Nunzio Sulprizio, nato a Pescosansonesco Vecchio nel 1817, morì in tenera età a Napoli nel 1836. Il 1º dicembre 1963 papa Paolo VI nel Concilio Vaticano II lo dichiarò beato, e da allora partì l’idea di edificazione di un nuovo santuario per Nunzio nel paese natale. Infatti una primitiva chiesa a lui dedicata esisteva appena fuori dal centro medievale, edificata nel 1890, intitolata a San Giovanni, terminata una decina di anni più tardi. La chiesa fu costruita presso la grotta di Riparossa dove sgorgava l’acqua del fiume dalla roccia, dove Nunzio si recava per pregare e trovare ristoro per la ferita al piede.


Nunzio Sulprizio, nato a Pescosansonesco Vecchio nel 1817, morì in tenera età a Napoli nel 1836.
Il 1º dicembre 1963 papa Paolo VI nel Concilio Vaticano II lo dichiarò beato, e da allora partì l’idea di edificazione di un nuovo santuario per Nunzio nel paese natale. Infatti una primitiva chiesa a lui dedicata esisteva appena fuori dal centro medievale, edificata nel 1890, intitolata a San Giovanni, terminata una decina di anni più tardi. La chiesa fu costruita presso la grotta di Riparossa dove sgorgava l’acqua del fiume dalla roccia, dove Nunzio si recava per pregare e trovare ristoro per la ferita al piede. La chiesa aveva uno stile rurale tra il neoclassico e il tardo gotico, influente nel periodo del revival, vedendo delle fotografie storiche. Nel 1928 l’edificio fu ampliato. Negli anni ’70 dopo la beatificazione iniziò a circolare l’idea di ricostruzione di un santuario più grande, con progetto dell’architetto Angelini. Dal 1979 al 1990 si protrassero i lavori di ricostruzione totale del santuario, con abbattimento del vecchio, demolito nel 1988; il nuovo santuario è stato consacrato nel 1990. La Chiesa si trova proprio all’ingresso del paese vecchio, accanto alla roccia della montagna della Fonte Riparossa, la quale è in parte inglobata dietro l’altare, come luogo sacro per eccellenza. La roccia montuosa genera le basi del santuario, facendo sfondo all’altare; l’aula è esagonale, lo spazio alto e imponente; esternamente l’edificio sembra estraniarsi dal contesto montano e antico del paese, perché di aspetto prevalentemente moderno. La facciata in cemento bianco ha una geometria rettangolare, stretta e lunga in cui si apre il loggiato d’ingresso, tripartito e sormontato da altrettante finestre rettangolari. Il fronte è concluso da un imponente mosaico policromo ideato da Guido VEROI, mostrante Gesù in trono con accanto san Nunzio, e i santi Giuseppe e Giovanni. I blocchi esterni dell’edificio formano un esagono a navata unica con l’asse perpendicolare al costone roccioso. Precede l’aula un pronao a quota inferiore; lo spazio centrale di fronte al presbiterio si eleva rispetto al resto dell’aula, quasi a voler ricordare la tipologia a saliente delle chiese a tre navate. Esattamente dietro l’altare costituito da una teca con la statua del santo dormiente, si trova la roccia con l’acqua miracolosa.


































