Il Giro delle Chiese

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ALEXANDRE SATURNINO – ENNIO TOMAI – AMEDEO TEDESCHI – CESARE AVERARDI – VINCENZO ALICANDRI

Altro Gruppo di Artisti Abruzzesi. Nell’immagine in evidenza: “La Majella” di Vincenzo Alicandri.

SATURNINO: pseudonimo di Carlo Franzini (Milano, 21 aprile 1923 – Cinisello Balsamo, 27 gennaio 2003), è stato un pittore e tenore italiano. Studiò pittura con Aldo Carpi all’Accademia di Brera e nel 1948 si trasferì a Parigi dove, seppur fra gli stenti di una vita avventurosa, ebbe modo di conoscere e frequentare il vecchio Matisse. Dotato di una bellissima voce ereditata dal nonno materno, nel 1951 rientrò in Italia per partecipare ad un concorso lirico per nuove voci e lo vinse. Il suo debutto ufficiale nel mondo della lirica avvenne proprio nel 1951 al Teatro Nuovo di Milano, nelle vesti di Mascarille nell’opera “Le preziose ridicole” di Felice Lattuada e proseguì intensa fino al 1974 con la rappresentazione scaligera de’ “La favola di Orfeo” di Alfredo Casella.

Nel 1966 incise per la Decca il balletto Pulcinella di Igor Stravinskij, con l’Orchestre de la Suisse Romande diretta da Ernest Ansermet. Nel 1972 subì un processo penale per aver preso a schiaffi il maestro concertatore durante le prove dell’opera Mavra di Strawinskij al Teatro San Carlo di Napoli. Svolse la professione di pittore nella “Bohème di Saturnino”, una caratteristica soffitta-museo riadattata alla maniera dei vecchi abbaini dei pittori impressionisti di Montmartre e ubicata all’ultimo piano della Galleria Vittorio Emanuele in Piazza del Duomo a Milano. Dotato di uno spirito molto indipendente non si legò mai ad alcuna corrente culturale restando, in buona sostanza, sempre un artista solitario e isolato. Nel 1975 ottenne l’onore di una mostra antologica al Palazzo Reale di Milano. Nel 2000 il Comune di Milano gli conferì la Benemerenza civica. Stroncato da un infarto morì il 27 gennaio 2003 all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo.

ENNIO TOMAI: Nacque all’Aquila il 3 marzo 1893 da Luigi e da Chiara Perli. Stabilitosi in giovane età a Napoli, vi frequentò brevemente l’Istituto di belle arti, proseguendo il suo apprendistato presso lo studio dello scultore Filippo Cifariello, il quale, concluso il periodo di formazione, gli rilasciò il 16 agosto 1912 un certificato autografo che ne attestava le capacità artistiche. Acquisite dal maestro solide basi veristiche, Tomai esordì nel 1912 sia come acquerellista sia come scultore, presentando alla LXXXI Esposizione internazionale della società amatori e cultori di belle arti di Roma l’acquerello Infanzia beata e alla I Esposizione nazionale giovanile di belle arti di Napoli i bronzi La mammaRitratto del tenore Brancardi e Nel bagno, ricevendo critiche positive.

Tra il 1912 e il 1913 viaggiò in Europa, soffermandosi a Parigi e a Odessa. Nella città russa tenne nel giugno del 1912, presso il Circolo Dante Alighieri, una conferenza su L’arte italiana del XIX secolo e realizzò il busto-ritratto in bronzo di Boris Ivanovič Genis, critico d’arte e direttore di una scuola di teatro. Al ritorno di Tomai in patria l’opera venne esposta nel 1913 a Napoli, alla I Mostra dell’Italica ars, e nel 1914 alla II Esposizione internazionale d’arte della secessione romana, dove Tomai tornò nel 1915 presentandovi i bronzi Ritratto e Anima e materia, quest’ultimo accostabile, nella resa impressionistica unita a una certa vibrazione ‘spirituale’, a esiti fra Leonardo Bistolfi e Medardo Rosso, mentre è informata al gusto floreale la Figura di donna con cappello pressoché coeva (entrambe in collezione privata).

