PESCASSEROLI: La cittadina è ubicata in una conca a quota 1 167 m s.l.m., nel cuore dei monti Marsicani a ovest del monte Marsicano (2 253 m s.l.m.) e a est dello spartiacque appen-ninico. È il comune principale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in cui ha sede la direzione amministrativa centrale. Sul monte delle Vitelle (noto come monte Coste delle Vitelle, 1966 m. s.l.m.) ha sede l’omonima stazione sciistica. L’immagine in evidenza è sull’Altare della Cappella dell’Addolorata.






Pescasseroli è conosciuta come stazione climatica, luogo di villeggiatura sia estiva che invernale, e come principale centro del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il parco nazionale venne inaugurato, con solenne cerimonia, proprio a Pescasse-roli. Il 9 settembre 1922, presso la fontana di San Rocco (all’ingresso del paese, venendo da Bisegna e Gioia dei Marsi), fu svelata la seguente iscrizione lapidea: “Il Parco nazionale d’Abruzzo sorto per la protezione delle silvane bellezze e dei tesori della natura qui inaugurato il IX Settembre MCMXXII“. Di particolare interesse il “Parco Faunistico” con annesso centro visite dove vengono ospitati animali trovati feriti o che presentano problematiche che non consentono la loro sopravvivenza allo stato selvatico. Non è difficile trovare esemplari di orso bruno marsicano, lupi appenninici, capri-oli e poiane. Nel “Giardino appenninico” si trovano la flora appenninica e le più disparate specie vegetali tipiche degli ambienti del Parco nazionale. Scoiattoli, picchi, cince, rampichini e fringuelli popolano il giardino. La precipitazione delle acque del torrente Scerta nelle rocce sottostanti da luogo alla cascata delle Ninfe e quella delle Tre Cannelle nel contesto della riserva na-turale integrale della Camosciara.



CASTEL MANCINO: Ci troviamo ai margini di Pescasseroli, la “capitale” dell’Alta Valle del Sangro. Il nome di Pescasseroli è legato ad una leggenda secondo la quale un giovane eroe di nome Serolo, partito per le crociate, si innamorò di una fanciulla di nome Pesca, la quale, separata dal giovane da varie vicende, lo cercò ovunque nella zona, fino a Castel Mancino, dove però fu uccisa dal feroce barone del castello, padre di Serolo. Il giovane morì di dolore e sulla sua tomba fu costruita Pescasseroli. Per iniziare il percorso, da Corso Plistia si imbocca Via Castello e la si percorre per 350 m; sulla destra si prende il sentiero B3 che conduce, attraverso un bosco di conifere (pini neri introdotti da un rimboschimento artificiale), alle rovine di Castel Mancino (vi si accede dopo 20-30 minuti di cammino). Lungo il tragitto non è raro avvistare scoiattoli e picchi. La fortificazione è un castello-recinto, con mura perimetrali, una torre più grande (mastio), e tre torri minori. Il castello fu costruito nel IX-X secolo con l’intento di difendere la popolazione dal-le incursioni di Saraceni e Ungari. Battaglie e terremoti hanno portato a successive ristrutturazioni fino al definitivo abbandono. Il sito si trova sul rilievo che domina la conca di Pescasseroli, tra i 1275 e 1332 m sul livello del mare. Da qui possiamo godere di belle vedute del paese e dei monti circostanti.





La Fontana di S. Rocco (o Fontana degli ORSI), situata a ridosso del paese lungo la SR 83 in direzione Marsica, è così chiamata per la vicinanza della omonima chiesetta oggi scomparsa. E’ una fontana a muro, composta da un corpo di pietra, liscia e squadrata, addos-sato ad una parete a terminazione orizzontale in conci di pietra sbozzati, con fini-tura rustica. Sul lato sinistro una lunga e bassa vasca funge da abbeveratoio. La fontana si articola in due parallelepipedi: uno inferiore, coperto da una lastra di pietra con fori per la raccolta dell’acqua, e uno superiore, più arretrato, sul qua-le risaltano due teste di orso in bronzo dalle quali sgorga l’acqua, perciò essa è de-nominata anche “Fontana degli Orsi”. L’elemento, concluso da una decorazione a dentelli con cornice e attico superiore, si trova sotto una parete rocciosa in cui è incisa la scritta:
PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO SORTO PER LA PROTEZIONE DELLE SILVANE BELLEZZE E DEI TESORI DELLA NATURA QUI INAUGURATO IL IX SETT. MCMXXII.
Sulla destra del corpo centrale della fontana è posta anche una vaschetta a men-sola, con bordo a toro, che raccoglie l’acqua da una cannella inserita nella bocca di una testa leonina di pietra. In alto al di sopra della fontanella, si staglia una cro-ce di ferro posta su di una roccia in cui è incisa l’iscrizione:
MISSIONE P. P. REDENTORISTI ANNO GIUBILARE 1934 – O CRUX AVE SPES UNICA.






