La Rotonda di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più antichi di Mantova (fu eretta nell’XI secolo) e ubicata in piazza delle Erbe. L’anno 1083, anche se scritto sull’intonaco del XV secolo, potrebbe essere l’anno d’edificazione, o comunque della fine di un intervento che alcuni vogliono essere iniziato nel 1078. La Basilica di Sant’Andrea è la più grande chiesa di Mantova. Opera di Leon Battista ALBERTI. Nell’immagine in evidenza:


La tradizione la vuole edificata nel 1082 per desiderio di Matilde di Canossa, come evocazione della Anastasis (Resurrezione) di Gerusalemme, la rotonda costruita attorno al Santo Sepolcro, quindi idealmente collegabile alla reliquia del Sangue di Cristo ritrovato secoli prima a Mantova e ora conservato nella vicina cripta della basilica di Sant’Andrea. La chiesa, un esempio di arte romanica, è articolata su una pianta centrale, completata da un’abside semicircolare, ed è caratterizzata da una galleria superiore che conserva lacerti di affreschi dei secoli XI-XII (tra cui i resti di una figura con aureola e cinque angeli) che rappresentano un raro esempio di pittura romanico-lombarda, di chiara scuola bizantina. Al XIV secolo è invece databile il San Lorenzo dipinto nell’abside, attribuita a un pittore veronese. Più recenti sono invece i resti di affresco nella fascia che separa tra la galleria superiore e la galleria inferiore. Le dieci semicolonne che decorano l’esterno eguagliano il numero di colonne che, all’interno, dividono la navata da un deambulatorio con volte a crociera. Di queste colonne interne, le due della zona dell’abside sono in marmo, mentre le altre sono in cotto. Dieci sono anche le colonne delle aperture che consentono alla galleria superiore di affacciarsi sulla navata. Una delle colonne dell’abside è di epoca romana, mentre al IX secolo risalirebbero alcune delle lesene in malta che ornano i matronei. Dieci erano anche le colonne raffigurate nel ciclo di affreschi che un tempo decorava la fascia di separazione tra le due galleria.















La Basilica di Sant’Andrea è la più grande chiesa di Mantova. Opera di Leon Battista ALBERTI nello sviluppo dell’architettura rinasci-mentale, venne completata molti anni dopo la morte dell’architetto, con modi non sempre conformi ai progetti originali. Nella cripta si conservano due reliquiari con terra intrisa di sangue di Cristo, che avrebbe portato il soldato romano Longino. Proprio per questo fu sede dal 1608 dell’Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo.

Un primo edificio religioso preromanico dedicato a Sant’Andrea sorse nel 1046 per volere di Beatrice di Lotaringia, madre di Matilde di Canossa, in seguito alla scoperta della reliquia del Sangue di Cristo, avvenuta nell’804. L’oratorio, terminato nel 1055, sorse sulle rovine dell’Ospedale di Sant’Andrea e contiguo al monastero, edificato nel 1037. Con il secondo rinvenimento della reliquie venne costruita nel 1054 la cripta e nel 1057 la nuova chiesa. Unici resti attualmente visibili sono il campanile gotico e un lato del chiostro. La chiesa venne infine ristrutturata definitivamente a partire dal 1472, su progetto di Leon Battista Alberti su commissione del signore di Mantova Ludovico II Gonzaga, che voleva farne un simbolo del proprio potere sulla città e del prestigio della casata. Alberti creò il suo progetto ispirandosi al modello del tempio etrusco descritto da Marco Vitruvio Pollione, un edificio cioè con pronao anteriore a colonne ben distaccate e senza peristasi (è il colonnato porticato, solitamente quadrangolare, che circonda il naos, la cella centrale, nei templi greci e romani). La facciata è concepita sullo schema di un arco trionfale romano a un solo fornice tra setti murari, ispirato a modelli antichi come l’arco di Traiano ad Ancona e ancora più monumentale del precedente lavoro albertiano sulla facciata del Tempio Malatestiano. Lo schema dell’arco di trionfo è inserito o sovrapposto al tema formale del tempio classico che forma una sorta di avancorpo avanzato, rispetto al resto dell’edificio. Sotto l’arco venne a formarsi uno spesso atrio.

ALTRE CAPPELLE: – Cappella dell’Addolorata. Cappella di San Francesco. – Cappella del Crocifisso. -Cappella di Santo Stefano. Cappella di San Carlo Borromeo. – Cappella del Santissimo Sacramento. – Cappella “Cantelma“. – Cappella di San Luigi. – Cappella “Cattanea“. – Cappella di San Sebastiano. Cappella di Sant’Antonio. – Battistero. – Presso il pilastro destro di ingresso al presbiterio è stato ricollocato nel 2022, dopo il restauro il ”Padiglione per l’esposizione del Preziosissimo Sangue di Cristo” realizzato su commissione della duchessa Anna Isabella Gonzaga di Guastalla, probabilmente tra il 1675 circa e l’inizio del XVIII secolo, comunque prima del 1703.
Dall’atrio provengono i 4 medaglioni con Ascensione (scuola di Mantegna, con sinopia del maestro), i Santi Andrea e Longino (scuola di Mantegna), la Sacra Famiglia con i santi Elisabetta e Giovannino (Correggio) e la Deposizione (Correggio), oggi nel Museo diocesano.


Dopo: Cappella di San Giovanni Battista o “del Mantegna” Andrea MANTEGNA: ”Sacra Famiglia e famiglia del Battista”

Dopo: Cappella di San Silvestro o “del Santo Sepolcro” Lorenzo COSTA il Vecchio: ”Madonna in trono e santi” – 1525.





