La piccola cappella privata risalente alla prima metà del XIX secolo, fatta costruire per volere di Michele Muzii, padre di Leopoldo e sindaco di Castellamare è tornata finalmente a nuova vita. La chiesa è tra le opere di pregio della Città di Pescara e anche un pezzo di valore della sua memoria storica e architettonica in quanto è la terza chiesa più antica dopo quella della Madonna dei Sette Dolori e la Chiesetta del Carmine che si trova all’interno della Questura di Pescara.







La piccola cappella privata risalente alla prima metà del XIX secolo, fatta costruire per volere di Michele Muzii, padre di Leopoldo e sindaco di Castellamare è tornata finalmente a nuova vita. La chiesa è tra le opere di pregio della Città di Pescara e anche un pezzo di valore della sua memoria storica e architettonica in quanto è la terza chiesa più antica dopo quella della Madonna dei Sette Dolori e la Chiesetta del Carmine che si trova all’interno della Questura di Pescara. I lavori di restauro hanno restituito alla città un piccolo ma prezioso gioiello e le opere d’arte in esso contenuto. In essa dovranno essere ricollocati statue e piedistalli lignei di pregio, oltre agli affreschi che risalgono a quasi due secoli fa. La piccola chiesa era la parrocchia dell’ex comune di Castellammare, eretta come cappella della villa familiare. La chiesa è sempre rimasta una piccola cappella, suffragata alla nuova parrocchia della Rgina della Pace, eretta alla fine dell’800, addossata al palazzo signorile. Nel corso degli anni è stato aperto il moderno viale Giovanni Bovio, ostruendo l’accesso originario alla piccola cappella, ingabbiata tra abitazioni moderne. Oltre al palazzo, dirimpetto alla chiesetta c’era un arco con orologio (nella pagina seguente), che scandiva il tempo di lavoro adiacente l’ex fabbrica di liquirizia e nella fornace Muzii. La chiesa ha un impianto rettangolare con la facciata neoclassica, scandita da coppie di paraste ioniche, Con il portale centrale architravato a timpano triangolare. Due piccoli campanili gemelli completano la sommità.













MIRACOLO dell’ACQUA, 12 Maggio 1893:
Una nuova e singolare leggenda contribuì a sviluppare la devozione verso la Ma-donna dei Sette Dolori: contro la siccità che imperversava sulle campagne della zona, i fedeli invocarono l’intercessione di Maria, la cui immagine fu portata in processione per alcuni giorni. Andarono anche al porto dove tutti insieme invocarono per intercessione della Madonna la pioggia per combattere la siccità. Il 12 maggio, mentre la processione si dirigeva verso il mare, piovve abbondan-temente, i raccolti furono salvi e i devoti videro nell’evento meteorologico un segno dell’intervento divino. Ogni anno, a ricordo dell’accaduto, il 12 maggio ricorre la celebrazione religiosa della “giornata del ringraziamento“. Poco tempo dopo tempo l’apparizione mariana, fu eretta una cappella con un altare su cui posero l’immagine. Vi eressero una cupola dove sistemarono una campana, che fu successivamente (1888) collocata sulla odierna torre campana-ria e precisamente nel finestrone rivolto verso il mare. Il 26 novembre 1665 (giorno in cui si tenne il primo battesimo) fu istituita dal vescovo Raffaele Esuberanzio la parrocchia con il titolo “Santa Maria dei Sette Dolori“. In seguito fu progettato e realizzato un nuovo e più grande santuario che, probabilmente, ha inglobato la primitiva e piccola cappella. L’attuale santuario venne consacrato ufficialmente il 30 maggio 1757 dal vescovo di Penne e Atri, monsignor Gennaro Perrelli.






