella si trovava un vano chiuso (adyton) tipico dei templi sicelioti.

(Dopo) CHIESA di San PAOLO: In una piazzetta delimitata da via dell’Apollonion, nel quartiere dei pescatori: la Graziella, di cui è parrocchia, sorge la chiesa di SAN PAOLO costruita sull’antica basilica paleocristiana che assieme a S. Pietro, S. Giovannello e allo Spirito Santo fa parte delle più antiche costruzioni religiose di Ortigia. L’attuale edificio risale al XVII secolo ed è posto su un dislivello che fiancheggia l’ampia area del tempio di Apollo. La costruzione della chiesa è sobria, sul timpano si legge l’iscrizione in ricordo della breve permanenza di S. Paolo a Siracusa: “HIC OLIM SYRACUSIS TRIDUO MANENTIS”. In un rosone di vetro policromo è raffigurata l’effige del Santo. Attualmente la Chiesa è aperta al culto ed è ritornata ad essere la Chiesa dei Pescatori.

(Prima) La FONTANA di ERCOLE, realizzata nel 1756 dall’artista catanese ORLANDO caratterizza un angolo della Piazza 16 Maggio, meglio noto come “Piazzetta di Ercole” in onore dell’eroe della mitologia greca. Una fontana intorno alla quale c’è stata una fioritura di storie, sovente confutate dai documenti d’archivio, come quella che la vorrebbe proveniente dalla piazza del Palazzo Senatorio di Noto antica. In realtà essa fu commissionata da una famiglia borghese. La fontana raffigurava il riposo dell’eroe dopo l’uccisione del leone di Nemea. In seguito ad un adattamento della statua realizzato nel 1838, del leone resta purtroppo soltanto la zampa dell’arto di destra che non poté essere rimossa come il resto del corpo ed i cui artigli, venuti a cadere all’altezza dell’inguine hanno dato luogo ad alcune colorite fantasticherie.

(Dopo) CHIESA di Santa LUCIA alla BADIA: E’ situata in piazza Duomo  e dedicata alla Santa Patrona siracusana. La facciata, precedentemen-te sulla stretta via Picherali che conduce alla fonte Aretusa, e adesso rivolta verso la piazza, è a 2 ordini sovrapposti separati  dalla trabeazione con balconata munita di ringhiera decorata in ferro battuto.

L’ordine inferiore è caratterizzato dalla presenza del portale barocco al centro, inquadrato da colonne tortili che ne sorreggono il frontone decorato con simboli del martirio della Santa, ai cui lati vi sono stemmi reali spagnoli. Lesene in stile pseudoionico, fanno parte dell’ordine inferiore del prospetto. Nell’ordine superiore sono presenti ancora lesene, più snelle e in stile pse-udo-corinzio, ispirate allo stile rococò. La facciata raggiunge una altezza complessiva di circa 25 m. Sulla sommità vi è un frastagliato fastigio con teste di putti e la croce, attualmente rimossa in quanto pericolante.

L’INTERNO è a navata unica decorata da quattro altari barocchi del 1705, nella volta si trovano gli affreschi del 1783 che rappresentano il Trionfo di Santa Lucia. Il presbiterio ha la copertura con cupola sulla cima del tempio.

Nell’abside, dietro l’altare maggiore, si trova la grande tela del “Seppellimento di S. Lucia” dipinta nel 1608 dal CARAVAGGIO, nel suo soggiorno siracusano; il quadro, originariamente sull’altare della chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, dopo una serie di importanti restauri, è stato prima esposto presso la galleria di palazzo Bellomo, per poi essere collocato nella chiesa di Santa Lucia alla Badia.

(Sopra) L’Orecchio di Dionisio (o Orecchio di Dionigi) è una grotta artificiale che si trova nell’antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa. Scavata nel calcare, è alta circa 23 m, larga dai 5 agli 11 m e si sviluppa in profondità per 65 m, con un andamento ad S che lo rende anche un luogo di amplificazione acustica dei suoni. La ragione di questo andamento deriva dalla presenza di un antico acquedotto nella parte superiore della grotta. Da quella traccia i costruttori scavarono verso il basso creando poi la forma attuale. Proprio questa conformazione particolarmente sinuosa delle pareti lascia aperto l’interrogativo sul suo reale utilizzo. Se cioè fosse soltanto una cava o se servisse per amplificare i suoni. Secondo la leggenda, la sua particolare forma ad orecchio d’asino fece coniare al pittore Caravaggio, recatosi nella città aretusea nel 1608 in compagnia dello storico siracusano Vincenzo Mirabella, l’espressione Orecchio di Dionisio. Secondo la tradizione infatti il tiranno Dionisio fece scavare la grotta dove rinchiu-deva i prigionieri e, appostandosi all’interno di una cavità superiore, ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma, l’Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a 16 volte.

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