Penne è un comune di circa 11000 abitanti e fa parte della Provincia di Pescara. Dal 2012 fa parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia“. Di origini pre-romane, sorge in una zona la cui frequentazione da parte dell’uomo risale almeno al Neolitico medio e fu l’antica capitale della popolazione italica dei Vestini. E’ la porta di accesso al “Parco Nazionale del Gran sasso e Monti della Laga” attraverso la “Riserva naturale controllata del Lago di Penne“. L’utilizzo del mattone, presente in tutti gli edifici e nei resti di alcune pavimentazioni, ha portato al soprannome di “città del mattone”.


PORTA SAN FRANCESCO:
Fra le porte d’ingresso alla città ricordiamo innanzitutto la Porta San Francesco (già Porta San Nicola, in largo San Nicola), in realtà dedicata a san Massimo, patrono della città, costruita nel 1780 sul disegno del di Sio. Restaurata e trasformata nel 1870, è di fattura imponente, con il suo grande arco centrale a tutto sesto ornato di bugnato e affiancato da larghe lesene poste su alti basamenti con i capitelli a sostegno della fascia architravale. La parte superiore è sormontata da un frontone mistilineo, per lo più curvo, sotto il quale si apre la nicchia che ospita la statua di San Massimo, copia in calcare dell’originale statua in argento del Sanmartino; una lapide ricorda inoltre la visita di san Francesco a Penne nel 1216.

















La Chiesa di San MASSIMO è il duomo di Penne e concattedrale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne. Nel 1902 è stato nominato monumento nazionale. Fonti documentarie ed archeologiche, queste ultime scoperte in modo particolare nei restauri e negli scavi degli ultimi decenni, hanno permesso di attestare l’esistenza di più chiese prima dell’anno 1000, alla cui origine è forse da collocare un antico tempio pagano di epoca romana. La cattedrale è attestata per la prima volta nell’868, quando il vescovo Grimbaldo traslò nell’altare maggiore dell’edificio (quello che oggi corrisponde alla cripta) le reliquie di San Massimo Levita e dei suoi compagni di martirio, a cui da quel momento la chiesa fu dedicata. La Cattedrale fu poi ricostruita in stile romanico nel XII secolo, in stile gotico nel XIII secolo, e restaurata in stile barocco nel XVII secolo. Danneggiata durante la seconda guerra mondiale, subì profondi restauri nella facciata (ricostruita), nel transetto e nelle absidi, con i quali ha quasi totalmente perso ogni traccia dell’impostazione medievale, ad eccezione della cripta. L’impianto è a croce latina. Al suo interno troviamo:
– un Crocifisso ligneo del XIV secolo con le braccia staccate dalla croce;
– l’altare maggiore, risalente al 1180-1190, con un paliotto decorato ad intaglio;
– frammenti di un recinto presbiterale, decorato con figure di animali (XI secolo);
– il Busto di san Massimo, in argento, del 1762, è stato tra- fugato.















La Cappella di S. ANTONIO da Padova è una cappella signorile ricavata all’interno del palazzo De Sterlich Aliprandi, attualmente sede dell’ITS “G. Marconi” di Penne (Pescara). La sua costruzione viene datata in epoca coeva a quella della costruzione del palazzo, circa nell’ultimo quarto del ‘700. Progettata da Carlo Piazzoli (Piazzola) da Pigra, architetto e stuccatore proveniente dall’area lombardo-ticinese, ha pianta circolare con cupola sovrastante; lo stile è un barocco sostanzialmente composto e non privo di influssi rinascimentali. All’interno, arricchita di apprezzabili stucchi ancora integri, presenta una balconata accessibile solo dal piano nobile dello stesso palazzo, presumibilmente riservata ai signori che vi abitavano. L’ingresso dei fedeli avveniva da corso dei Vestini attraverso un elegante portone in legno con cornice bugnata. E’ stata spogliata dei dipinti e delle statue, alcune di valore storico ed artistico (la guida rossa del Touring parla di una S.Anna, pala d’altare della seconda metà del secolo XVIII, ora non più reperibile)



Le Dame Gerosolimitane di Penne nel 1530, costruirono anche l’annessa chiesa dedicata a S. Giovanni Battista, patrono dell’Ordine. La decorazione interna della chiesa venne realizzata da Giovanni Battista Gianni, in stile barocco, al quale si attribuisce anche il disegno dell’impianto architettonico della chiesa, tra cui spiccano i due altari laterali. Il primo, a destra, è l’Altare Privilegiato Perpetuo, detto “del Crocifisso”. Come dichiara Antonio Di Vincenzo, Presidente Italia Nostra – Sezione di Penne: “Nonostante necessiti di importante restauro, si può notare come nella mensa dell’Altare ci sia un paliotto intonacato e decorato con un dipinto raffigurante la croce dell’Ordine di Malta e quattro colonne sfalsate tra loro, con capitelli compositi, ricoperte da uno strato di intonaco trattato a finto marmo, le quali facevano da contorno ad un antico Crocifisso ligneo che da tempo si ammira in Cattedrale oltre che l’epigrafe: ALTARE PRIVILEGIATO PERPETUO. Oggi il monastero è disabitato, necessita di opera di restauro”. Altra importante notazione è che all’interno, tra gli stucchi decorativi, troviamo stemmi dell’Ordine di Malta, di nobili casati, di alcuni santi ed altro ancora. Lo stemma dell’Ordine di Malta si caratterizza con l’immagine di uno scudo (sormontato da corona) con la croce bianca ad otto punte. La sola croce dell’Ordine, è invece posta sull’architrave del finestrone che sovrasta l’altare maggiore mentre un’altra croce si rileva al centro del paliotto dello stesso altare. L’Altare maggiore, dedicato a San Giovanni Battista, patrono dell’Ordine gerosolimitano, si caratterizza per un cartiglio in cui è scritta l’epigrafe e al di sopra di esso è collocato un medaglione in cui è raffigurata sant’Agnese. L’Altare di San Giovanni Evangelista vede come pitture principali, San Michele Arcangelo, a sinistra di chi guarda, rappresentato iconograficamente in abbigliamento da “guerriero” nell’atto di sottomettere il demonio con gli elementi caratterizzanti la lancia e la bilancia e San Tommaso d’Aquino, raffigurato nell’atto di schiacciare gli eretici che costituisce il secondo dipinto posto alla destra dell’osservatore. Le suddette pitture, tempere eseguite a “secco”, come tutte le altre decorazioni pittoriche che ornano la chiesa furono eseguite entro il primo decennio del ‘700 da Giambattista Gamba, artista molisano allievo di Angelo Solimena.











