Il Portogallo è un Paese dell’Europa Meridionale nella penisola iberica, al confine con la Spagna. La sua posizione sull’Oceano Atlantico ne ha influenzato molto la cultura: il baccalà e le sardine grigliate sono piatti nazionali, le spiagge dell’Algarve accolgono molti visitatori e gran parte dell’architettura del Paese risale al periodo tra il ‘500 e l’800, quando il Portogallo era un potente impero marittimo. Nell’immagine in evidenza: La spiaggia di Nazaré.

Il Santuario di Nostra Signora di Nazaré si trova a Sítio da Nazaré, un quartiere di Nazaré in Portogallo. All’interno, vi è l’immagine sacra di Nossa Senhora da Nazaré, una Vergine Nera, scolpita in legno, portata da Mérida in questo sito, nel 711. La storia di questa immagine è raccontata nella Leggenda di Nazaré. Il terzo santuario, quello attuale, è dove l’immagine sacra è attualmente venerata, fu fondato dal re Fernand I nel 1377. All’inizio del XVII secolo, iniziò ad essere ricostruito, con opere precedenti gradualmente eliminate, in più fasi, fino alla fine del XIX secolo, quando acquisì la sua forma attuale in cui nessun elemento risale alle sue origini medievali. La ricostruzione del tempio è iniziata con il lavoro del presbiterio, rivolto verso ovest, i corridoi e le stanze che lo circondano, di cui la sagrestia si distingue per le sue dimensioni e la sua posizione dietro il presbiterio. Il santuario sorge su una spaziosa terrazza, su un promontorio. L’accesso all’interno avviene tramite una scala semicircolare, che passa attraverso i portici. Su ciascun lato della facciata c’è un corpo di edifici a due piani. Una volta attraversato il portico, si entra nella chiesa con un’unica navata, a forma di croce latina, che misura 42 metri di lunghezza e 10 di larghezza. All’interno, vi sono 4 altari dorati, del 1756, e 2 pulpiti dello stesso periodo. All’ingresso, sostenuto da colonne doriche scanalate, l’alto coro si erge con un organo al centro. In ogni braccio del transetto c’è un altare, con le pareti coperte da piastrelle olandesi, che adornano le pareti dall’alto verso il basso come arazzi. Sul braccio destro, i pannelli descrivono scene della vita di Davide. A sinistra episodi della vita di Giuseppe, figlio Giacobbe.








(Dopo) BATALHA
Deve il suo nome ad una battaglia che si svolse nel 1383 nella piana di Aljubarro-ta 15 km a sud della città attuale fra Giovanni I designato successore al trono del Portogallo quale gran maestro dell’ordine militare di Avis appoggiato dai borghesi di Lisbona e il suo omonimo Giovanni I re di Castiglia che voleva impossessarsi del Portogallo. Vinse Giovanni I del Portogallo ponendo fine alla secolare lotta con i Castigliani e ottenendo il riconoscimento, anche se non definitivo, dell’indipendenza portoghese sotto la nuova dinastia d’Avis che regnerà nel paese nel periodo più glorioso del Portogallo soprattutto per i grandi viaggi dei navigatori portoghesi, fino al 1580.

MONASTERO o CONVENTO de Santa MARIA da VITORIA: fu edificato per volontà di Giovanni I, come segno di ringraziamento per la vittoria riportata nel 1385 contro Giovanni I di Castiglia nella battaglia di Aljubarrota, nei pressi del luogo dove si svolse la battaglia. Nel 1388 era già sede di un primo nucleo di frati domenicani. Costruito in stile gotico con parti in stile manuelino (o tardo gotico portoghese è lo stile sontuoso e composito fiorito in Portogallo. Nasce nel primo decennio del XVI secolo.

(Sopra): L’architettura maestosa del Monastero è realizzata in pietra bianca di Porto de Mós, diventata giallo ocra nel corso dei secoli. Il monastero è costruito in uno stile originale portoghese dato da un miscuglio di gotico flamboyant e gotico perpendicolare che trova pochi esempi in Europa. Come tutte le chiese rette dai domenicani, questa chiesa non ha un campanile. La facciata meridionale, prospiciente su di una grande piazza con la statua equestre del generale Nuno Álvares Pereira, è divisa in tre sezioni da contrafforti ed enormi pilastri: la Cappella del fondatore (Giovanni I), la parete laterale della navata destra ed il portale laterale. A destra della facciata, separata dal complesso, si trova la cappella incompiuta di forma ottagonale. Sul lato orientale, vicino al coro, sorge la sala capitolare. Il chiostro reale confina con la chiesa e la sala capitolare. La struttura continua poi nell’adiacente chiostro di Alfonso V mentre sul lato nord del complesso si erge il monumento al milite ignoto.

