Il Giro delle Chiese

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CHIESA di Santa CHIARA – PENNE (PE)

La Chiesa di Santa Chiara è stata costruita nei primi anni del 1700 per ospitare il convento delle clarisse, gli ordini francescani erano già da tempo affermati in città, e qui si coglie l’occasione per realizzare un edificio in stile barocco, che in quegli anni diveniva popolare tanto che molte chiese esistenti venivano ristrutturate in questo nuovo stile. Gli interni della chiesa sono come detto in stile barocco, mentre l’esterno è rimasto incompiuto e quindi non è definibile poiché privo di decorazioni.

La CHIESA di Santa CHIARA è stata costruita nei primi anni del 1700 per ospitare il convento delle clarisse, gli ordini francescani erano già da tempo affermati in città, e qui si coglie l’occasione per realizzare un edificio in stile barocco, che in quegli anni diveniva popolare tanto che molte chiese esistenti venivano ristrutturate in questo nuovo stile. Gli interni della chiesa sono come detto in stile barocco, mentre l’esterno è rimasto incompiuto e quindi non è definibile poiché privo di decorazioni. Degna di nota è la Torre Campanaria con una bellissima copertura a cipolla, rivestita in bronzo, e dagli angolari rastremati. Al suo interno si possono ammirare le opere del Gianni, del Gamba e del Vallarola. All’edificazione Seicentesca si deve l’impianto attuale della chiesa di Santa Chiara, a croce greca, con 4 bracci uguali e setti diagonali di raccordo, a formare un ambiente centrale dinamico e articolato, con un particolare pavimento a mosaico marmoreo. La decorazione interna è Settecentesca, composta da stucchi sulle pareti e sulle modanature architettoniche e da un grande affresco nella cupola centrale raffigurante il paradiso, opera datata 1782 del pennese Domenico Vallarola. All’interno dell’ambiente sacro sono presenti alcune notevoli opere d’arte come, ad esempio, la tela dell’altare maggiore raffigurante la Natività, del pittore Paolo Gamba, le grate in ferro battuto dietro le quali le monache assistevano alle funzioni religiose, opera di Giuseppe Acquaviva. Una particolare nota di curiosità è data, nella parte presbiteriale, dove una lapide romana del I sec. d.C. è usata come chiusura dell’ossario delle Clarisse.

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