Il Giro delle Chiese

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PERUGIA: DUOMO (Cattedrale di Santa MARIA ASSUNTA) – SPOLETO (Seconda Parte)

La cattedrale di Santa MARIA ASSUNTA venne costruita in stile romani-co nell’ultimo terzo del XII secolo in sostituzione della preesistente chiesa di Santa Maria del Vescovato (VIII – IX se-colo). Consacrazione: 1198; Stile architettonico: Architettura longobarda; Inizio costruzione 1067; Completamento: fine del XVIII secolo. Nell’immagine in evidenza: Cappella delle Reliquie.

ABSIDE Sinistra, CAPPELLA del Santissimo SACRAMENTO

Affreschi di Francesco Refini, stucchi di Giovanni da Foligno, dipinti Pietro Abruzzi e Liborio Cioccetti, tabernacolo realizzato da Francesco Giovan-nelli da Volterra. Ambienti perfezionati (1583 – 1632) con stucchi, affreschi, statue e manufatti di vari artisti. La prima aula presenta statue in stucco raffiguranti Ange-li recanti i Simboli della Passione, in senso orario rispettivamente la Colonna della Flagellazione, il Volto Santo o Mandylion, i Chiodi, la Canna, la Lancia, la Croce, la Corona di spine, il Sudario. Alle statue laterali della piccola navata si alternano 4 dipinti. La volta è decorata con 15 riquadri affrescati e ornata con rosette e teste di putto in stucco. Due angeli delimitano la sopraelevazione svelando le frange di un ricco baldacchino sorretto da altrettanti puttini con cherubini adoranti. Sui riccioli del timpano definito da un architrave a semiarco con estremità aggettanti, sono adagiate due allegorie, un medaglione funge da stele intermedia, chiude la prospettiva un lunettone con affrescata la scena della Natività di Gesù. Al centro un articolato Ciborio marmoreo con tabernacolo sormontato da puttini e raggiera dorata con raffigurazione dello Spirito Santo o Paraclito.

SOPRA a Sinistra: Dipinto “ULTIMA CENA” di Liborio COCCETTI. Il dipinto è collocato all’interno della cappella del Sacramento che, iniziata ai tempi del vescovo Sanvitale (1591-1600), fu compiuta solo nel XVIII sec. nella sua parte decorativa. Gli stucchi della volta sono opera di Giovanni FONTANA da Foligno e risalgono al 1672-82, mentre le ventuno tele con Cristo la Vergine, scene dell’Antico Testamento e profeti e Angeli con strumenti della Passione sono di Francesco REFINI e risalgono al 1684. Sulle pareti della cappella nel ‘700 sono state aperte delle nicchie al cui interno sono state collocate delle tele, di cui fa parte anche l’Ultima Cena. La loro esecuzione venne affidata a Pietro LABRUZZI e Liborio COCCETTI, proprio quest’ultimo è l’autore dell’Ultima Cena (1786), insieme a L’idolo Dagon. Il dipinto (olio su tela) presenta estese ridipinture e misura in altezza cm. 273 ed in lunghezza cm. 164.

COCCETTI di stile rococò, manifesta rapporti con la cultura romana della prima metà del ‘700, come quella di Sebastiano Conca. Si attarda in stilemi tardo-seicenteschi “ma c’è un’evoluzione nel suo stile fino ad rasentare il neoclassicismo; inseguirà sempre l’ideale di una grazia decorativa che è il suo unico credo artistico”. Attivo anche in altre città umbre, a Spoleto ritroviamo altre sue opere in San Domenico, in palazzo Montevecchio, in palazzo Morelli e in palazzo Leti.

