CARLO PIAZZOLI, già allievo di Giovan Battista Gianni, stuccatore comasco molto attivo nel chietino, arrivò a Ripa nel 1730 da Pigra (Como) e lavorò con la sua squadra alla realizzazione degli stucchi della Chiesa Madre fino novembre 1971. Nell’immagine in evidenza: ALTARE del Sacro Cuore di Gesù, Chiesa di S. Pietro, Ripa Teatina (Ch).

Piazzoli riconsegnò una chiesa luminosa e ricca di pregevoli elementi architettonici. Ogni altare è arricchito di bassorilievi. Sull’Arco trionfale (13) si trova il pannello dell’Ultima Cena; sugli archi della navata centrale si trovano 4 episodi dell’Antico Testamento; nella loggetta del coro c’è la scena di Maria, sorella di Mosè che esce dall’accampamento suonando il cembalo. In fondo alle 3 navate, nel presbiterio spiccano le statue dei Santi protettori. Nel presbiterio San Pietro e San Paolo; ai lati dell’Altare (18) San Lorenzo e santo Stefano; nella navata sx ai lati della Madonna del Rosario (19) (Madonna del Popolo), quelle di San Domenico e San Tommaso.
Dopo: Nell’atrio Carlo PIAZZOLI ha collocato 3 bassorilievi, tratti sempre dalle Sacra Scrittura: sopra la porta di dx l’episodio evangelico del fariseo e del pubblicano al Tempio; sulla porta centrale Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio (sotto); mentre sulla porta del Campanile è raffigurata la Scala di Giacobbe.


Dopo: Atrio: lato sx bassorilievo: “Giacobbe in viaggio: Il sogno della scala” (Libro della Ge-nesi; 28, 10-15)




(Dopo) Decorazioni a stucco degli archi delle pareti alte della navata centrale con scene bibliche. Sotto: nella loggetta del coro, dietro le canne dell’organo, c’è la scena di MA-RIA, sorella di Aronne e di Mosè, che canta le lodi al Signore. (Cantate al signore, perché mirabilmente trionfato: cavallo e cavaliere ha gettato in mare – Mar Rosso).






Dopo: FONTE BATTESIMALE. All’inizio della navata dx Carlo Piazzoli ha realizzato l’imponente e bellissimo Battistero di stucco colorato sormontato dalla statua dorata di San Giovanni Battista. Secondo alcuni è attribuibile all’artista lombardo anche la statua del Cristo Risorto che si trova nella vicina e diruta Chiesa del SS. Salvatore.





Dopo: CAPPELLA di Sant’ANTONIO da PADOVA. E’ una cappella signorile ricavata all’interno del palazzo De Sterlich Aliprandi, attualmente sede dell’ITS “G. Marconi” di Penne (Pescara). La sua costruzione viene datata in epoca coeva a quella della costruzione del palazzo, circa nell’ultimo quarto del ‘700. Progettata da Carlo Piazzoli, architetto e stuccatore, ha pianta circolare con cupola sovrastante; lo stile è un barocco sostanzialmente composto e non privo di influssi rinascimentali. All’interno, arricchita di apprezzabili stucchi ancora integri, presenta una balconata accessibile solo dal piano nobile dello stesso palazzo. L’ingresso dei fedeli avveniva da corso dei Vestini attraverso un elegante portone in legno con cornice bugnata. Annessi alla chiesa erano un locale adibito a sagrestia, un campanile ed alcuni passaggi nei muri parzialmente nascosti. Vi si è celebrata Messa fino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso.
Successivamente sconsacrata, si è avviata verso una fase di parziale abbandono e degrado. Ricompresa dalla Amministrazione Provinciale di Pescara nei complessi lavori di consolidamento riservati al Palazzo Aliprandi, in quanto sede scolastica (1992-1999), ha visto risolte alcune problematiche strutturali e di infiltrazioni d’acqua. Così parzialmente consolidata è però passata attraverso non chiare vicende ereditarie dei proprietari, il cui esito finale è stato la totale spoliazione dei dipinti e delle statue, alcune di valore storico ed artistico (la guida rossa del Touring parla di una S.Anna, pala d’altare della seconda metà del secolo XVIII, ora non più reperibile). Animata talvolta dalle grida degli studenti della scuola annessa, la chiesa di S. Antonio sembra in attesa di una qualche lodevole considerazione che la restituisca alla sua piena dignità di opera d’arte appartenente al patrimonio storico e culturale della comunità pennese.

Dopo: Chiesa di santa Maria del Popolo (BOMBA – CH). Tutti gli stucchi raffigurano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Sopra: La chiesa di santa Maria del Popolo, situata nella parte più alta del centro storico di Bomba, risale al secolo XIV, come attestano i documenti, ma attualmente si presenta nelle forme barocche proprie della metà del Settecento, quando fu ricostruita ex novo e arricchita di stucchi, opere d’arte e arredi sacri. Ha una struttura a croce greca con abside prolungata e cappelle laterali. La facciata è caratterizzata dalla presenza alle due estremità di paraste che nella parte inferiore sono dell’ordine dorico, mentre in quella superiore dell’ordine ionico. Sulla sinistra della chiesa si eleva il campanile, che risulta costruito con la sopraelevazione di un’antica torre; alla sua base è attraversato da un arco con volta a botte. Sempre sul lato sinistro dell’edificio si apre un portale in pietra, ben rifinito e sormontato da un’iscrizione latina che ricorda la data della sua costruzione, il 1742.
All’interno la chiesa si presenta in tutta la sua magnificenza barocca: da notare sui lati la serie di paraste sormontate da capitelli dorati, gli affreschi che rappresentano scene della vita della Madonna, a cui la chiesa è dedicata, alternate a simboli della fede cristiana, nonché la volta a botte che all’incrocio dei bracci è interrotta da una calotta ellittica decorata agli angoli. Sul fondo della chiesa troneggia una tela raffigurante l’Assunzione in cielo della Madonna, incorniciata da un ricco apparato di stucchi con figure di angeli, putti e ghirlande. Adornano gli altari laterali altri dipinti, quasi tutti realizzati dal pittore napoletano Ludovico de Majo, mentre gli stucchi che lungo il perimetro della chiesa rappresentano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento sono di Carlo Piazzoli e Alessandro Terzani. Del coro in legno con intagli e rilievi a tutto tondo fu autore nel 1806 Domenico De Simone di Agnone.


