Il Giro delle Chiese

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MuNDA – MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO (AQ)

Il Museo nazionale d’Abruzzo  è un museo statale italiano con sede all’Aquila. Storicamente ospitato nelle 41 sale del Forte spagnolo sin dall’apertura nel 1951, in seguito ai danni subiti dalla struttura durante il terremoto dell’Aquila del 2009 la collezione principale è stata spostata e resa nuovamente accessibile nei locali dell’ex mattatoio.  Il complesso è situato a Borgo Rivera, adiacente alle mura dell’Aquila, tra le porte Rivera e della Stazione. Nei pressi è presente la fontana delle 99 cannelle e la chiesa di San Vito alla Rivera. Il Museo si articola su 6 sale.

Il Museo nazionale d’Abruzzo (abbreviato in MuNDA dal 2015) è un museo statale italiano con sede all’Aquila. Storicamente ospitato nelle 41 sale del Forte spagnolo sin dall’apertura nel 1951, in seguito ai danni subiti dalla struttura durante il terremoto dell’Aquila del 2009 la collezione principale è stata spostata e resa nuovamente accessibile nei locali dell’ex mattatoio.  Il complesso è situato a Borgo Rivera, in uno dei quartieri più antichi della città, adiacente alle mura dell’Aquila, precisa-mente tra le porte Rivera e della Stazione. L’area è caratterizzata dalla presenza della fontana delle 99 cannelle e della chiesa di San Vito alla Rivera. Occupa una superficie di oltre 4.000 m², di cui circa la metà recuperati e accessibili al pubblico, ed è formato da un edificio principale (sede della collezione del museo nazionale d’Abruzzo) che si articola su 6 sale all’interno di 5 aree espositive.

– Sala 1 Archeologia d’Abruzzo:

La prima delle sale della mostra è dedicata all’archeologia, con reperti di testimonianze delle civiltà italiche, e in particolare dei Vestini e dei Sabini. Ci sono molti pezzi provenienti da Amiternum, l’antica città sabina presso contrada San Vittorino. Alcune opere derivano dalle collezioni del Castello (provenienti dagli scavi di Aveia (Fossa) e Peltuinum (Prata d’Ansidonia), importanti reperti sono il “Calendario Amiternino“ che riporta le feste liturgiche annuali della città del 20 d.C., e rilievi in pietra raffiguranti un combattimento di gladiatori (I secolo a.C.) e una cerimonia funebre di un patrizio amiternino, del I secolo d.C.; di interesse anche un coperchio di un vaso in pietra, con l’impugnatura a forma di serpente attorcigliato a spirale.

Sala 2 le Madonne

È il tema della seconda sala, che contiene al suo interno una delle maggiori novità dell’esposizione: una scultura di Madonna con Bambino, attribuita al maestro della Santa Caterina GUALINO, scultura “sorella” di una già conservata al Castello che, a differenza di quella appena acquisita dalla Soprintendenza, aveva perso completamente la policromia. I visitatori dunque potranno vedere a confronto le due Madonne. Alcune rare preziose icone dipinte duecentesche (Madonna de Ambro, Madonna di Sivignano, Madonna di Montereale), e numerose sculture in legno vi si trovano; maestose e sacrali quelle di cultura romanico-bizantina, risalenti al 1100-1200 come la Madonna di Lettopalena, la Madonna di Concanelle; slanciate e flessuose sono quelle trecentesche, che rivelano nella dolcezza del volto e nella raffinatezza delle linee la spiritualità e la grazia della nuova arte gotica, come la Madonna di Fossa e la Madonna di San Silvestro.

Sala 3 – 4 Età Angioina – Età tardo Gotica e Rinascimento:

La sezione comprende rappresentazioni più naturalistiche della Madonna, con finezza ed eleganza eccezionali. Tra queste quella della chiesa di San Silvestro. Nella sala successiva sono mostrate le opere di esordio di Andrea De LITIO, ma anche è presente l’importanza del famoso Trittico di Beffi, il San Sebastiano di Silvestro dell’AQUILA, opere di Giovanni di BIASUCCIO, diversi polittici, tra cui quello di Pianella della chiesa di Santa Maria Maggiore.

La sala 3 si apre con le pitture su fondo d’oro zecchino, tra esse il Trittico di Beffi del 1410-15, attribuiti al teramano Leonardo di SABINO; testimonianze del primo Rinascimento abruzzese sono i dipinti del De LITIO e le sculture lignee di Giovanni di BIASUCCIO e Silvestro di GIACOMO da Sulmona (il San Sebastiano) del 1478 tra i più famosi). Tra i dipinti di soggetto e committenza francescana nella sala, spicca il polittico della Vita di San Giovanni da Capestrano (1480) di Giovanni di BARTOLOMEO, cui si attribuisce anche il dipinto delle Stimmate di San Francesco.

Sala 5 – 6 i Francescani – Opere del Barocco aquilano:

Una delle sale è completamente dedicata al messaggio di San Francesco, con i ritratti di San Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano, il polittico. Di grande importanza è un gruppo di terracotta al centro della stanza composto dalla Madonna col Bambino della basilica di Collemaggio e dal presepe proveniente dalla chiesa di Santa Maria del Ponte a Tione.

Nella prima sala emerge la personalità aquilana di Saturnino GATTI, recentemente riconosciuto tra le figure di primo piano del Rinascimento centro-meridionale italiano. Il museo espone la Madonna degli Angeli (1505), la Madonna del Rosario (1511) e diverse sculture in terracotta (il Presepe di Tione degli Abruzzi, il Sant’Antonio Abate del 1512), salvate dal terremoto del 2009 e restaurate.

L’ultima sala è dedicata alle tele di Giacinto BRANDI e ai capolavori della collezione Cappelli. Questa sala è decorata dalle tele di ambito napoletano, con gli artisti Mattia Preti, Bernardo Cavallino, Jusepe de RIBERA, Andrea VACCARO, Massimo STANZIONE, si ricordano il “Celestino V” di De Ribera, e il “San Massimo Levita con la città di Penne” di Giulio Cesare BEDESCHINI del 1613. Di recente la sala è stata dotata di un impianto multimediale per la video-guida del museo e dell’arte barocca all’Aquila, e di alcune collezioni di ceramiche di Castelli (TE).

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