Fara San Martino è un comune italiano di 1.300 abitanti circa della provincia di Chieti. Fa parte della comunità montana della Maielletta. Il paese è conosciuto soprattutto per essere una delle capitali mondiali della pasta, prodotta nel Pastificio De Cecco (nell’immagine in evidenza) dal 1886 e dal Pastificio Del Verde.

Il Paese è meta turistica per la collocazione alle porte del parco nazionale della Maiella, con il borgo medievale situato proprio sotto la montagna, da cui si può accedere anche attraverso le gole di Fara, altro elemento di interesse per gli escursionisti. Fara è un termine di origine longobarda indicante un gruppo, costituito da famiglie e da individui imparentati, in cui era diviso il popolo. Lo stanziamento dei Longobardi avveniva per fare, veri e propri organismi politici-militari, il cui nome indicava anche il territorio abitato dal gruppo. Vi è inoltre la devozione longobarda a Santa Fara. Ne sono testimonianza i vari comuni che ancora oggi in Italia portano questo nome. L’antica tradizione ottocentesca nella produzione della pasta fu all’origine dello sviluppo industriale che ha interessato il piccolo centro pedemontano. I principali marchi che qui hanno avuto origine sono la Bioalimenta, il Pastificio Cav. Giuseppe Cocco, il Pastificio F.lli De Cecco e il Pastificio DelVerde, aziende leader nel settore. Il centro, in forte crescita economica, nell’inverno del 1943, in piena seconda guerra mondiale, si trovò in mano ai tedeschi, durante la ritirata presso la linea Gustav. Il borgo venne sfollato, costringendo la popolazione a rifugiarsi sulle montagne o nei paesi limitrofi, e molte abitazioni e fabbriche vennero minate, subendo molti danni. Negli anni del dopoguerra ci fu un massiccio calo demografico per l’emigrazione, nonostante la ricostruzione del pastificio De Cecco e la fondazione del pastificio Del Verde. Borgo di Terravecchia: parte più antica del centro storico, con il palazzo Di Cecco e la Chiesa della Santissima Annunziata. Posto in posizione elevata, risale al XIII secolo. L’accesso è inquadrato nella Porta del Sole (o Porta da Capo), rielaborata nel XVII secolo con la costruzione della chiesa dell’Annunziata. La porta ha una lunetta con raffigurazioni della Vergine tra Sant’Antonio e Sant’Emidio. In posizione opposta rispetto alla Porta del Sole, si apriva la Porta da Piedi, della quale non restano oggi tracce architettoniche. Data la sua collocazione tra l’insediamento e il fiume Verde, fu la prima via di accesso al borgo.





























