Il Giro delle Chiese

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MESSINA: DUOMO di San NICOLA di BARI – TAORMINA

Il DUOMO  è’ una chiesa medievale del XIII secolo,  dedicata a San Nicola di Bari situata lungo il corso Umberto nelle vicinanze di Porta Catania. Nell’immagine in evidenza: Paliotto.

La Facciata principale, caratterizzata da merlatura a corona, ospita il portale inserito fra le due monofore del Quattrocento con arco ogivale, in alto uno dei tre rosoni in pietra di Siracusa tipico dell’arte rinascimentale. Il Portale fu rimodulato nel 1636, per decisione dei Giurati del tempo come, risulta dalla lapide posta sopra, sulla quale si legge la seguente iscrizione: “D.O.M. Divo Nicolao templi Patrono Portam e phario lapide Franciscus Corvaja, Joseph Martianus, Antoninus Romanus, Thomas Corvaja, Urbis patres postere AN. DO. MDCXXXVI“. Sul retro si erge la torre a bastione sulla quale sono state collocate le campane nel 1750. Nella controfacciata troviamo: – Mausoleo di Antonio San Martino De Spuches, principe del Pardo e duca di Santo Stefano. – Mausoleo di Leonardo Sgroi Camiola Paternò Castello Faraone. – Acquasantiera manufatto, del XIII secolo,  marmoreo con fusto, capitello e conca.

PORTALE: Il portale principale nelle componenti d’epoca barocca è delimitato da due colonne scanalate in stile corinzio poggianti su alti plinti, sormontate da architrave con un timpano spezzato, che è ripetuto in proporzione anche sulla lapide dedicatoria intermedia, sopra i capitelli delle colonne fanno capolino le facce di due angeli. Di notevole pregio fu restaurato nel 1936.

NAVATA Destra. Il susseguirsi di mense marmoree senza sopraelevazione ospitano:

– Prima campata: Altare della Visitazione. Alla parete è collocato il dipinto raffigurante la Visitazione con San Gregorio e San Zaccaria in stile rinascimentale di Antonino Giuffrè del 1457, opera proveniente dalla chiesa del Varò. Nelle vicinane è collocato il Fonte battesimale in marmo venato rosso.

– Seconda campata: Alla parete è collocato Polittico di Antonello de Saliba del 1504. Opera composta da sei tavole inserite in un “retablo” o cornice lignea intarsiata attribuibile al fratello dell’artista Pietro o al padre Giovanni. Nel pannello centrale è raffigurata la Vergine Maria e Gesù fra San Girolamo e San Sebastiano. In alto, al centro, la Deposizione di Cristo, fra Sant’Agata e Santa Lucia, nella predella l’Ultima Cena riprodotta in 5 quadretti. Manufatto proveniente dall’ex chiesa di San Sebastiano, oggi ex chiesa Sant’Agostino.

– Terza campata: Altare della Vergine. Alla parete è collocato il dipinto raffigurante la Madonna non manufatta, opera dipinta su legno con motivi ornamentali in argento, già venerato presso la chiesa della Vergine Assunta in Cielo, tempio distrutto in epoca araba. Opera lungamente custodita presso la chiesa di Santa Maria dei Greci o della Madonna del Carmelo e convento dell’Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo. A lato è collocata una dedica e una preghiera alla Vergine datata gennaio 1693 da parte dei Giurati taorminesi per aver risparmiato la città dal terremoto del Val di Noto del 1693.

– Quarta campata: Ingresso laterale destro.

– Statua raffigurante la Vergine.

NAVATA Sinistra:

– Prima campata: alla parete è collocato il dipinto della Madonna con bambino del XVI secolo, opera rinascimentale realizzata da Alfonso Franco raffigurante Maria al centro della scena, protetta da San Giovanni Battista e Sant’Elia di Enna. Nella lunetta è riprodotta una Crocifissione. Nelle immediate adiacenze è collocato un busto di San Pio di Pietrelcina.

– Seconda campata: Altare di Sant’Agata. Sulla mensa è collocata la statua di Sant’Agata proveniente dalla distrutta chiesa di Sant’Agata del convento dell’Ordine dei predicatori di San Domenico, qui spostata in seguito ai bombardamenti del 9 luglio 1943. Il manufatto marmoreo del XVI secolo è attribuito a Martino MONTANINI. La famiglia Corvaja ne commissionò la realizzazione, come si evince dallo stemma “bandierato”. Il blasone si ritrova anche a palazzo Corvaja, sulla porta d’ingresso di palazzo Ciampoli e che viene identificato come lo stemma più antico di questa famiglia. Sepoltura di Marianna Bottari Cartella.

– Terza campata: alla parete è collocato il dipinto raffigurante l’Adorazione dei Magi, dipinto del XIII secolo.

Acquasantiera in marmo rosso di Taormina.

– Quarta campata: Ingresso laterale sinistro.

TRANSETTO:

– Absidiola destra: Cappella della Madonna delle Grazie. Altare con colonne, architrave, volute e targa intermedia. Manufatto ricostruito nel 1747 con il reimpiego delle strutture gotiche provenienti dalla demolizione di una cappella della chiesa di San Pietro. Sulla mensa è collocata la statua raffigurante la Madonna delle Grazie, con la veste ricca e piena di dettagli, le espressioni dei personaggi dolci, la fanno somigliare ad un’altra opera di bottega, quella della Madonna della Scala nel duomo di San Pietro Apostolo di Ucria. Committenti dell’opera la famiglia Grugno, nucleo originario dalla Catalogna e giunta in Sicilia nel 1347, lo stemma gentilizio raffigura le tre teste di cinghiale, si vede ai due lati alla base della statua. Sulla parete destra una edicola in stile rinascimentale ospita il viso di un Cristo Morto, sulla parete in alto un Crocifisso, nell’angolo su un piedistallo un Cristo Risorto. Nella parete sinistra è incastonato un tabernacolo di scuola gaginesca. Braccio destro: Altare di San Nicolò di Bari. Sulla parete campeggia il dipinto raffigurante San Nicola di Bari, opera di GAROFALO del 1653. Portale di Levante.

– Absidiola sinistra: Cappella del Santissimo Sacramento. Manufatto della fine del ‘600, in stile barocco con colonne dai capitelli ruotati. Braccio sinistro: Altare di San Pancrazio. Sulla parete campeggia il dipinto raffigurante San Pancrazio. Portale di Ponente. Monumento del canonico Giovanni Battista Marziani.

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