LONDRA è la capitale dell’Inghilterra, della Gran Bretagna e del Regno Unito e si estende svariate chilometri lungo la valle del Tamigi, fino al suo ampio estuario. Nell’immagine in evidenza: Paolo UCCELLO: San Romano battle.


Nel lato settentrionale della piazza sono presenti tre busti di ammiragli. Quelli di John Jellicoe (di Sir Charles Wheeler) e di David Beatty (di William MacMillan) sono stati collocati in loco nel 1948 in concomitanza con l’apposizione delle due fontane. Nel 1967 anche Andrew Cunningham ha avuto una statua nella piazza. Nel lato sud della piazza si erge invece una statua equestre bronzea di Carlo I, prodotta da Hubert Le Sueur. Inaugurata nel 1633, l’opera venne poi spostata nel 1678, dov’è rimasta fino ad oggi. Di fronte alla National Gallery vi sono altre due statue: Giacomo II di Grinling Gibbons (a ovest del portico) e George Washington, in realtà replica di un lavoro di Jean-Antoine Houdon. Infine, nel XIX secolo erano presenti altre due statue, poi rimosse: La prima, raffigurante Edward Jenner (padre del vaccino e dell’immunizzazione) venne istituita nell’angolo sud-ovest della piazza. Realizzata da William Marshall Calder, l’opera mostra Jenner seduto su una sedia in una posa rilassata e distesa; dal 1862 è visibile nei Kensington Gardens; La seconda statua, scolpita da Hamo Thornycroft, è stata dedicata al generale Charles George Gordon. Eretta su un alto piedistallo di 18 metri nel 1888, venne poi rimossa nel 1943 per essere ricollocata sul Victoria Embankment dieci anni dopo.

La NATIONAL GALLERY di Londra, fondata nel 1824, è un museo che, nella sua sede di Trafalgar Square, ospita una ricca collezione composta da più di 2.300 dipinti di varie epoche e scuole dalla metà del XII secolo all’inizio del secolo scorso. La collezione appartiene al popolo britannico e l’ingresso alla collezione principale permanente è gratuito, anche se talvolta è richiesto il pagamento di un biglietto per accedere ad alcune mostre speciali. Inizialmente la collezione della National Gallery non era particolarmente prestigiosa; a differenza di musei come il Louvre di Parigi o del Museo del Prado di Madrid non ha avuto origine dalla nazionalizzazione di precedenti collezioni d’arte principesche o reali. Fu invece fondata quando il Governo del Regno Unito acquistò 38 dipinti dal banchiere John Julius Angerstein nel 1824. Dopo quella prima acquisizione il museo fu ampliato e migliorato soprattutto grazie all’opera dei suoi primi direttori e a donazioni da parte di privati, che a tutt’oggi rappresentano i due terzi della collezione. Col tempo la galleria ha raggiunto risultati straordinari, forte anche degli approfonditi studi inglesi nel campo della storia dell’arte: contando più di duemila opere esposte, ha il punto di forza nel possedere almeno un’opera di praticamente qualsiasi grande maestro europeo, dal medioevo al post-impressionismo, con una panoramica completa negli episodi salienti delle scuole italiana, fiamminga, olandese, spagnola, francese e, naturalmente, inglese. I vari contesti storico-artistici possono inoltre essere pienamente rievocati da una grande ricchezza di opere di maestri “minori” e di scuole locali.













FONTANE: Quando Trafalgar Square fu realizzata nel 1840, lo scopo principale delle fontane non era concentrato sul colpire attraverso l’aspetto estetico, quanto piuttosto per ridurre lo spazio aperto a disposizione. Quest’ultime venivano inizialmente alimentate da acqua pompata da un pozzo artesiano da un motore a vapore situato dietro la National Gallery. Alla fine del 1930 si è deciso di sostituire le vasche di pietra e la pompa. Le nuove fontane sono state in seguito costruite per un disegno di Sir Edwin Lutyens ad un costo di quasi 50.000 £; quelle vecchie vennero poi acquistate per una presentazione al governo canadese ed attualmente si trovano nelle città di Ottawa e Regina. Le fontane presenti sono state poste in memoria a Lord Jellicoe (lato occidentali) e Lord Beatty (lato orientale). Ulteriori lavori di restauro si sono resi necessari e sono stati ultimati solamente poco prima della fine di maggio del 2009. L’obsoleto sistema di pompaggio è stato rimpiazzato con un altro, più efficiente, in grado di spruzzare in aria un getto d’acqua di circa 24 metri (80 ft). Un nuovo sistema di illuminazione a LED è stato installato anche durante questo restauro per ridurre i costi di manutenzione dovuti all’incessan-te illuminazione. La nuova illuminazione è stata progettata in concomitanza con i Giochi della XXX Olimpiade, tenutisi proprio a Londra nel 2012, e per la prima volta nella storia le fontane saranno in grado di avere getti dalle molte combinazioni diverse di colori. Il nuovo sistema di illuminazione ha un fabbisogno energetico molto più basso.

