La Cattedrale di San Pietro o Duomo, dedicata all’apostolo Pietro, è il luogo sacro più importante della città. Risale all’epoca paleocristiana, ma il suo aspetto odierno non è propriamente identico a quello originale: la chiesa infatti ha subito varie modifiche nel corso degli anni, arrivando a sfoggiare una combinazione di stili diversi: la facciata è in stile barocco, mentre il campanile è in stile romanico. Nell’immagine in evidenza: INTERNO:

Si consiglia di visitare gli interni, che vennero sostanzialmente ristrutturati nel 1500 da Giulio Romano, il quale prese spunto dalla Basilica di San Pietro a Roma. All’interno della chiesa sono custodite le spoglie dei più importanti membri della famiglia Gonzaga e di altri personaggi illustri. La cattedrale è situata sul lato nord della centralissima piazza Sordello, non lontano dal Palazzo Ducale e dalla basilica di Sant’Andrea. Dal 1940 è monumento nazionale. Di origine paleocristiana, distrutta da un incendio nell’894, fu rapidamente ricostruita in stile protoromanico. Ricostruita a partire dal 1132, la chiesa, inizialmente in stile romanico (di quest’epoca è ancora il campanile) fu terminata prima del 115. Il duomo venne riedificato dal 1395 al 1401 e sorge sulla chiesa romanica di San Pietro di cui si conservano solo alcune strutture murarie e il campanile. Ristrutturazioni sono state effettuate fino al XVIII secolo. Ovviamente il Duomo è una sovrapposizione di tre stili: la facciata tardo barocca, il fianco sinistro gotico, e il campanile romanico.

La Facciata è a salienti, con la parte centrale, in cui si aprono i tre portali, scandita da quattro paraste corinzie e sormontata da un frontone triangolare. Sul timpano sono collocate le statue raffiguranti San Celestino, San Pietro, San Paolo e Sant’Anselmo, mentre sui corpi laterali, sempre da sinistra a destra, quelle di Santa Speciosa, San Luigi Gonzaga, San Giovanni Bono e la Beata Osanna Andreasi.



La Cattedrale di San Pietro, dedicata all’apostolo Pietro, è il luogo sacro più importante della città. Risale all’epoca paleocristiana, ma il suo aspetto odierno non è propriamente identico a quello originale: la chiesa infatti ha subito varie modifiche nel corso degli anni, arrivando a sfoggiare una combinazione di stili diversi: la facciata è in stile barocco, mentre il campanile è in stile romanico. Vi consiglio di visitarne anche gli interni, che vennero sostanzialmente ristrutturati nel 1500 da Giulio Romano, il quale prese spunto dalla Basilica di San Pietro a Roma. All’interno della chiesa sono custodite le spoglie dei più importanti membri della famiglia Gonzaga e di altri personaggi illustri. La cattedrale è situata sul lato nord della centralissima piazza Sordello, non lontano dal Palazzo Ducale e dalla basilica di Sant’Andrea. Dal 1940 è monumento nazionale. Di origine paleocristiana, distrutta da un incendio nell’894, fu rapidamente rieretta in stile protoromanico. Ricostruita a partire dal 1132, la chiesa, inizialmente in stile romanico (di quest’epoca è ancora il campanile) fu terminata prima del 115. Il duomo venne riedificato dal 1395 al 1401 e sorge sulla chiesa romanica di San Pietro di cui si conservano solo alcune strutture murarie e il campanile. Ristrutturazioni sono state effettuate fino al XVIII secolo. Ovviamente il Duomo è una sovrapposizione di tre stili: la facciata tardo barocca, il fianco sinistro gotico, e il campanile romanico.

La facciata quattrocentesca del Duomo, Domenico Morone, “Cacciata dei Bonacolsi”, 1494 (Mantova, Palazzo Ducale).


A) Cappella dell’Incoronata; B) Sagrestia; C) Cappella del Santissimo Sacramento; D) Abside affrescata; E) Urna di sant’Anselmo; F) Battistero; G; sarcofago paleocristiano.



L’interno della cattedrale è a croce latina, con aula divisa in cinque navate da 4 file di colonne corinzie scanalate. Le due navate laterali esterne e la navata centrale sono coperte con un soffitto piano a cassettoni, le due navate laterali interne sono coperte con volte a botte. Lungo ciascuna delle due navate laterali esterne si apre una fila di cappelle laterali, i cui altari sono ornati da pale dei più importanti artisti del manierismo mantovano (le tele di Paolo Veronese e Giulio Campi, In realtà le cappelle non erano presenti nel progetto originario di Giulio Romano, in quanto ivi disegnò altre due navate. Nella navata di sinistra sono stati inseriti altari dedicati alla devozioni di alcuni santi. Il primo in sequenza dall’entrata del duomo, è l’altare di Sant’Agata, con dipinto di Ippolito Costa del 1552. In sequenza si susseguono gli altari dedicati a Santa Speciosa, a Santa Lucia e a San Pio X. Le pale d’altare presenti sono rispettivamente di Giovanni Battista Bertani, di Fermo Ghisoni, dipinta nel 1552, e di Alessandro Dal Prato (1909-2002). Sulla crociera, si eleva la cupola, con tamburo ottagonale e priva di lanterna, dipinta internamente con il Paradiso. L’altare maggiore è in marmi policromi ed è sormontato da un Crocifisso ligneo scolpito. Il braccio sinistro del transetto termina nella cappella del Santissimo Sacramento, che venne realizzata nel XVII secolo, decorata alla fine del XVII e legata al culto della reliquia del sangue di Cristo. Sempre sul lato sinistro è presente il santuario della Vergine Incoronata forse disegnato da Luca Fancelli attorno al 1480 e alla Sacrestia quattrocentesca la cui volta è decorata con medaglioni di scuola del Mantegna. Il primo altare nella navata di destra è dedicato a Sant’Eligio (588 -.660). La pala è opera di Giovanni Pietro Possenti (1618 – 1659), allievo del Guercino. Nella stessa navata di sinistra vi è un altare dedicato a San Luigi Gonzaga con una pala del pittore mantovano Ippolito Andreasi. Alle spalle dell’altare dei Santi francescani vi è una pala opera di Giovanni Battista Buratto (1731 – 1787) che raffigura i santi Francesco d’Assisi, Chiara e Antonio di Padova.




Opere d’arte:
– Un sarcofago paleocristiano, del IV-V secolo posizionato sul lato destro della chiesa tra la prima e la seconda cappella;
– Gli affreschi del battistero (inizi del XIV secolo);
– Cappella dell’Incoronata, di architettura simile alle idee di Leon Battista Alberti;
– Sacrestia (un tempo Cappella dei Voti), con la volta affrescata da un seguace di Andrea Mantegna;
– La Trinità con la Vergine e SAS. Giovanni tra gli angeli di Antonio Maria Viani, affresco, m². 180 circa, nel catino absidale;
– Santa Margherita (1552) di Domenico Brusasorci, dipinto su tela, cappella del Sacramento Sacramento;
– San Martino dona parte del mantello al povero (1552) di Paolo Farinati, dipinto su tela;
– Transito di San Giuseppe (1616) di Niccolò Ricciolini;
– San Domenico di Bernardino Malpizzi;
– Madonna d’Itria di Antonio Maria Viani;
– San Luigi Gonzaga di Ippolito Andreasi;
– Santa Speciosa di Giovan Battista Bertani;
– Vocazione degli apostoli Pietro e Andrea di Fermo Ghisoni da Caravaggio.











