Il Giro delle Chiese

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CHIESA di Sant’AGOSTINO – LANCIANO (CHIETI)

La chiesa di Sant’Agostino con il suo ex convento, è la principale parrocchia del quartiere Lanciano Vecchio, lungo via dei Frentani. Nell’immagine in evidenza: Una decorazione nel soffitto.

Dopo: TORRE CAMPANARIA. La Torre visibile dal chiostro quadrato, decorato da archi, dell’ex convento, è uno dei migliori esempi del campanile del ‘400 lancianese, scandito in tre settori da cornici, con finestre gotiche a bifora (lato interiore), monofore ogivali (settore medio), e finestre a tutto sesto per la cella campanaria. Quest’ultimo settore è più recente della costruzione medievale.

La Chiesa è di particolare interesse perché presenta la facciata gotica del primo Trecento perfettamente conforme a quella della vicina chiesa di Santa Maria Maggiore sul Colle Selva, sempre realizzata nel 1317 dallo scultore lancianese Francesco Petrini (o Perrini). Il convento fu realizzato nel 1266 dentro le mura dell’antico abitato lancianese del Colle Erminio, fu il primo monastero dentro le mura della città, se si esclude il convento di San Legonziano dei monaci Basiliani (attuale santuario di San Francesco), che all’epoca era fuori le mura.

FACCIATA: Di interesse, come detto, è la facciata gotica in blocchi di pietra squadrati, dove, come si legge da Gavini, è manifesta tutta l’opera di Perrini, che poté creare con maggiore libertà il tipo della piccola facciata rettangolare. Leggendo il portale è evidente che Francesco Perrini scelse per l’ordine mendicante un modello più sobrio rispetto allo sfarzo di Santa Maria Maggiore, con una strombatura modesta, con un solo passaggio tra gli stipiti interni ed esterni, e con una sola coppia di colonnine a separarli, divisa in due tronconi con nodo intermedio, nascenti da due leoni a sbalzo sul paramento lapideo. Presso la lunetta, un tempo decorata da un affresco con iscrizioni ancora in parte evidenti, c’è il gruppo della Madonna col Bambino che aiuta a definire la personalità e il ruolo di Perrini. La stesura dei panneggi, l’alta fisionomia dei personaggi, la ricercatezza della decorazione dei volti conferma la paternità dell’autore, nonché esemplare conferma dei rapporti di Perrini con l’arte gotica abruzzese che lo ha preceduto: evidenti sono i rimandi alla scultura della Madonna della Vittoria di Scurcola Marsicana76, a sua volta ispirata alle Madonne franco-angioine, per la precisione nel movimento dell’anca verso destra per mostrare più dinamismo, la ricercatezza dei particolari, la forte espressività dei due volti, il dinamismo del Bambino che con la destra si sorregge ai capelli della Vergine e poggia la sinistra sul petto della madre.

INTERNO (dopo): L’interno della chiesa ha perso lo stile medievale, presentandosi in forme barocche, a navata unica con volte a crociera. Il monumentale altare maggiore fu indorato nel 1602 da Bernardino ALTOBELLO, che realizzò le colonne del tabernacolo ligneo a motivi classici, con tre scomparti per le tele, di cui quello centrale più grande, per ospitare la tela del CICCARELLI, e gli altri due minori, sovrastati e sottostati  da  4 piccoli riquadri con delle figure di santi; è a dossale e presenta un fastigio a cimasa con impianto tripartito, scandito da colonne scanalate aggettanti; nella parte centrale è accolto un grande dipinto della Madonna in Gloria tra Angeli e i Santi Agostino, l’Arcangelo Michele e Apollonia, forse di Felice CICCARELLI di Atessa. Le altre due tele mostrano Sant’Agostino e Sant’Apollonia, e le 4 piccole tele a riquadro i santi dell’ordine Francescano e Osservante, tra cui Francesco d’Assisi, Francesco di Paola, Francesco Caracciolo. Nel 1624 fu restaurato l’organo assieme al pulpito.

