La cattedrale di Santa MARIA ASSUNTA venne costruita in stile romani-co nell’ultimo terzo del XII secolo in sostituzione della preesistente chiesa di Santa Maria del Vescovato (VIII – IX se-colo). Consacrazione: 1198; Stile architettonico: Architettura longobarda; Inizio costruzione 1067; Completamento: fine del XVIII secolo.





La cattedrale di Santa MARIA ASSUNTA venne costruita in stile romani-co nell’ultimo terzo del XII secolo in sostituzione della preesistente chiesa di Santa Maria del Vescovato (VIII – IX se-colo). La facciata, del XIII secolo, è a capanna, con paramento murario costituito da blocchi in pietra. La parte superiore della facciata, in stile romanico, è divisa in due fasce sovrapposte da un cornicione poggiante su archetti ciechi; nell’ordine inferiore si aprono cinque rosoni, dei quali il centrale più grande; nella parte superiore, invece, tre grandi nicchie ogivali, e altri tre rosoni; nella nicchia centrale, vi è il mosaico Cristo in trono fra la Madonna e San Giovanni Evangelista (1207). Le tre nicchie ogivali, il mosaico di Solsterno e gli elementi decorativi sugli spioventi tradiscono le influenze gotiche di una facciata che per il resto è in stile romanico. Nella parte inferiore si apre il portico/pronao rinascimentale, realizzato su progetto di Antonio Barocci. Esso si apre sull’esterno con cinque arcate a tutto sesto intervallate da colonne corinzie; ai lati, due piccoli pulpiti entro nicchie. Il portico è coronato da una balaustra marmorea. Alla sinistra della facciata, si innalza la torre campanaria duecentesca (con rimaneggiamenti successivi) a pianta quadrata; su ognuno dei quattro lati, vi è, in alto, una bifora che dà sulla cella campanaria. Il campanile termina con una cuspide ottagonale.






INTERNO: L’interno della cattedrale è in stile barocco (XVII secolo) ed è a croce latina, con tre navate di sei campate ciascuna, transetto, abside semicircolare e cupola senza tamburo a copertura della crociera. Dalle due navate laterali si aprono numerose cappelle aggiunte alla fine del XVIII secolo da Giuseppe Valadier. La navata centrale e il transetto sono coperti con volta a botte lunettata, mentre le navate laterali con volta a crociera. Sulla controfacciata, al disotto del rosone centrale, si trova una grande lapide commemorativa dei restauri del XVII secolo, voluti dai Barberini. Oltre la crociera, in asse con la navata centrale, vi è l’abside quattrocentesca, con i pregevoli affreschi di Filippo Lippi (1467-1469) raffiguranti Storie della Vergine. In particolare troviamo, da sinistra a destra e poi in alto: – L’ Annunciazione; – La Dormitio Virginis; – La Natività; – L’ Incoronazione. Al centro del presbiterio vi è l’altare maggiore, in marmi policromi, opera di Giuseppe Valadier, affiancato da quattro alte colonne-portacero. Sul pavimento di fronte all’altare maggiore, si trova la lapide sepolcrale di Pietro Gaddi da Forlì, già vescovo di Spoleto. I due bracci del transetto terminano con altari di fine Settecento, opera anch’essi di Giuseppe Valadier. Quello di destra reca una tavola di Annibale Carracci di fine XVI secolo, raffigurante la Madonna della Manna d’Oro con i santi Francesco e Dorotea.



Qui e di seguito: Gli affreschi quattrocenteschi nell’Abside di Filippo LIPPI e aiuti di Fra Diamante e Pier Matteo d’Amelia. Abside: Affreschi catino absidale raffiguranti: l’Annunciazione, il Transito della Beata Vergine Maria o Dormitio Virginis, la Natività di Gesù. Nella calotta absidale è riprodotta l’Incoronazione della Vergine.






