Numerose ed importanti sono le altre Chiese di Bucchianico come, ad esempio quella del Santo Patrono Urbano.







Chiesa di Sant’URBANO:
È stata costruita sul luogo ove sorgeva il monastero di Santa Maria Maggiore e Sant’Urbano. Dell’edificio primitivo si conservano gli archetti del presbiterio. Fu costruita tra il 1759 ed il 1783 dall’architetto Giuseppe Boltrini. All’interno sono conservate le reliquie di Sant’Urbano e di Sant’Aldemario. Interessante notare che la chiesa sia priva di facciata, il posto della facciata sul piazzale è interamente occupata dalla torre campanaria, rifatta nei primi del Novecento, seguendo però il progetto dell’antica torre, realizzata alla maniera abruzzese in posizione centrale, le cui co-eve realizzazioni del duomo di Guardiagrele, della chiesa di San Pietro ad Alba Fucens, fanno pensare che esistesse una convenzione comune di realizzare le grandi collegiate del XII-XIII secolo in questo stile. La torre ha il primo livello fasciato in finti blocchi di pietra, il resto è rive-stito in laterizio, a pianta quadrata, con una cuspide conica su tamburo ottagonale. La parte in via Sant’Urbano della chiesa è quella più antica, con un arco a tutto sesto di ingresso che si fondeva con le mura.














ALTRE CHIESE:
– Chiesa e convento di Santa Chiara. Sita appena fuori dal paese. Fu fondato nel 1252 ed abbandonato dalle clarisse nel 1563 mentre nel 1587 fu nuovamente occupato dai Minori osservanti. Attualmente è sede delle suore Figlie di San Camillo. La chiesa come si presenta oggi, è di ispirazione gesuitica, è ricavata nell’aula dalla precedente medievale, la facciata è in laterizio, a terminazione orizzontale, con il piccolo campanile a vela sulla destra; nel-l’altare maggiore si trovano delle tele del lancianese Federico Spoltore, mentre gli altari laterali sono decorati da pregevoli stucchi di tradizione lombarda.
-Nel chiostro vi sono gli affreschi raffiguranti la vita di Santa Chiara e dipinti da Tommaso Cascella: al centro del chiostro c’è la vera di pozzo realizzata dallo scultore Felice Giuliante. Di interesse anche il pozzo, opera pseudoromanica di Felicetto Giuliante.
– Chiesa dell’Assunta. Sorge nel cimitero comunale, sui ruderi del preesistente convento di Santo Spirito dei monaci Celestini del XIV secolo. La chiesa dell’Assunta fu costruita tra il 1876 ed il 1879 dall’architetto Santuccione.
La facciata è neoclassica. Attualmente è abbandonata e chiusa perché pericolante.
– La Calcara di San Camillo: è una piccola cappella posta appena fuori Bucchianico, dirigendosi nella Fondovalle Foro, per Fara Filiorum Petri (CH). Si tratta di un’edicoletta con facciata in mattoni, il portale di gusto classico, il tetto a doppia falda con un campanile a vela, sulla sinistra tra il muro e la quercia secolare si staglia una scalinata in mattoni, che collega la radura erbosa con la strada. La cappella fu realizzata cella benedettina, presso il fosso Santa Maria Maggiore, è di grande importanza per la storia della vita di San Camillo de Lellis, perché lui la scelse come fornace di mattoni per il cantiere edilizio del santuario di Bucchianico dell’ordine Camilliano. Nel 1600 Camillo si stava recando a Bucchianico per portare in porto i lavori di costruzione del santuario, sbagliando strada per il paese. La fornace è detta “calcara” perché cuoce i mattoni di calcare, che San Camillo condusse ogni volta sin sopra il paese sulla collina, durante l’edificazione del santuario con il convento dell’ordine. Dopo la morte di San Camillo, la fornace fu presa i consegna dai Camilliani di Bucchianico, e trasformata in un piccolo sacello religioso, dedicato a Santa Maria Maggiore.
– Chiesa di Sant’Antonio abate (sotto). Fu costruita nell’XI secolo posta più giù della chiesa di Sant’Urbano e, verosimilmente, annessa al monastero benedettino, prima della modifica nel XVIII-XIX secolo. Conserva i caratteri medievali originari. L’interno è ad aula rettangolare presenta un prostilo (E’ un termine architettonico che designa i templi che possiedono un portico di colonne sulla facciata e che non possiedono colonne esterne sui restanti lati. Questo stile si riscontra in particolare nei templi greci, etruschi e romani. Il n° di colonne esterne in un prostilo, in genere, non supera il n° di 4) con una colonna di mattoni scolpiti.



