La Facciata conserva elementi architettonici eterogenei dall’età federiciana sino all’intervento di restauro effettuato nel 1312, quando si realizzò il rosone (scuola lancianese del PETRINI), con l’agnello crucifero e i simboli degli evangelisti. L’immagine in evidenza è una delle decorazioni del soffitto della Navata centrale.

Cattedrale di San LEUCIO: (IX secolo): La Facciata conserva elementi architettonici eterogenei dall’età federiciana sino all’intervento di restauro effettuato nel 1312, quando si realizzò il rosone (scuola lancianese del PETRINI), con l’agnello crucifero e i simboli degli evangelisti. L’INTERNO: Durante i lavori del XVIII secolo, che modificarono anche la facciata con elementi barocchi successivamente eliminati con il restauro del 1935, le 3 navate furono portate alle attuali 5. All’interno vi sono numerosi elementi di interesse artistico:
– Il PULPITO in noce scolpito, – Il CORO ligneo barocco, – La CATTEDRA prepositurale, – La Cassa dell’ORGANO del XVIII secolo, – Alcuni MESSALI del 1400-1500, – Un LIBRO corale, – Una CROCE Capitolare in argento del XIV secolo, – Un CROCIFISSO di scuola napoletana, – Un OSTENSORIO di Nicola GALLUCCI da Guardiagrele, – Un BUSTO d’argento di San LEUCIO.

ESTERNO: A causa dei diversi accrescimenti subiti nel corso del tempo, la facciata, con la sua disorganicità, non rivela la reale articolazione interna in quanto interessa solo la navata centrale e le prime due laterali. Le navate più esterne sono invece inglobate nelle costruzioni adiacenti. Due pronunciate rampe di accesso, realizzate nel 1935 con colonnine degne di nota per il loro disegno asimmetrico dallo scultore Felice Giuliante, congiungono la superficie stradale con i tre Portali. Di questi ultimi, tutti a sesto acuto, solo quello centrale è strombato e presenta una decorazione più ricca. I conci disposti a sesto acuto del portale centrale sono contenuti entro una cornice poligonale. In asse con il portale, proseguendo verso l’alto, si trova una nicchia contenente una statua di San Leucio, che a sua volta è affiancata da altre due per lato nelle quali sono celati i simboli degli evangelisti. La cortina muraria in laterizio della facciata è sezionata orizzontalmente da una cornice, sopra il quale il settore della navata centrale mostra una fattura in opus spicatum (a spina di pesce o a spiga di grano) ed è delineato lateralmente da due lesene in pietra e da una cornice a spiovente sulla sommità. Il Rsone è sormontato da una piccola edicola contenente la scultura dell’agnello crocifero ed è racchiuso entro un archivo-lto che poggia su leoni stilofori. Il traforo è composto da colonnine tortili radiali dalla quale sono impostati due giri contrapposti di archetti trilobati.





INTERNO (a 5 navate): L’ambiente interno, alquanto ampio in larghezza ma piuttosto ridotto in lunghezza, è interamente rivestito di decori tardo-barocchi dalla tonalità rosso-bruno, oro, beige e grigio, imitando le vene naturali del marmo. Alle pareti laterali è addossata una serie di tredici altari in marmo, sopra il quale sono apposti quadri ad olio con figure di santi, molti dei quali ex voto. Nella navata centrale campeggia un Pulpito riccamente intagliato in noce massiccia, un altrettanto decorato coro ligneo, una cattedra prepositurale e la cassa dell’organo, opere dei fratelli Mascio di Atessa e risalenti al XVIII secolo. Lo scranno centrale è sovrastato da una tela di Ludovico Teodoro raffigurante San Leucio, datata 1779. Gli affreschi che decorano la volta sono opera di Teodoro Trentino e dell’atessano Ferri, riconducibili al XVIII e XIX secolo. Sono presenti poi un crocifisso ligneo di scuola napoletana datato 1750, una statua rinascimentale in terracotta raffigurante forse San Giuseppe e, presso la sacrestia, una costola fossile del mitico “dragone“, in realtà appartenente ad un mammifero di grossa taglia, probabil-mente donato alla chiesa come ex voto in epoca medioevale. Il cosiddetto “tesoro” della chiesa di San Leucio è costituito da opere di oreficeria, materiale archivistico, un ricco cor-redo di paramenti, statue, arredi, candelabri e tessuti ricamati, messi insieme dalla devozione dei fedeli locali e dalle scelte amministrative del clero. Spiccano in particolare l’ostensorio in argento dorato di Nicola da Guardiagrele del 1418, lavorato a cesello e bulino e con smalti e lavorazioni in filigrana, su cui sono rappresentate varie figure che culminano con San Michele che brandisce la spada. Sono poi da ricordare la croce processionale anch’essa attribuita a Nicola da Guardiagrele, il busto di San Leucio in argento dorato, fuso a Ro-ma nel 1731 ma terminato solo nel 1857 e i messali miniati del XV e XVI secolo, a cui si aggiungono libri corali, pergamene, calici, croci, reliquiari e gioielli donati da privati come ex voto per la grazia ricevuta.











CAPPELLA del SS. SACRAMENTO: Altare in marmo del 1902. Nella nicchia centrale statua in cartapesta del sacro Cuore di Gesù di Luigi Guacci – Lecce 1910. Nella nicchia a destra statua in cartapesta di san Martino di Tours. Nella nicchia a sinistra statua in legno, vestita, della Vergine Immacolata, Nicola Gallucci – 1851.