La Chiesa dell’Addolorata si presenta come una monoaula rettangolare con campanile esterno situato sul lato dx guardando la facciata; si accede al campanile dall’interno della chiesa. Nella facciata principale estremamente semplice e rifinita con intonaco bianco, si aprono: la porta di accesso decorata con una cornice il pietra di semplice fattura ed in alto due finestre quadrate. Nella facciata laterale semplice ed anch’essa intonacata si apre una porta con iscrizione posta sull’architrave. In alto si aprono due finestre con arco a tutto sesto. L’interno della chiesa, barocco, mostra un ricco soffitto a cassettoni con stucchi dorati ed un coro con organo a ridosso della facciata principale. Alle pareti si evidenziano lesene arricchite da stucchi. L’altar maggiore è decorato da un bassorilievo moderno, sul lato destro entrando si evidenzia un altare barocco di buona fattura inserito fra due rientranze murarie.
STRUTTURA DELL’EX CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI (CHIESA dell’ADDOLORATA):
– Pianta: La disposizione interna vede una struttura a navata unica con un soffitto a volte. Sullo sfondo è pre-sente la zona presbiteriale rialzata di un gradino rispetto al piano di calpestio. Nella zona presbiteriale è presente l’altare maggiore in stile barocco e tardo barocco.
– La facciata della chiesa è in stile tardo barocco ed è composta da un profilo a capanna, delimitato ai lati da due colonne e nella parte altra da una cornice, che fa risaltare il suddetto profilo. Al centro della facciata troviamo nella parte bassa un portale in pietra, mentre nella parte alta da un rosone semicircolare.
– Al livello decorativo la chiesa presenta colori bianchi e rosa, con numerosi stuccature e rilievi baroccheggianti ai lati. Infine si osserva un piccolo balconcino interno con eleganti rilievi in stile tardo barocco. La chiesa conserva le spoglie di alcuni membri della famiglia Sipari. La copertura è fatta nell’interno della chiesa con volte poste al di sopra di esso, dove troviamo la doppia falda a coppi.






La piccola chiesa di Santa Lucia, risalente al XVII secolo, è ubicata nella periferia del comune di Pescasseroli. All’interno è presente una navata unica a forma rettangolare con capriate lignee a vista. Le pareti risultano in pietra a faccia vista nella parte bassa e intonacate di colore bianco in quella alta. La facciata principale è un corpo simmetrico con sommità curvilinea sulla quale è stato realizzato un piccolo campanile a vela, delimitata da due pararaste in pietra e divisa da una cornice orizzontale. Il sistema delle bucature è costituito dal solo portone d’ingresso con portale in pietra in asse centrale della facciata con al di sopra una piccola nicchia con la statuetta della Santa.
La Pianta è rettangolare ad andamento longitudinale disegna una navata unica.
La Struttura è in muratura portante in pietrame sui poggia il tetto co-stituito da capriate lignee a vista.
La Copertura è a tetto a due falde rivestito in coppi.
Il Pavimento è in piastrelle di travertino grezzo.

La chiesetta di Monte Tranquillo pare esista già fin dal XII secolo. Fu una delle prime e poche chiese ad essere in possesso, proprio al suo fianco, di una costruzione, chiamata hospitale adibita appunto all’ospitalità. In realtà, in principio venne utilizzata come mero luogo di accoglienza per i vian-danti che percorrevano le strade di Monte Tranquillo, vicino a Pescasseroli, il che non significa che non fosse di grande importanza per questi pellegrini, dato che una volta giunti qui potevano gioire di un tetto sopra la propria testa durante il riposo notturno. In seguito questa foresteria, se così possiamo chiamarla, nel 1644 divenne un ve-ro e proprio hospitale, e di ciò si è a conoscenza grazie alle testimonianze di do-cumenti che provano diverse donazioni effettuate in favore dell’hospitale di Monte Tranquillo che testimoniano benefici ricevuti da più persone. Inoltre anche diverse targhe ai lati della chiesa stanno ad indicare l’esistenza di questo hospitale fin da alcuni secoli fa. L’edificio danneggiato gravemente durante la guerra, venne ricostruito dagli abitanti di Pescasseroli nel 1956. Ora esso è meta di pellegrinaggio in particolare nel giorno in cui si venera la Madonnina Nera.