(Dopo) PORTALE: Esso mostra, nell’archivolto, un complesso di 78 statue, suddivise in sei ordini, di re dell’Antico Testamento, angeli, profeti e santi, ognuno sotto un baldacchino. Sulla strombatura, da entrambi i lati, sono gli apostoli che calpestano dei diavoli incatenati. Nel timpano, sotto un baldacchino, è posto Gesù Cristo in trono attorniato dai quattro evangelisti.

(Dopo) INTERNO: Il monastero di Batalha ebbe probabilmente il primo laboratorio in Portogallo per la costruzione di vetrate policrome. Quest’arte venne introdotta in Portogallo da alcuni artisti te-deschi provenienti dalla Franconia e da Norimberga. Le finestre più antiche risalgono al 1430, ma le finestre ogivali, in stile manuelino, del coro risalgono al 1530 circa. Esse rappresentano scene della vita di Cristo e Maria come la visitazione, l’epifania, la fuga in Egitto e la resurrezione di Cristo.

(Dopo) CAPPELLA del FONDATORE: dedicata a re Giovanni I, fu costruita tra il 1426 ed il 1434 dall’architetto Huguet su com-missione dello stesso re affinché dive-nisse il primo pantheon in Portogallo. Essa è una sintesi perfetta di gotico fiammeggiante (flamboyant) e di gotico perpendicolare inglese poiché la regina Filippa di Lancaster chiamò alcuni architetti dall’Inghilterra per collaborare con Huguet. La cappella ha pianta quadrata con un alto soffitto sormontato da una lanterna ottagona-le. Al centro della cappella sono le sontuose tombe di Giovanni I e della moglie Filippa di Lancaster. Le tombe dei quattro figli più giovani, compresa quella di Enrico il Navigatore, sono accostate alla parete sud della cappella. Le tombe della coppia reale sono sormontate da un baldacchino. Sul coperchio dei sarcofaghi sono incisi i motti dei sovrani: por bem (per il meglio) per il re e yl me plet (mi piace) per la regina.





Qui e dopo: CHIOSTRO REALE: Questo chiostro non faceva parte del progetto originale, esso venne costruito sotto la direzione dell’architetto Fernão de Évora fra il 1448 e il 1477. Le sue linee sobrie sono in stridente contrasto con il gotico flamboyant della chiesa. Le sculture in stile gotico comprendenti quadrifogli, fiordalisi, e rosette aggiunte nell’ambulacro superiore da Huguet, si combinano con lo stile manuelino delle arcate aggiunte successivamente da Mateus Fernandes. Due motivi differenti si alternano nelle decorazioni: la sfera armillare e la croce dell’Ordine di Cristo. Le colonnine che sostengono queste intricate arcate, sono decorate con motivi a spirale, sfere armillari fiori di loto, perle, conchiglie e frutta esotica.




(Dopo) FATIMA: è una città al centro del Portogallo sede del Santuario di Fátima, luogo di pellegrinaggio cattolico. La Cappellina delle apparizioni è il luogo in cui si dice che la Vergine Maria apparve nel 1917. Altri luoghi sacri comprendono la Basilica di Nostra Signora del Rosario, con gli angeli d’oro, e la moderna chiesa della Santissima Trinità. Il “Museu de Arte Sacra e Etnologia” espone reperti sacri.


Il Santuario di Fátima è un luogo di culto cattolico del Portogallo che si trova nel comune di Ourém. Sorge a Cova da Iria, nella frazione comunale di Fátima, sul luogo delle apparizioni di Maria, madre di Gesù, a tre giovani pastori nel 1917. Esso è venerato dai cattolici come uno dei più importanti luoghi del culto mariano. La basilica di Nostra Signora del Rosario, realizzata in stile neobarocco, è preceduta da un ampio piazzale e sorge al centro di un colonnato (200 colonne). Al di sopra del portale principale di ingresso si eleva la torre campanaria alta 65 metri. L’interno, decorato con gusto secentesco, è a navata unica con cappelle laterali sovrastate da ampi matronei. Ai lati dell’altare maggiore si venerano le tombe dei veggenti: Giacinta e Francesco Marto, beatificati da Giovanni Paolo II e canonizzati da Papa Francesco, e Lucia, morta nel 2005. L’organo a canne, costruito nel 2014-2015 dalla ditta Mascioni, è frutto del rifacimento di un precedente strumento realizzato nel 1952 dai Fratelli Ruffatti. La Statua di Nostra Signora di Fátima è custodita nella cappellina delle apparizioni, scolpita, dietro indicazioni di Lucia, dall’artista portoghese José Ferreira Thedim, nel 1920.








