Il Giro delle Chiese

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CATTEDRALE/BASILICA della MADONNA del PONTE LANCIANO (CH)

La Basilica della Madonna del Ponte si chiama così perché è costruita su un ponte a tre archi (il Ponte di Diocleziano), in piazza Plebiscito. Nel 1088, restaurando il Ponte dopo un terremoto, si ritrovò un’antica statua della Madonna col Bambino: L’evento, ritenuto miracoloso, portò a ribattezzare questa icona Madonna del Ponte e fu costruita una cappella per custodirla sul ponte stesso.

PONTE di DIOCLEZIANO:

Risalente al III secolo durante l’imperatore Diocleziano, nacque per collegare il Prato della Fiera e la città, fino ad allora divise dal fossato della Pietrosa. Costituito da 3 arcate a tutto sesto in conci di pietra, fu successivamente ricostruito in pietra arenaria, consolidato ed ampliato (XII secolo, ponte di Lotario, 5 archi a sesto acuto, uno dei primi esempi di architettura gotica civile in Italia), anche perché i vari terremoti succedutosi nei secoli ne minarono la stabilità. Esso è alto più di 18 metri. La funzione del ponte nei secoli fu strettamente legata all’evoluzione della città; nel XV e XVI secolo, per la costruzione sopra il Ponte della Chiesa dell’Annunziata, fu creato un passaggio coperto con volte a crociera all’interno del ponte per garantire il transito del popolo. Oggi questo passaggio, per la sua acustica eccellente viene adibito ad auditorium ospitando manifestazioni musicali e culturali. Da vedere è l’Area Archeologica di Piazza Plebiscito.

Piazza PLEBISCITO

La Basilica della Madonna del Ponte si chiama così perché è costruita su un ponte a tre archi (il Ponte di Diocleziano), in piazza Plebiscito. Nel 1088, restaurando il Ponte dopo un terremoto, si ritrovò un’antica statua della Madonna col Bambino:

L’evento, ritenuto miracoloso, portò a ribattezzare questa icona Madonna del Ponte e fu costruita una cappella per custodirla sul ponte stesso. Verosimilmente, la statua è un’antica icona bizantina, murata in un arco del ponte nell’VIII secolo per sottrarla agli iconoclasti. La crescente devozione popolare portò, sul finire del XIV secolo, a costruire in luogo della cappella una chiesa che coprì interamente il ponte. Nel 1513 fu ampliato anche il ponte, costruendo l’attuale Corridoio.

La chiesa visibile oggi è stata edificata tra il 1785 ed il 1788. La facciata fu iniziata nel 1800 ed è rimasta incompiuta nella parte superiore.

A sinistra della chiesa sorge la Torre Campanaria, alta 37 metri, realizzata tra il 1610 ed il 1614.  La Basilica è di impianto neoclassico, anche se alcune decorazioni tradiscono residui del gusto rococò.  L‘interno è costituito da una sola navata, circondata da semicolonne corinzie giganti che sostengono le volte a botte. La volta e le cupole sono affrescate. Lungo le pareti sono situati altari laterali decorati in sobria linea classica.

Da vedere:

– Gli affreschi di Giacinto DIANO (1703-1803) pittore napoletano;

– La statua della Madonna del Ponte nella nicchia posta sul fondo;

– La Torre campanaria (1610-1641);

– La Facciata (1800).

L’interno, a navata unica, presenta paraste con capitelli corinzi che sostengono le volte lungo tutti i muri perimetrali. Queste paraste binate presentano nelle 2 pareti due coppie di nicchie con statue giganti di santi, opera di Giacinto Diano, che ritraggono San Girolamo,  Sant’Agostino, Sant’Ambrogio e il profeta Aba-cuc. La partitura a stucchi è di Alessandro Terzani, che realizzò l’impaginato decorativo che mostra il passaggio dal tardo barocco settecentesco al proto-neoclassico.

Le tele principali sono di Giacinto DIANO e Carlo GIGANTE.

Madonna col Bambino e Santi Andrea e Emidio (1794) del DIANO oppure di Ignazio Gianni e Carlo Gigante, parete sinistra dall’ingresso, prima nicchia San Francesco di Paola (1793) di Nicola Monti, seconda nicchia di sinistra Martirio di Santo Stefano (1793) del Diano, terza nicchia di sinistra. Queste nicchie con le tele sono a loro volta sormontate da cornici con lunette finemente lavorate, affiancata da putti verso la chiave di volta, nelle lunette ci sono altri dipinti ad affresco, quasi tutti di Giacinto DIANO: nella prima nicchia ci sono Sant’Agostino e San Gerolamo (1790-91) in affresco, poi nella seconda le allegorie della Virtù dell’Umiltà e la Virtù della Prudenza, nella terza ci sono i profeti Aggeo e Abacuc (1790).

Il Presbiterio è privo di transetto, ed è leggermente rialzato da una scalinata, con l’abside decorato da scanni in legno di noce, il maestoso Altare in marmo policromo che ricorda le opere dei maestri di Pescocostanzo, e due tele laterali. L’altare consiste in un trono in motivi geometrici ondulati, con sequenze di angeli e putti che sorreggono fiaccole, cornucopie e candelabri, e con al centro una nicchia con la statua originale della Santa Vergine del Ponte, rinvenuta nell’XI secolo presso il sottostante Ponte di Diocleziano. Questo altare è stato ritenuto il simbolo   dell’ab-bondanza  e  della ricchezza secolare della diocesi Frentana. La tela laterale di maggior interesse è di Giuseppangelo RONZI, del 1806: La regina di Saba e Re Salomone, mentre l’altra è del DIANO ? del 1701: Profeti Isaia e Daniele ?.

Il RONZI eseguì anche un’altra tela: Davide e Abigail, ma andò distrutta nell’incendio del 1933, e venne sostituita da una più modesta di Francesco De VINCENTIIS di Chieti. Le lunette di quest’ultima parte mostrano i profeti Ezechiele e Geremia, e le 4 Virrtù cardinali, del Ronzi e del Diano. Sulla parete destra dall’ingresso si trovano:

– Natività di Maria (1792-3) di DIANO, nella terza cappella, e nelle lunette i profeti Michea e Abdia

– Ultima Cena di Antonio SOLARO (1601)

– Natività di San Giovanni Battista di Donato TEODORO da Chieti, proveniente dalla chiesa di Santa Lucia, e nelle lunette di sono gli affreschi di San Gregorio I e un Dottore della Chiesa, di DIANO (1790-91).

La statua mostra la VERGINE in piedi, con aspetto severo, mentre sorregge il Bambino. Ha un mantello celeste, ed una sopraveste dorata che lascia trasparire la tunica purpurea. Il Bambino ha una veste color avorio, e con la mano destra è in atto di benedire, mentre con la sinistra sorregge un modellino di agnello. Entrambe le teste hanno una corona dorata con rubini incastonati. La Madonna del Ponte è sempre raffigurata in posizione eretta severa, con un ampio mantello, che spesso ricopre tutto il corpo, arti compresi, facendo spun-tare solo le teste della Vergine e del Bambino. La statua poggia su un ponte a 3 archi. Queste raffigurazioni, sia su pergamene, arazzi e metallo, sono conser-vate nel Museo diocesano di Lanciano.

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