L’Albert Memorial è un monumento situato a Londra, all’interno dei Kensington Gardens, che formano uno dei Parchi Reali della città. Si trova di fronte alla Royal Albert Hall. Fu commissionato dalla regina Vittoria del Regno Unito in memoria del suo consorte, il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, morto nel 1861 a causa di una febbre tifoide. Il monumento fu eseguito da Sir George Gilbert Scott secondo i canoni dell’architettura neogotica. Inaugurato nel 1882, il Memorial è formato da un baldacchino riccamente ornato che ospita una statua del principe Alberto (posta in quel luogo già nel 1875), rivolta verso sud. È attraversato da un fregio che rappresenta ben 169 volti riconoscibili di celebri architetti, scultori, pittori, poeti. Vi sono due gruppi di sculture allegoriche: le prime quattro rappresentano esempi di produzione economica ed industriale dell’epoca vittoriana (agricoltura, commercio, manifattura); le altre quattro invece rappresentano quattro continenti, l’Europa, l’Africa, l’Asia e le Americhe. Ogni gruppo scultoreo raffigurante un continente presenta un animale caratteristico del luogo: per l’Europa un toro, per l’Africa un cammello, per l’Asia un elefante indiano e per le Americhe un bisonte americano. Come detto, al centro dell’Albert Memorial si erge la statua del principe Alberto, ora ricoperta di foglie d’oro. Fino a tutti gli anni ottanta la statua era completamente ricoperta di vernice nera. Si dice che fosse stata colorata di proposito dagli inglesi per impedire che fosse riconosciuta dagli Zeppelin tedeschi, che bombardarono la città durante la Seconda guerra mondiale e che miravano ai punti strategici ma anche a quelli di maggior interesse artistico ed ai simboli cittadini. In ogni caso è certo che la statua si presentava colorata di nero anche a causa dell’inquinamento atmosferico, che con il passare del tempo ne aveva corroso il colore. Altro periodo molto importante di lavori di restauro è stato il 2006.





La Royal Albert Hall (o, per esteso, Royal Albert Hall of Arts and Sciences) è una sala da concerto di Londra, nell’esclusivo quartiere di South Kensington, in un’area nota anche come Albertopolis. La trafficata Kensigton Gore separa l’Albert Hall dall’Albert Memorial, un altro edificio in onore del principe Alberto, consorte della regina Vittoria del Regno Unito. La Royal Albert Hall fu concepita dal principe Alberto dopo la Great Exhibition di Londra del 1851. In seguito alla morte prematura del principe, un suo stretto collaboratore, Henry Cole, si incaricò di portare a compimento l’opera e, ispirandosi alla struttura degli anfiteatri romani, diede l’incarico al Royal Engineer Francis Fowke e, alla morte di quest’ultimo, a un altro ingegnere di corte, Henry Darracott Scott. Il 20 maggio del 1867 la regina Vittoria pose la prima pietra dell’opera che, originariamente ideata per accogliere 30.000 spettatori, per ragioni di ordine finanziario venne ridimensionata in modo da poterne contenere 7.000 oggi ridotti a circa 5.500 per motivi di sicurezza. Il complesso, costruito con circa 6 milioni di mattoni rossi e sormontato da un tetto a cupola di ferro e vetro, venne inaugurato dalla regina il 29 marzo 1871. Proprio la cupola causò subito fastidiosi fenomeni di riverbero; rimedi temporanei furono messi in atto fino alla sostituzione, nel 1949, della cupola di vetro con una di alluminio e di materiale fonoassorbente, e alla successiva installazione a fine anni sessanta di dischi acustici sospesi al soffitto che eliminano la sgradevole rifrazione. Al tempo dell’inaugurazione, l’organo ospitato nella costruzione risultava essere il più grande del mondo. Negli anni venti del secolo successivo, lo strumento andò incontro ad ampliamenti e migliorie tecniche, rimanendo per dimensioni il più grande del Paese.


PICCADYLLI CIRCUS: Costruita nel 1819 per collegare Regent Street con l’omonima Piccadilly (importante strada dello shopping) è diventata col passare degli anni uno dei principali punti di snodo del traffico cittadino. La sua posizione, nel cuore del West End londinese, e la vicinanza con importanti luoghi di interesse come i teatri di Shaftesbury Avenue o strade come Coventry Street e The Haymarket ricche di negozi e locali alla moda, hanno reso Piccadilly Circus un punto di ritrovo, nonché un’attrattiva turistica. Famosa per i display luminosi e le insegne a LED posizionate su un edificio posto al lato settentrionale della stessa e per la celebre Shaftesbury Memorial Fountain che rappresenta «l’Angelo della Carità Cristiana» (ma realizzata da Alfred Gilbert come “Anteros” anche se è nota ai più col nome di “Eros”), la piazza è circondata da vari edifici quali il London Pavilion (sede di numerosi negozi e del Trocadero) ed il Criterion Theatre. Inoltre direttamente sotto il perimetro della piazza c’è l’omonima stazione del-la metropolitana di Londra.
Al centro della piazza sorge la fontana disegnata nel 1893 da John Nash realizzata da Alfred Gilbert. Quest’opera è sormontata dalla statua di un arciere svestito, simboleggiante l’Angelo della Carità Cristiana. Il monumento rende omaggio al filantropo Lord di Shaftsbury che durante la sua vita contribuì all’abolizione del lavoro minori-le. La statua è diventata negli anni un’icona di Londra, uno dei più celebri quotidiani inglesi, L’Evening Standard, ne ha fatto il suo simbolo commerciale.

(Dopo): SOHO è un quartiere nel West End di Londra, parte della Città di Westminster. Ubicato a circa 900 metri a nord-ovest-nord di Charing Cross, Soho è noto per essere il . È uno dei quartieri più affollati sia di giorno che di notte, in particolare il venerdì notte. A Soho si trova una delle più famose e caratteristiche piazze di Londra: Piccadilly Circus.



