Il Giro delle Chiese

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CHIESA di San SILVESTRO Papa (PESCARA)

La chiesa di S. Silvestro Papa è situata sull’omoni-ma collina di Pescara, che segna il confine sud della città. L’edificio è uno dei più antichi della città, tracce della sua esistenza sarebbero anteriori al 1700. L’edificio attuale risale alla metà dell’800 quando sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione ed ampliamento.

Chiesa di San SILVESTRO PAPA (o Colle):

Inizialmente intitolata anche a San Giovanni Battista, era il nucleo centrale della vecchia villa feudale di San Silvestro. Fu un importante rifugio per molte persone durante gli anni del blocco di Pescara, durante la 2° guerra mondiale, e rappresentò un luogo di raccoglimento per gli sfollati di molte parti della città, dopo il primo bombardamento che sconvolse Pescara il 31 agosto 1943. E’ situata sull’omonima collina di Pescara, che segna il confine sud della città. L’edificio, sorta al posto di una chiesetta preesistente e più piccola, è uno dei più antichi della città, tracce della sua esistenza sarebbero anteriori al 1700. L’edificio attuale risale alla metà dell’800 quando sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione ed ampliamento. La facciata, a trabeazione orizzontale, intonacata è caratterizzata dallo sviluppo verticale dei due campanili in essa inglobati, scanditi da tre finestre rotonde per lato. L’interno si presenta con impianto a navata unica divisa in 3 campate da lesene di ordine ionico. L’unica volte a botte che caratterizza il sistema di copertura, interseca, in prossimità della campata centrale, una cupola a sezione ellittica. All’interno è presente un altare maggiore, con un affresco risalente al XVII secolo. Alla chiesa si accede attraverso una bussola d’ingresso posta in corrispondenza di un vestibolo sormontato da cantoria. Quest’ultima presenta un profilo curvilineo ed è sorretta da due colonne circolari. Un camminamento al di sopra della trabeazione percorre tutto il perimetro della chiesa. I pescaresi residenti a San Silvestro sono generalmente e molto legati alla chiesa, e la considerano un vero e proprio simbolo dell’intera comunità. La principale festa qui celebrata è dedicata a San Silvestro Papa, e si svolge durante l’ultima domenica di Agosto.

Chiesa di San SILVESTRO Papa

La Struttura è in muratura portante in mattoni pieni. La Copertura: Internamente la prima e l’ultima campata presentano volte a botte mentre la campata centrale è coperta da una cupola ribassata. Esternamente la copertura è a due falde su livelli differenti: infatti quella della campata centrale si trova ad una quota superiore rispetto alle altre. Il Pavimento è in marmo policromo e fascia centrale in marmo grigio. Elementi decorativi: L’interno è caratterizzato dall’alternanza cromatica tra il rosa chiaro delle pareti, il rosa-arancio della parete di fondo e il bianco degli elementi architettonici. Le lesene sono caratterizzate da capitelli ionici con ghirlanda, superiormente una modanatura percorre l’intero perimetro movimentando la superficie interna. L’altare maggiore, con rivestimento in marmo, presenta un affresco del XVII secolo raffigurante la Madonna. Torre campanaria:  I due campanili, inglobati nella facciata, sono suddivisi in 3 partiti al di sotto della trabeazione che conclude la facciata, ognuno contenente una finestra rotonda. Le torri proseguono al di sopra della trabeazione, incorniciate da lesene di ordine dorico che sorreggono un timpano triangolare e sono conclusi da una terminazione a bulbo.

La piccola chiesa rurale di San Silvestrino si trova nella frazione di San Silvestro, pro-seguendo lungo la strada che conduce a Chieti. Il tempio è un antico luogo di sepoltura fin dal 1823, epoca in cui era già esistente. Presenta una facciata intonacata a terminazione orizzontale, a vela rispetto alla retrostante copertura, sopra la quale si innalza il piccolo campanile a vela, anch’esso a terminazione orizzontale. Sulla destra è ubicato il locale della sagrestia. Facciata: la piccola chiesa presenta una facciata a terminazione orizzontale marcata da arcatelle, a vela rispetto alla retrostante copertura, sopra la quale si innalza il piccolo campanile a vela, anch’esso a terminazione orizzontale. Al centro il portale d’ingresso con sovrastante tettoia in legno. A destra la facciata continua senza interruzioni nel corpo della sagrestia. Pianta: ad aula unica rettangolare con presbiterio rialzato rispetto al resto dell’aula. 2 finestre centinate si aprono solamente sul fianco sinistro, in quanto sulla destra è collocato il locale della sagrestia. La Struttura è in muratura portante. Copertura: l’aula è coperta internamente da un soffitto piano ed esternamente da un tetto a due falde con manto in coppi e controcoppi. Il Pavimento è in marmittoni a fondo bianco e rosso sulla fascia centrale. Elementi decorativi: Internamente la chiesa è stata di recente tinteggiata con finitura ad effetto velato di colore giallo. Anche la facciata è rivestita di intonaco giallo ad eccezione del basamento in porfido. Il piccolo campanile a vela a terminazione orizzontale s’innalza sulla sinistra della facciata con un’unica apertura per l’alloggiamento della campana.

La chiesetta dedicata alla Beata Maria Vergine del Carmelo è poco conosciuta dai pescaresi in quanto situata all’interno dell’a-rea demaniale della Caserma Manfredo Fanti di Pescara, in via Pesaro 7. Il sito non è  liberamente accessibile per comprensibili motivi di sicurezza ed il tempietto sacro viene frequentato prevalentemente dal personale della Questura. La sua odierna collocazione, in un contesto paramilitare, proietta una tipologia di comunicazione sulle origini non aderente alla realtà. Una chiesa che ormai  si ritiene nata all’interno della Fortezza di Pescara e che nel tempo subisce modifiche architettoniche e mutamenti di destinazione d’uso in funzione dei poteri militari alter-natisi sul territorio. Dedicato alla Madonna del Carmine, il luogo sacro nel XVII sec. è l’unico esistente a nord del fiume Aterno. La condizione rimane fino al novembre del 1665, quando viene aperto sulla collina di Castellammare un nuovo punto di culto col nome di “Madonna dei Sette Dolori”.

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