Il Giro delle Chiese

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BRINDISI: MOSAICI della CATTEDRALE di OTRANTO

MOSAICO PAVIMENTALE: Di grande impatto scenico è il l’ampia decora-zione musiva pavimentale che si sviluppa lungo le navate, il presbiterio e l’abside. Nell’immagine in evidenza: Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre.

Il MOSAICO fu commissionato dal primo arcivescovo latino della città, Gionata, e fu eseguito tra il1163 e il 1165 da un gruppo di artisti capeggiati da Pantaleone, un monaco basiliano  del mona-stero di San Nicola di Casole. Il programma iconografico del mosaico si sviluppa attraverso scene dall’Antico Testamento, dai cicli cavallereschi, e dei bestiari medievale, dal Romanzo di Alessandro. Le immagini, disposte lungo lo sviluppo dell’Al-bero della vita, ripercorrono l’esperienza umana dal peccato originale alla salvezza. Tra le immagini vi è anche che appartiene a un celebre tema dell’iconografia sacra medievale, quella dell’ascensione di Alessandro Magno su un velivolo trainato in cielo da due grifoni, allegoria della superbia che ebbe molta fortuna nell’occidente cristiano.

Un grande mistero di arte e di fede è custodito da circa 9 secoli ad Otranto. La piccola città sulla punta del Salento è celebre nella storia del Mediterraneo perché i Turchi la assediarono dal mare,  la conquistarono e la saccheggiarono nel 1840, nel tentativo di costituire una testa di ponte ottomana in terra cristiana. Decapitarono gli ultimi 800 che resistevano. I teschi dei Martiri d’Otranto sono raccolti dentro teche di vetro in un altare laterale del Duomo. I mussulmani ne avevano demolito la facciata ma non osarono distruggere l’interno, col suo tesoro più prezioso: l’immenso mosaico che ricopre tutto il pavimento della chiesa come un opulento tappeto di pietre colorate. Si distende per 16 metri, dall’ingresso all’altare. Realizzato fra il 1163 e il 1165, il prezioso pavimento della Cattedrale di Otranto è il più grande d’Europa, quasi integro, resistente ai danni ed all’usura del tempo, ricco di simboli, animali e parole dal significato mai decifrato. Così, sotto i piedi del visitatore si svolge un favoloso cartoon d’altri tempi. Un’enciclopedia spettacolare che nella navata centrale si dispiega attorno ad un Albero della Vita, un tronco lunghissimo con più file di rami paralleli. Due tronchi minori percorrono le navate navate laterali. Fra gli spazi vegetali si incontrano storie della Bibbia:

La cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden;

La costruzione dell’Arca di Noé;

Caino e Abele;

La Torre di Babele;

Salomone e la regina di Saba ….

-Fra esse si intrufolano a sorpresa protagonisti di leggende medievali, Re Artù e Alessandro Magno, e personaggi dei miti pagani, come Sansone, Diana, Atlante.

Dentro una serie di cerchi sono rappresentati i 12 mesi dell’anno con i lavori relativi alle diverse stagioni. Altrove è evocata la vita dell’aldilà, l’Inferno e il Paradiso. In altri 16 medaglioni è racchiuso un intero bestiario medievale di ambigui significati simbolici, mentre scorrazzano come in un libero zoo della fantasia animali domestici, feroci, esotici, mostri bizzarri. Nel percorso ci si domanda: perché le radici dell’Albero della Vita non affondano nella terra ma sono sollevate da 2 elefanti, uno maschio e l’altro femmina? Da dove sbuca un “gatto con gli stivali”? Che ci fa un centauro barbuto con una scacchiera sulla testa? Che cosa significa la scritta “PASCA” accanto ad un grifone alato? E’ difficile cogliere il messaggio complessivo del mosaico. L’autore-regista del mosaico è un monaco di nome PANTALEONE, il vescovo che lo incaricò si chiamava Gionata. Pantaleone forse viveva nel vicino Monastero di Casole, che fu nel Medioevo un centro prestigioso di studi e di preghiera: Un ponte fra le culture dell’Oriente mediterraneo e dell’Occidente nordeuropeo. In effetti il pavimento è documento visivo di incroci e di scambi fra saperi e tradizioni diverse che nel tempo e nello spazio, mentre si fronteggiavano Bizantini e Normanni. E’ una suggestione valida ma non scioglie “L’enigma di Otranto”, definito da Arnold Willemsen, studioso tedesco. Nelle chiese medievali gli apparati visivi, affreschi, mosaici, icone, rotoli, miravano ad istruire ed educare i fedeli. Nel mosaico sono narrati con vivezza popolaresca i principali episodi della predicazione cristiana sulle origini del mondo, sul combattimento tra il Bene e il Male, le virtù e i vizi che segnano la condizione umana e il suo esito ultraterreno. Ma ci sono altri significati nascosti, di carattere religioso, morale, politico. In tempi recenti, la moda dell’esoterico diffusa da romanzieri come Umberto ECO e Dan BROWN, dal cinema e dalla televisione, ha favorito interpretazioni di ordine ermetico: il Santo Graal, la Cabala, le eresie degli gnostici …

Il volo di ALESSANDRO

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