Cattedrale dei Santi Pietro e Donato: Imponente, capolavoro dell’architettura gotica in Toscana, domina la sommità del Poggio di San Pietro, caratterizzando tutte le vedute della città. Fu iniziata nel 1278. Nell’immagine in evidenza: Leggio.

La Cattedrale dei Santi PIETRO e DONATO è il principale luogo di culto cattoli-co della città di Arezzo. Ubicata sulla sommità del colle dove sorge la città, è posta sul sito di una chiesa paleocristiana e, probabilmente, nel luogo dove anticamente sorgeva l’acropoli cittadina. La prima cattedrale di Arezzo sorgeva sul vicino Colle del Pionta, sul luogo in cui era sepolto e venerato il santo martire Donato, decapitato nel 363, ma nel 1203 papa Innocenzo III ordinò di trasferirla entro le mura cittadine e fu scelta come nuova sede la chiesa benedettina di San Pietro Maggiore. Decisiva per la nascita del Duomo fu la visita di papa Gregorio X nel dicembre del 1275, che di ritorno dal Concilio di Lione morì ad Arezzo il 10 gennaio del 1276 lasciando alla città la somma di trentamila fiorini d’oro destinati alla costruzione di una nuova cattedrale. I lavori furono avviati nel 1278 e, più volte interrotti, terminarono nel 1511. Il duomo di Arezzo è ancora intitolato a San Donato e conserva sull’altare principale una pregevole arca marmorea trecentesca a lui dedicata dove è conservato il corpo del santo (la testa si conserva nel busto reliquario presso la Chiesa di Santa Maria della Pieve di Arezzo). La facciata fu costruita in arenaria tra il 1901 e il 1914 su disegno di Dante Viviani, in sostituzione di quella precedente del XV sec., rimasta incompiuta. In stile neogotico, presenta una ricca decorazione scultorea che venne realizzata da Giuseppe Cassioli, Enrico Quattrini e dallo stesso Dante Viviani. Il prospetto è a salienti e segue la suddivisione interna in tre navate, marcata da pilastri rettangolari poco sporgenti. In basso, si aprono i tre portali, ognuno dei quali è strombato e decorato da una lunetta scolpita a bassorilievo; solo il portale centrale presenta anche una ghimberga sormontata da 3 statue, cia-scuna con proprio baldacchino: in alto Gesù redentore e in basso San Donato (a sinistra) e il beato Gregorio (a destra). In corrispondenza della navata centrale si apre anche un rosone circolare. Il coronamento della facciata è caratterizzato da una decorazione ad archetti pensili. A metà del fianco destro si apre un ampio portale di gusto fiorentino (1319-1337), con due tronconi di colonne in porfido riutilizzate da un tempio pagano. La lunetta in terracotta, risalente al 1330, raffigura la Madonna col Bambino fra due angeli e san Donato e il beato Gregorio X ed è opera di Niccolò di Luca Spinelli.

Il CAMPANILE, di impronta neogotica, fu costruito nel 1857 ma terminata nel 1937. In principio fu realizzato unito alla cattedrale, ma le vibrazioni delle campane danneggiarono le vetrate ideate da Guillaume de Marcillat; successivamente fu spostata un po’ più lontano, ma una falda acquifera ne minò la stabilità; infine, fu edificato come struttura a sé stante (posizione attuale) e solo dopo fu unito alla cattedrale mediante la realizzazione degli appartamenti dei custodi del duomo. La Torre attuale è a pianta esagonale ed è suddivisa in 4 ordini sovrapposti da cornicioni; mentre quello inferiore è privo di aperture, i due mediani presentano su ciascun lato un’alta monofora ogivale. Il quarto ordine, insieme alla cuspide, è frutto del completamento del campanile, realizzato nel XX seco-lo, ed è decorato da rosoni circolari strombate con elaborate intelaiature lapidee.




LUNETTA DEL PORTALE Sx.

LUNETTA del PORTALE Dx




L’interno della cattedrale dei santi Pietro e Donato è a tre navate, ciascuna delle quali si articola in sei campate coperte con volta a crociera, ed è privo di transetto; i tre ambienti del piedicroce sono divisi fra di loro da grandi arcate a tutto sesto poggianti su pilastri polistili con i capitelli scolpiti. La navata centrale è illuminata da rosoni circolari in controfacciata e lungo la parete di destra (i rosoni della parete di sinistra sono murati). Il rosone della facciata è opera di Guillaume de Marcillat, che lo realizzò nel 1518, e raffigura la Pentecoste. Con un diametro di 3,5 metri, venne commissionato dall’Opera del Duomo, il cui nome è presente nella parte inferiore della vetrata. Nella raffigurazione, si vedono gli Apostoli seduti in cerchio con al centro la Madonna affiancata da due angeli; in alto, vi è la colomba dello Spirito Santo. Di Guillaume de Marcillat e Salvi Castellucci sono anche gli affreschi che adornano la parte superiore delle pareti della navata centrale e le volte di quest’ultima. A ridosso dei pilastri tra la terza e la quarta campata, si trovano due pulpiti marmorei rinascimentali decorati con bassorilievi.
ABSIDE: La navata centrale termina con una grande abside poligonale, costruita nel XIII secolo. Essa è illuminata da tre alte bifore chiuse da vetrate policrome, ricostruite dopo che quelle originarie andarono perdute durante la seconda guerra mondiale a causa dello spostamento d’aria provocato da una bomba. La vetrata centrale raffigura Maria Assunta in Cielo fra Santi, mentre quelle laterali alcuni Santi. Al centro dell’abside si trova l’altare maggiore, precedente il 1289, decorato su tre lati da archetti a sesto acuto sorretti da colonnine. Alle sue spalle trova luogo l’Arca di san Donato, straordinaria opera marmorea documentata nel 1362 ma eseguita precedentemente in fasi diverse. Fu realizzata in memoria di San Donato vescovo, martire morto ad Arezzo nel 363 e patrono della città. Il corpo di S.Donato è conservato nell’arca della cattedrale aretina, mentre la testa si conserva nel busto reliquario delle pieve di Arezzo. L’urna di marmo è sorretta da dodici pilastrini terminanti in guglie e pinnacoli gotici, alla cui realizzazione parteciparono artisti senesi, fiorentini e aretini nel corso del XIV secolo. La fascia più bassa è di Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura (prima metà del Trecento), mentre gran parte della fascia superiore, con la grande pala marmorea, un tempo anche dipinta, raffigurante al centro la Madonna con il Bambino, è di Giovanni di Francesco e Betto di Francesco, che vi lavorarono nella seconda metà del XIV secolo. La parte posteriore dell’arca, sostenuta da sei colonne corinzie, è decorata con le Scene della vita di San Donato. Il coro ligneo della cappella maggiore, disegnato da Giorgio Vasari nel 1554, è stato rimosso nel 2012 in occasione della realizzazione della nuova area presbiterale. Le tracce di affreschi nell’abside sono retaggi della primitiva struttura duecentesca della chiesa.
