Prima di uscire diamo uno sguardo a destra alla stanza (chiusa) con affreschi

TRANSETTO SINISTRO:

Cappella di San PONZIANO. Architettura di Giuseppe VALADIER delimitata da colonne in pietra con capitelli fitomorfi, all’interno dell’incasso colonne marmoree sormontate da architrave. Sulle elementi aggettanti è collocata una coppia di angeli con le ali spiegate che sorregge un medaglione riproducente il motto dell’Ordine francescano. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante San Ponziano risparmiato dai leoni, opera di Cristoforo Wtterperghen. Nella parete sinistra è collocato il monumento funebre del cardinale Basilio Pompilj. La parete destra ospita il dipinto raffigurante la Beata Vergine Maria ritratta tra Papa Clemente I e il Beato Gregorio.

NAVATA SINISTRA:

6° CAMPATA (la 1° dall’Ingresso): Ambiente dedicato a Santa Rita da Cascia. Simulacro raffigu-rante Santa Rita da Cascia.

5° CAMPATACappella di Sant’Andrea Apostolo. Architettura di Giuseppe Valadier delimitata da colonne sormontate da timpano triangolare. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una corona. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante la Beata Vergine Maria ritratta tra Sant’Andrea Apostolo, San Francesco di Paola e Sant’Antonio di Padova, opera di Jacopo Alessandro Calvi.

4° CAMPATACappella della Presentazione. Architettura di Giuseppe Valadier delimitata da lesene e semicolonne sormontate da timpano ad arco. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una croce fra vasotti con fiamme. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante la Presentazione della Beata. Maria Vergine al tempio, opera di Antonio Cavallucci da Sermoneta.

– 3° CAMPATACappella di Sant’Antonio di Padova. Architettura di Giuseppe Valadier delimitata da colonne sormontate da timpano triangolare. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una corona di stelle. L’edicola con nicchia custodisce la statua in gesso raffigurante Sant’Antonio di Padova.

– 2° CAMPATA: Cappella degli Angeli. Architettura di Giuseppe Valadier delimitata da lesene e semi-colonne sormontate da timpano ad arco. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una croce fra vasotti con fiamme. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante l’Angelo Custode.

– 1° CAMPATA: varco d’accesso alla Cappella delle Reliquie. Ambiente del 1542 – 1554 perfezionato con l’architettura di Giuseppe Valadier. Dipinto Deposizione di Gesù Cristo, opera di Pietro Abruzzi.

L’ambiente presenta un bellissimo Armadio delle Reliquie intagliato da Giovanni Andrea di Ser Moscato, con Storie della Vergine affrescate sulla volta da Francesco Nardini, entrambi dello stesso periodo. Nella cappella si trova anche una lettera autografa di San Francesco d’Assisi indirizzata a frate Leone, risalente al 1222 e conservata entro un tabernacolo – tempietto del XIX secolo.

3° CAMPATACappella di Sant’Antonio di Padova. Architettura di Giuseppe VALADIER delimitata da colonne sormontate da timpano triangolare. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una corona di stelle. L’edicola con nicchia custodisce la statua in gesso raffigurante Sant’Antonio di Padova.

 4° CAMPATACappella della Presentazione. Architettura di Giuseppe VALADIER delimitata da lesene e semicolonne sormontate da timpano ad arco. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una croce fra vasotti con fiamme. L’edicola custodisce il dipinto raffigurante la Presentazione della Beata.

 5° CAMPATACappella di Sant’Andrea Apostolo. Architettura di Giuseppe VALADIER de-limitata da colonne sormontate da timpano triangolare. Sulle cimase una coppia di putti sorregge una corona. L’edicola custodisce il dipinto (olio su tela di fine XVIII secolo) raffigurante la Beata Vergine Maria ritratta tra Sant’Andrea Apostolo, San Francesco di Paola e Sant’Antonio di Padova, opera di Jacopo Alessandro Calvi.

La CRIPTA: La cripta di San Primiano, accessibile solo dalla canonica, risale al IX secolo ed è l’unico elemento rimasto dell’antico edificio altomedievale. Essa presenta una copertura con volta a botte e conserva affreschi coevi raffiguranti, forse, Storie di san Benedetto e santa Scolastica. (Inagibile)

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