La Basilica Santuario di Maria Santissima di Tindari o santuario di Tindari o santuario della Madonna Nera o primitiva cattedrale di Tindari si trova a Tindari, frazione di Patti, in provincia di Messina. Sorge sulla sommità del colle omonimo e domina i laghetti di Marinello inseriti nell’omonima riserva naturale. L’edificio attuale identifica e ricopre l’area ove è documentata la primitiva fortezza o castello di Tindari. L’ipotesi dell’esistenza della fortezza è supportata dalla presenza di merli o coronature nei preesistenti edifici di culto che rafforzano la tesi di antiche chiese ricavate in primitivi edifici fortificati. L’8 settembre 2018 viene elevato a Basilica minore da Papa Francesco.




Il Santuario ha una storia travagliata. Nel luglio 1544 l’assalto dell’armata corsara turco – ottomana capitanata dall’ammiraglio Khayr al-Din Barbarossa insidia la costa tirrenica siciliana: incendia la cattedrale di San Bartolomeo di Lipari, assedia l’abitato protetto dal castello di Santa Lucia del Mela, minaccia la cittadella fortificata di Milazzo, devasta la chiesa che è ricostruita tra il 1552 e il 1598. Il vescovo Giovanni Previtera fonda il santuario di Tindari. Costruisce e finanzia la cattedrale con gli edifici annessi, i cui lavori furono completati dopo la sua morte grazie alle donazioni della famiglia Previtera alla diocesi di Patti. Il Santuario è ampliato dal vescovo Giuseppe Pullano con la costruzione di una nuova chiesa più grande consacrata nel 1979. Come la Porziuncola di San Francesco a Santa Maria degli Angeli ad Assisi, o il santuario della Casa Santa della Madonna inglobata nella basilica-fortezza di Loreto, allo stesso modo dentro le mura degli edifici che attorniano il santuario di Tindari, nella parte esterna a ridosso del presbiterio, vi si trova l’originaria chiesa della MADONNA NERA, venendo a costituire dunque una sorta di chiesa nella chiesa, accessibile solo in determinati periodi dell’anno e in determinati orari giornalieri. Sulla cantoria in controfacciata, si trova il grande organo a canne, costruito da Giuseppe RUFFATTI nel 1978, con 78 registri su 5 manuali e pedale.
La festa del santuario e della Madonna del Tindari si svolge ogni anno tra il 7 e l’8 settembre, in occasione della festa liturgica della Natività della Vergine.

La facciata con la parte centrale costituita da un corpo avanzato si innalza sulla piazza antistante rivolta a occidente, la sopraelevazione costituisce lo sviluppo della torre campanaria. Le porte sono in bronzo, ai lati del portone centrale sono collocate, in apposite nicchie, le statue raffiguranti San Pietro e San Paolo. L’accesso al santuario è garantito da un atrio decorato da vetrate istoriate, in esse sono raffigurate le figure allegoriche delle virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza. Le virtù teologali sono riprodotte sui varchi d’accesso: Fede entrata sinistra, Carità varco cen-trale, Speranza ingresso destro.










(Dopo) Decorazioni del soffitto della Navata centrale












(Sopra) Le origini della statua bizantina della MADONNA NERA del Tindari sono legate ad una leggenda, secondo la quale la scultura, trasportata per mare, impedì alla nave di ripartire dopo che si era rifugiata nella baia di Tindari, presso i laghetti di Marinello, per sfuggire alla tempesta. I marinai, depositarono a terra via via il carico, pensando che fosse questo ad impedire il trasporto, e solo quando vi portarono anche la statua, la nave poté riprendere il mare. La statua è quindi portata sul colle soprastante, dentro una piccola chiesa che dovette in seguito essere più volte ampliata per accogliere i pellegrini, attratti dalla fama miracolosa del simulacro. La festa della Madonna nera del Tindari si svolge il 7 e 8 settembre.







