Ecco due acquarellisti. Nell’immagine in evidenza: “Acquerello” di Aldo Scimone.

ALDO SCIMONE: vive e lavora a Palermo. E’ stato docente di Matematica e Fisica nei licei, ma fin da piccolo ha coltivato la passione per il disegno e la pittura. Ha potuto usufruire, da allievo, dei preziosi consigli del Prof. Raimondo Mirabella, che, com’è risaputo, è stato uno dei più noti pittori siciliani del Novecento, approfondendo, negli anni, lo studio di varie tecniche. artistiche. Ha partecipato a varie mostre collettive, e ha tenuto alcune personali come quella alla Galleria Liberty di Palermo nel 1977, nella Sala Municipale di Lipari nel 1985, nel Palazzo delle Aquile di Palermo nel 2010, nella Galleria di Villa Niscemi di Palermo nel 2015. Un suo quadro, La pesca del tonno, ha vinto una coppa del Banco di Sicilia in una collettiva alla Galleria Liberty di Palermo del 1978. Le sue opere si trovano in collezioni private, in Slovenia e in Italia. Sulle sue opere hanno scritto Alberto Forti, Lucio Barbera di Messina, Attilio Grilletto e Giovanni Mingari Scarpello.










ALDO RAIMONDI: Nacque a Roma (1902-1997), e nella capitale compì i propri studi artistici, nello studio di Giuseppe Signorini, e laureandosi in architettura all’Accademia di Belle Arti, quando aveva circa 22 anni. Tra il 1925 e il 1926 si spostò a Milano, dove prestò servizio militare di leva, e affrescò una caserma milanese, restaurando alcune delle sale di Palazzo Cusani, sede del Comando di Corpo d’Armata. Si trasferì a Parma nel 1926, iniziando a insegnare nel locale Istituto d’Arte. Quando arrivò nella città emiliana era già un artista formato e s’inserì senza sforzo in un ambiente estraneo che gli divenne presto familiare, sia per le sue doti, sia per la sicurezza nel mestiere. A Parma eseguì alcuni acquerelli della veduta sulla città vecchia commissionatigli dal podestà, ancora visibili nel Palazzo Comunale, che diedero prova della sue capacità come vedutista, attività che continuò e che svolse in diverse città, in Italia e all’estero.
A Parma nel 1930 organizzò la propria prima mostra personale, che sarà seguita da altre esposizioni in Italia e all’estero. Specializzatosi nella pittura ad acquerello, parte più matura del suo repertorio, ottenne nel 1939 all’Ac-cademia di Brera la cattedra l’insegnamento di tale tecnica, incarico che lasciò nell’immedia-to dopoguerra per dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Dipinse paesaggi, animali, fiori e numerosi ritratti, tra cui quelli dei papi Pio XII, Giovanni XXIII (1958) e Paolo VI (1966). Realizzò inoltre alcune vetrate per il Seminario Arcivescovile di Monza, per la chiesa parrocchiale di Menaggio e per la chiesa di San Simpliciano a Milano. Dal 1938 al 1940 sostituì Achille Beltrame nell’illustrazione della Domenica del Corriere; in seguito fu chiamato a illustrare «Il Popolo di Torino».


















