Da una recente visita al Museo Archeologico del Duomo di Atri sono venuto a conoscenza di un libretto dedicato a “Nostra Signora di Hatria”(Vita di Maria negli affreschi della Basilica Con-cattedrale di Atri (Duomo) realizzato da G. Bonomo, G. Benedicente, E. Cicconi, Giulia Di Gi-acomantonio e con foto di Silviano Scardecchia, sotto l’egida del Comune di Atri. Essendo na-tivo di Atri nonché appassionato di Andrea De LITIO, pittore, insieme a Saturnino GATTI, fon-damentale del Rinascimento abruzzese ho voluto fare un post incentrato sugli affreschi del Coro dei Canonici del Duomo, opera del De LITIO. N.B.: La mostra itinerante sul Coro dei Canonici, composta da 30 pannelli, è a disposizione di chi volesse utilizzarli per mostre od altro. Si può ri-chiedere informazioni al n° 3991660305. Buona visione.


La Cattedrale, già esistente nel XII secolo, riconsacrata nel 1223 e ricostruita quasi interamente a partire dal 1268, sorge su antiche preesistenze, come attesta la Cripta, antica cisterna romana. L’attuale configurazione a 3 navate, senza transetto ed abside, è l’esito di complesse vicende costruttive testimoniate da alcune anomalie come la larghezza inferiore della navata centrale rispetto alle laterali, l’inserimento del campanile a metà della navata sinistra ed in particolare la variazione della forma dei sostegni, polistili nelle prime 4 campate e a sezione ottagonale nelle successive. Al centro della facciata, a terminazione orizzontale come la Basilica di Collemaggio, restaurata dopo il terremoto del 1563, si apre il portale di scuola atriana sormontato da un rosone, mentre il fianco meridionale è impreziosito dai ricchi portali di Raimondo del POGGIO e Rainaldo d’ATRI, databili tra il 1288 e il 1305. Il campanile, iniziato nel XIII secolo, venne concluso alla fine del XV secolo con la cella cuspidata di Antonio da LODI. Nella Cappella del Coro, unico spazio voltato, si può ammirare il celebre ciclo di affreschi di Andrea De LITIO. La Basilica di Santa MARIA ASSUNTA è il duomo di Atri, trimillenaria città d’arte dell’Abruzzo adriatico, a pochi chilometri da Pescara, oltre che uno dei monumenti simbolo dell’Abruzzo. È monumento nazionale dal 1899. Quando Atri fu fondata intorno al XII-XI secolo a.C., nella zona del duomo sorgevano delle mura ciclopiche, che cingevano la città. I Romani conquistarono Atri nel 290 a.C., fecero la fortuna della città e la ingrandirono, quindi abbatterono le mura ciclopiche e sempre nell’area occupata oggi dalla concattedrale costruirono un tempio dedicato ad Ercole. Successivamente, vi fu costruita una domus e, tra il I e il II secolo d.C., le terme, sotto il quale furono costruite le cisterne ancora oggi visitabili (si trovano sotto la chiesa e spesso vengono chiamate “Cripta“). Il declino e la scomparsa dell’Impero Romano d’Occidente portarono ad una crisi generale ed anche Atri non ne scampò e a volte fu invasa dai barbari e tutto ciò portò all’abbandono della terme di Atri, che diventarono un rudere. La prima chiesa, eretta probabilmente nel IX secolo, fu sostituita, nell’XI secolo, da una chiesa più grande come l’attuale duomo, ma più bassa e a 5 navate (i resti della suddetta chiesa si ammirano ancor oggi all’interno) che si arricchì di opere d’arte, andate però perdute (tranne un frammento di ambone oggi al Museo Capitolare di Atri e l’altare).












Qui e dopo: Alcuni particolari degli affreschi











