Il PULPITO del duomo di Siena fu realizzato da Nicola PISANO e dalla sua bottega tra il 1265 e il 1268. È stato per lungo tempo attribuito a suo figlio Giovanni PISANO; ma recenti scoperte l’opera è attribuita a Nicola PISANO, con la collaborazione del suo giovane figlio Giovanni, del giovane Arnolfo di CAMBIO, di Goro Di GREGORIO e dei fratelli Lapo e Donato di RICEVUTO. Nell’immagine in evidenza: Particolare del Pulpito.


È una delle opere scultoree più importanti del Duecento italiano, se non la più importante in assoluto nella storia della scultura italiana di questo secolo. La struttura venne ripresa dal precedente pulpito del battistero di Pisa, terminato dallo stesso Nicola Pisano nel 1260. ll pulpito non è datato, né firmato dall’autore. E’ una struttura ottagonale scolpita in marmo di Carrara con sette pannelli narrativi che raffigurano scene dalla vita di Cristo. L’opera si erge su otto colonne esterne in granito, porfido e marmo verde, creando un effetto cromatico variato attraverso questi diversi materiali. Il pulpito stava in origine sotto l’esagono della cupola; nel 1532 fu spostato nella posizione attuale, e nel 1536-1539 Bernardino di GIACOMO scolpì la nuova scala e il ponte, probabilmente su disegno di Baldassarre PERUZZI. La colonna centrale presenta figure scolpite che rappresentano la Filosofia e le Sette Arti Liberali. Queste rappresentazioni riflettono come il Medioevo venerava la conoscenza e l’erudizione. Le quattro figure d’angolo ai lati del ponte d’accesso compongono l’Annunciazione: l’Angelo e la Madonna annunciata incorniciano il pannello della Natività che segue. Allo stesso modo il Cristo Mistico si trova tra la Strage degli Innocenti e la Crocifissione, collegando i pannelli in un racconto continuo.




Sugli spigoli ci sono figure in alto rilievo che sporgono maggiormente rispetto alle figure dei pannelli. Tali figure sono, dallo spigolo confinante con il ponte di accesso al pulpito:
A) Madonna Annunciata (alla destra del ponte);
B) San Paolo tra i discepoli Tito e Timoteo;
C) Madonna col Bambino;
D) Due Angeli;
E) Cristo Mistico
F) Simboli dei Quattro Evangelisti;
G) Cristo Giudice;
H) Angelo (alla sinistra del ponte).
Queste figure rappresentano sovente elementi narrativi tra le scene. Ad esempio, la coppia dell’Angelo e della Madonna Annunciata agli spigoli confinanti con il ponte rappresentano, nel complesso, la scena dell’Annunciazione che precede quella della Natività immediatamente successiva. Allo stesso modo il Cristo Mistico raffigurante l’eucaristia, si pone sullo spigolo tra la Strage degli Innocenti e la Crocifissione. Anche gli Evangelisti dopo la scena della Crocifissione raffigurano idealmente la diffusione della Parola di Dio dopo la sua morte, per non parlare del Cristo Giudice nel mezzo ai due pannelli del Giudizio Universale. Le figure degli spigoli permettono quindi un continuum narrativo, oltre che decorativo.

Il pulpito poggia su nove colonne dotate di capitelli in stile corinzio. La colonna centrale poggia su una base ottagonale adornata con le figure della arti liberali e della filosofia. Queste raffigurazioni sono presenti per la prima volta su un oggetto di arte sacra e trovano un loro significato in quanto arti nobili in grado di elevare il cristiano verso Dio. Quattro delle otto colonne laterali poggiano su leoni stilofori e le altre quattro direttamente sul terreno. Le colonne erano originariamente in marmo e nel corso del XIV secolo sostituite con l’attuale diaspro colorato. Rispetto al precedente pulpito del Battistero di Pisa, ultimato dallo stesso artista nel 1260, il pulpito di Siena presenta importanti differenze architettoniche, di struttura e stilistiche, pur essendone una chiara derivazione. La base è ottagonale, anziché esagonale, e la descrizione si arricchisce dei pannelli della Strage degli Innocenti e della dilatazione del Giudizio Universale in due pannelli (presente come pannello unico a Pisa).
Qui si preferì schema più continuo e animato, intervallato solo da sculture di figure più grandi e rese ad alto rilievo sugli spigoli, anziché dalle cornici e terne dalle semicolonnine pisane. Questo garantisce un unicum narrativo, oltre che decorativo. Le otto colonne laterali sorreggono archi a tutto sesto trilobati sui cui sguanci sono presenti coppie di Profeti o Evangelisti (questi ultimi riconoscibili per i simboli corrispondenti del leone alato, toro, angelo e aquila). Tra gli archi, sopra i capitelli sono invece presenti figure spesso sedute raffiguranti Virtù, non quelle teologali (Fede, Speranza e Carità) e cardinali (Fortezza, Temperanza, Giustizia e Prudenza), ma anche di altra natura (ad esempio la Logica), altro segno di un’ulteriore convinzione che espressioni dell’intelletto umano potessero elevare l’uomo a Dio.






Il Giudizio ha un’importanza maggiore rispetto alle altre scene: occupa due lati con la figura di Cristo Giudice al centro, che separa gli eletti dai dannati.
Non c’è più separazione architettonica tra le storie, le colonnine separatrici sono sostituite da figure di Evangelisti, Dottori della Chiesa, la Madonna col Bambino, Cristo Giudice. In questo pannello è probabile un intervento di Giovanni PISANO per via delle figure molto studiate nell’espressione individuale.







