Facciamo un giro per Anagni, la città dei Papi.

ANAGNI è nota come la città dei papi, per aver dato i natali a diversi pontefici (Gregorio IX, Alessandro IV, Bonifacio VIII) e per essere stata a lungo residenza e sede papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di papa Bonifacio VIII e all’episodio noto come lo “schiaffo di Anagni“, avvenuto nei locali adiacenti alla Cattedrale di Anagni, il 7 settembre 1303. Si erge su una collina tra i monti Ernici e la Valle del Sacco. La leggenda la annovera tra le “città saturnie”, le 5 città laziali fondate dal dio Saturno (Anagni, Alatri, Arpino, Ati-na e Ferentino, quest’ultima detta anche Antino). Sottomessa dai Romani nel 306 a.C., fu governata da un prefetto e divenne in seguito municipio. Il generale e console romano (69 d.C.) Fabio Valente nacque ad Anagni nel 35 d.C., membro di una importante famiglia equestre della città; fu amico intimo dell’imperatore Nerone e comandante della legio I Germanica. Lo Schiaffo di Anagni è un evento storico che si verificò il 7 settembre 1303 ad Anagni, quando il papa Bonifacio VIII fu umiliato e oltraggiato da emissari del re di Francia Filippo IV il Bello, guidati da Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna. Nonostante il nome, si trattò più di un affronto morale che di uno schiaffo fisico, anche se la leggenda attribuisce a Sciarra Colonna il gesto di schiaffeggiare il papa. L’episodio segnò un momento cruciale nella lotta tra il potere temporale e quello spirituale, evidenziando la crescente forza della monarchia francese rispetto al papa-to. Bonifacio VIII, che aveva scomunicato Filippo IV, fu catturato e umiliato nel suo palazzo ad Anagni, e questo evento ebbe conseguenze significative sul papato e sulla sua influenza in Europa.


















Intorno alla metà del XII sec. sorse, appena fuori la cinta muraria della Città di Anagni, un monastero appartenente all’ordine delle Clarisse che, nel 1575, passò ai frati Cappuccini i quali lo ampliarono trasformarono e mantennero fino al 1873, anno in cui furono espropriati in attuazione delle leggi che vollero la soppressione di tutti gli ordini, corporazioni e congregazioni religiose. Tutti i beni e territori appartenenti all’ex Stato Pontificio, incamerati dallo Stato, potevano però essere, previa richiesta di utilizzo per pubblica utilità, alienati o concessi ai Comuni e alle Provincie.
Il complesso conventuale di San PIETRO in VINEIS fu inizialmente ceduto al Comune di Anagni. Successivamente, a seguito di svariate vicende ritornò in possesso del FEC (Fondo Edifici di Culto). Nel 1926 l’INIEL (Istituto Nazionale degli Impiegati degli EE.LL. E loro superstiti) propose l’utilizzo di tale area per la costruzione ex novo di un collegio-convitto e, a tal fine, bandì un concorso che fù vinto dall’Architetto romano Alberto Calza Bini . Il progetto definito di “magnifiche qualità” , era costituito da un complesso di edifici a diversa funzione che , nell’articolata soluzione compositiva, disposta secondo diversi livelli di quota, inglobava l’antica chiesa di San Pietro in Vineis. L’Architetto romano decise, infatti, di conservare e integrare, nella sua proposta progettuale, la “cappella conventuale” trasformandola in un vero e proprio “fulcro compositivo”. Tale decisione scaturì dalla scoperta, nella zona presbiteriale, di resti di pavimentazione cosmatesca e dal ritrovamento, nella stessa chiesa, in un adiacente muro appartenente ad un portico e in un ambiente posto sopra la navata destra, di pregevoli affreschi. Fu dunque alla sensibilità artistica di questo Architetto appartenente alla cosiddetta “scuola romana”, formatosi accanto a personalità quali Gustavo Giovannoni e Marcello Piacentini e alla sua personale esperienza maturata nel campo del restauro architettonico che dobbiamo la sopravvivenza, se pur “alterata” dall’intervento di “restauro” novecentesco, di questa interessante testimonianza artistica.





Il Palazzo della RAGIONE di Anagni, noto anche come Pa-lazzo Comunale o Palazzo Jacopo da Iseo, è uno dei più antichi palazzi civici d’Italia ancora esistenti. Fu costruito tra il 1159 e il 1163 per volere di papa Adriano IV, unico pontefice inglese della storia, che scelse di trasferirsi nella città di Anagni, dove rimase fino alla sua morte, avvenuta il 1º settembre 1159. La costruzione fu poi portata avanti dal Comune e dalla cittadinanza locale. La progettazione e la realizzazione si devono all’architetto Jacopo da Iseo, giunto in città con una delegazione a sostegno del papato. Una ricevuta del 12 settembre 1163 firmata dallo stesso Jacopo attesta la conclusione dei lavori.


