La chiesa si trova nel paese di Cugnoli, sulle colline della provincia di Pescara. Il paese è di origine medioevale e non è presente negli itinerari turistici classici. Cugnoli vale la visita per la sua chiesa e per l’ambone che si trova all’interno, un vero tesoro dello scultore Nicodemo da Guardiagrele, risalente all’anno 1166, una vera preziosità.




La chiesa si trova nel paese di Cugnoli, sulle colline della provincia di Pescara. Il paese è di origine medioevale e non è presente negli itinerari turistici classici. Cugnoli vale la visita per la sua chiesa e per l’ambone che si trova all’interno, un vero tesoro dello scultore Nicodemo da Guardiagrele, risalente all’anno 1166, una vera preziosità. Entrando nel centro storico si arriva velocemente alla chiesa parrocchiale. La chiesa è del XIII secolo . L’interno è barocco, con decorazioni e stucchi, spicca la pregevole opera di Nicodemo (vedi ambone della chiesa di Santa MARIA del LAGO nei pressi di Moscufo). L’ambone è stato collocato al suo interno nell’anno 1528 e porta la scritta dell’abate Rainaldo, committente. Compaiono motivi geometrici e naturalistici e riquadri con le imprese di David che affronta un leone e un orso. Oltre a questa opera interessante la statua in Terra cotta di Madonna con Bambino . Ultimamente è venuta alla luce una statua di un cristo pantocratore di fattura Paleocristiana ,vera rarità.
















Questa meraviglia dell’arte medievale è uno dei tipici elementi d’arredo delle chiese di quel periodo e ovviamente appare del tutto estraneo alla chiesa dove si trova oggi. Infatti giunse qui nel 1528 allorché fu smontato e rimosso dalla chiesa di San Pietro dove era nato. Del resto non poteva appartenere a questa chiesa, che fu costruita un secolo più tardi dell’ambone. Curiosando attorno a questo capolavoro si scopre facilmente un’iscrizione sulla lastra del davanzale che è rivolta verso l’altare; essa svela che l’opera fu fatta realizzare dall’abate Rainaldo, lo stesso che commissionò l’ambone di Moscufo. Il fatto che sia stata prodotta da Nicodemo viene determinato dagli storici dell’arte grazie alla somiglianza di stile con gli altri amboni. Questo di Cugnoli illustra la fase matura del suo percorso artistico, iniziato a Rosciolo sedici anni prima nella collaborazione con Maestro Roberto. Prima ancora quest’ultimo era stato l’autore, lavorando col padre Ruggiero, del ciborio di San Clemente Vomano. Se si è avuta occasione di visitare le altre due chiese citate, questo ambone sembrerà in apparenza una copia degli altri due, ma non è così: ad un occhio curioso svela differenze che si spiegano con i sette anni trascorsi tra le due opere. Nicodemo cresce artisticamente e matura le sue certezze, cambiando qualcosa nelle simbologie, per tornare alla semplicità della prima opera di Santa Maria in Valle. Restano sempre presenti i temi classici come i riquadri sovrapposti dove sono raffigurate le imprese di David, che affronta ora un leone ora un orso, gli affascinanti ed enigmatici intrecci di rami e fronde nelle quali sono intrappolati uomini e animali fantastici. Ma compaiono anche motivi geometrici come temi a rombi e triangoli. Se si è affascinati da questo genere di arte sarà stimolante andare a visitare le altre due chiese cercando di scorgere, negli altri due amboni di Nicodemo, le somiglianze e le differenze. Curiosa ma motivata da esigenze canoniche la presenza di due lettorini, uno dei quali purtroppo danneggiato, ossia i supporti dei leggii usati per poggiare i testi sacri da leggere. Vi si sovrappongono a due a due i simboli degli Evangelisti: nel lettorino integro si vedono l’angelo di San Matteo che regge il leggio sulla sua testa, e sotto di lui il leone di San Marco. Nell’altro, sopra al toro di San Luca, che è ancora conservato, doveva esserci l’aquila di San Giovanni che reggeva il leggio.