AMEDEO TEDESCHI: Amedeo Tedeschi, nasce a Pratola Peligna nel 1874, figlio di Giustino, notaio in  Pratola, e di Angelina De Marinis di famiglia nobile. Amedeo decide di non seguire le orme del padre, ma amante di ciò che lo circonda  e innamorato della natura e dell’arte, si trasferisce a Napoli dove frequenta l’accademia di Belle Arti sotto la guida di Domenico Morelli un maestro dell’epoca, di Antonio Mancini e Teofilo Patini suo conterraneo di Castel di Sangro. Proprio con Teofilo Patini del quale diviene intimo amico, tanto da essere lui stesso modello per il San Antonio affrescato nella chiesa della Madonna della Libera di Pratola Peligna, collabora nella realizzazione degli affreschi della navata, dei Quattro Evangelisti e  del Mistero della Trinità. In Amedeo Tedeschi non c’era solo lo spirito dell’artista ma anche quello del viaggiatore e così di quell’ Italia dei primi del novecento ne percorre le strade arrivando a Bologna dove si innamora  di Ione Melotti, fermandosi per un periodo sufficiente ad affrescare la chiesa di Piumazzo presso Castel Franco Emilia e sposarsi.

Acqueforti: “Interno di San Marco” proprietà Municipio di Venezia; “Rio dei Frari”; – “Uno Squero a Venezia”; “ Molo di Venezia” proprietà Municipio di Roma; “ Rio San Giustino”; “ Il Po a Torino”; “ Strada d’Abruzzo”; “ Meriggio”; “ Pendici della Maiella”; “ Chiesa d’Abruzzo”; “ Pendici della Maiella” proprietà della Soc. delle Belle Arti; “ Salice secco” proprietà di Casa Savoia; “ Contro Sole”; “In Abruzzo”,  “ L’Abbazia a Venezia”,  “ Tramonto “;  “ Ponte San Giustina”; ”S Marco di Notte”;

Pittura: “ La Maiella”;  “ Il Lido a Venezia”; ” Traghetto”; “ S.Tomà a Venezia”; “ Una casa a  Cansano”;  “ Il Campanile dell’Annunziata”;  “ Mulino”;  “ Il Regio Tratturo”; ” Donna allo specchio”; – “Ritratto del padre”; – “Scorcio di Pratole Peligna“.

CESARE AVERARDI: nasce a Villa Passo nel comune di Civitella del Tronto (TE) il 13 marzo del 1875 da Giambattista Averardi (1837-1894) proprietario terriero e da Emilia Monti (1848-1909) di religiosa famiglia.  Quella degli Averardi era anch’essa “… una famiglia di antiche tradizioni clericali, ma aperta a sollecitazioni culturali, artistiche e politiche diverse, che aveva dato alla Chiesa esponenti di grande valore e prestigio tra i quali, notissimo, lo zio Nicola Averardi, Arcivescovo, componente della Sacra Rota, del Consiglio di Stato della Chiesa e Nunzio Apostolico” (F. Celommi , 1983).

VINCENZO ALICANDRI: Nacque a Sulmona il 21 maggio del 1871 da Giuseppe e da Clorinda Vitto, conseguì la Licenza Tecnica nel 1888, con ottimi voti. Nel 1943 si trasferì come sfollato a Caraglio (CN), dove aprì uno studio da pittore e dove tenne a bottega Piero Lerda (Caraglio 1927-Torino 2007) che presso di lui prese dimestichezza con le tecniche artistiche, come ha rivelato l’artista piemontese in alcune interviste pubblicate in occasione della retrospettiva che gli è stata dedicata nel 2010. Trascorse gli ultimi anni a Torino, dove morì l’8 Giugno del 1955.

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