Le CAPPELLE della NAVATA Destra: All’interno si trovano numerose cappelle, gli altari in marmi policromi e pietre dure semipreziose (agate, corniole, diaspri, lapislazzuli) delle navate e del transetto sono identici, simmetrici e speculari. Compreso l’altare maggiore sono opera di Giuseppe Valadier, esponente del barocco roma-no, su commissione di Papa Pio VI.
NAVATA DESTRA:
– Prima CAMPATA: varco d’accesso alla Cappella del vescovo Eroli. Ambien-te adibito fino al 1845 a battistero, con pregevoli affreschi del Pinturicchio, opere realizzate nel 1497, locali oggi adibiti ad ingresso e biglietteria. Da una cappella sepolcrale degli Eroli attigua si accede alla Cappella dell’Assunta, iniziata da Costantino Eroli e terminata dal successore Francesco Eroli. Sulla parete principale è collocata una tela raffigurante la Madonna Assunta venerata dal vescovo Eroli e, più esternamente, la Crocifissione con i dodici Apostoli e San Giovanni Battista, opere di Jacopo Siculo.
Fonte battesimale, opera documentata, manufatto in marmo di Carrara di forma ottagonale con raffigurazioni di Natività, Circoncisione, Visita dei Re Magi, Purificazione, Fuga in Egitto, Disputa co‘ Dottori, Battesimo, Circoncisione.

– Seconda CAMPATA: Cappella della Deposizione. Architettura di Giuseppe Valadier delimitata da colonne sormontate da timpano triangolare. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una corona di spine. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante la Deposizione di Gesù Cristo, opera di Domenico Sorit.
– Terza CAMPATA: Cappella di Sant’Andrea Avellino. Architettura di Giuseppe Valadier delimitata da lesene e semicolonne sormontate da timpano ad arco. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una croce fra vasotti con fiamme. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante la Morte di Sant’Andrea Avellino, opera di Bernardino Nocchi.
– Quarta CAMPATA: Cappella della Visitazione. Architettura di Giuseppe Vala-dier delimitata da colonne sormontate da timpano triangolare. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una corona. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante la Visitazione della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta, opera di Giovanni Alberti.
– Quinta CAMPATA: Cappella del Beato Gregorio. Architettura di Giuseppe Valadier delimitata da lesene e semicolonne sormontate da timpano ad arco. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una croce fra vasotti con fiamme. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante l’Angelo porge il Sacro Chiodo al Beato Gregorio, opera di Pietro Abruzzi.
– Sesta CAMPATA: varco d’accesso alla Cappella del Santissimo Crocifisso. Ambiente del XVII secolo ospitante il Crocifisso, opera di Alberto Sotio (1187), dipinto su pergamena inserito su supporto ligneo, bellissimo esemplare di Christus triumphans. Reliquia di Giovanni Paolo II.






TRANSETTO: Braccio DESTRO: Cappella della MADONNA della Manna d’oro. Architettura di Giuseppe VALADIER delimitata da colonne in pietra con capitelli fitomorfi, all’interno dell’incasso colonne marmore sormontate da architrave. Sulle elementi aggettanti è collocata una coppia di angeli con le ali spiegate che sorregge un medaglione riproducente l’emblema dell’Ordine francescano. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante la Madonna della Manna d’oro ritratta con San Francesco d’Assisi e Santa Dorotea, opera di Annibale CARRACCI. Alla parete sinistra è incastonato il monumento funebre di Filippo Lippi, opera commissionata da Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico con iscrizione di Angelo Poliziano. Alla parete destra è addossato il monumento funebre di Giovan Francesco Orsini, opera di Ambrogio BAROCCI. Monumento funebre di Fulvio Orsini, vescovo di Spoleto dal 1563 al 1581.




ABSIDE Destra: Cappella della Santissima ICONE.
Ambiente patrocinato dalla famiglia Mauri con architetture di Giovan Battista MOLA del XVII secolo e dipinti raffiguranti storie della Beata Vergine Maria, opere di scuola romana. La sopraelevazione presenta colonne scanalate sormontate da doppio timpano triangolare, sovrapposto, spezzato e simmetrico, stele intermedia con iscrizione delimitata da puttini e volute, chiusa superiormente da timpano ad arco e croce apicale.
La calotta interna della cupola presenta un ricco reticolo e rosette in stucco indorate. Nelle nicchie laterali dell’incasso statue coronate indicano il centro dell’edicola ove, sotto la raffigurazione del paraclito, è custodita la Icone bizantina del XI-XII secolo donata da Federico Barbaros-sa nel 1185 alla città in segno di riconciliazione, dopo averla saccheggiata trenta anni prima. La cappella è adorna di stucchi, affreschi ed un tabernacolo opera di vari artisti. Le statue sono opere realizzate da Alessandro ALGARDI.