Dopo la soppressione degli agostiniani, la chiesa fu ripristinata nel 1679 dal marchese di Vasto Gaetano Gigliani, che fece realizzare su un pilastro a sinistra un monumentale sepolcro in marmo, che mostra il suo busto e un cartiglio con iscrizione dedicatoria. Gli stuccatori Gerolamo RIZZA e Carlo PIAZZOLI nel ‘700 abbellirono gli interni nella prima metà del Settecento, essi erano allievi dello stuccatore lombardo Giovan Battista GIANNI, attivo in Abruzzo nell’aquilano e nella zona vestina di Penne; il fastigio è molto ricco, con decorazioni geometriche presso le cornici delle cappelle laterali, con due putti alati che suonano le trombe, disposte ai lati dell’arco di cappella, e motivi che riguardano i simboli della Chiesa; il fastigio riguarda anche la volta centrale a crociera, con le decorazioni delle cornici che racchiudono dei dipinti ad affresco riguardanti scene di vita di Sant’Agostino. Le cappelle sono tre per lato, eccettuata la cappella grande di destra dei Santi Simone e Giuda Taddeo, alcune statue che ospitavano sono custodite nel Museo civico diocesano, le altre cappelle ospitano le statue di San Gabriele dell’Addolorata, Sant’Antonio di Padova e Santa Rita da Cascia, un’altra ospitava la statua di Sant’Agostino di Domenico RENZETTI, conservata nel museo, e questa è sostituita da una più modesta.

Dopo: Nella parte centrale dell’altare è accolto un grande dipinto della Madonna in Gloria tra Angeli e i Santi Agostino, l’Arcangelo Michele e Apollonia, forse di Felice CICCARELLI di Atessa. Le altre due tele mostrano Sant’Agostino e Sant’Apollonia, e le 4 piccole tele a riquadro i santi dell’ordine Francescano e Osservante, tra cui Francesco d’Assisi, Francesco di Paola, Francesco Caracciolo.

Dopo: CONTROFACCIATA

Dopo e di seguito: ALTARI e CAPPELLA lato sx, partendo dall’Altare Maggiore.

(Prima e dopo) CAPPELLA dei Santi SIMONE GIUDA TADDEO: Annessa alla chiesa di Sant’Agostino, accessibile sia dall’interno di questa chiesa, che da via dei Frentani, all’ingresso secondario, ma anche entrando nella chiesa stessa di Sant’Agostino: è una chiesa a sé stante, come dimostra l’impianto quadrangolare all’esterno, e a pianta centrale circolare all’interno. L’esterno mostra inoltre la cupola senza tamburo, che termina a cono, e il campanile laterale a torretta, l’accesso è molto semplice, dato da una targa commemorativa che ricorda la riapertura al culto della chiesa nel 1825 per volere di re Ferdinando II, dopo la sconsacrazione francese. L’interno, nella parte della cupola, dopo il restauro del 1955, è interamente ricoperto di stucchi e affreschi. La partitura a stucchi e pennacchi sarebbe del maestro lombardo Giovan Battista Gianni, attivo a Lanciano e in Abruzzo nel primo ventennio del Settecento insieme agli allievi Rizza e Piazzo-la, che decorarono la chiesa di Sant’Agostino. Al centro di questa cappella si trova il reliquiario della testa e del braccio di San Giuda Taddeo, apostolo di Cristo, e di San Simone Apostolo, realizzato nel 1955, le cui reliquie nel 1412 sarebbero state trafugate dal frate Jacopo a Venezia.

Prima del trasferimento nel Museo diocesano, la cappella conservava anche preziose statue lignee, come quella originale di Sant’Agostino e di Sant’Orsola, oggi si conservano altre statue di pregio come la Madonna della Cintura di Giacomo Colombo (1707) e i gonfaloni della Confraternita locale della Madonna dei Raccomandati e dei Santi Simone e Giuda. Altre opere di interesse nella cappella sono le statue su piedistallo trapezoidale in legno lavorato del Santissimo Salvatore, ossia il Cristo risorto che viene portato in processione a Pasqua, la statua di San Giovanni evangelista, ugualmente usata per la processione pasquale, un bassorilievo parietale in bronzo lavorato, che mostra la scena dell’Ultima Cena, e in alto una nicchia con la figura del Cristo con la corona di spine che guarda in estasi verso Suo Padre. All’ingresso della cappella sulla sinistra, vi è una lapide del XVI secolo che omaggia il condottiero veneziano Francesco Foscari, capitano del Consiglio dell’Universitas di Lanciano.

Dopo: Reliquiario della testa e del braccio di San Giuda Taddeo, apostolo di Cristo, e di San Simone Apostolo, realizzato nel 1955.

Dopo: Bassorilievo parietale in bronzo lavorato, che mostra la scena dell’Ultima Cena, e in alto una nicchia con la figura del Cristo con la corona di spine che guarda in estasi verso Suo Padre

Dopo: Statua lignea della Madonna della Cintura di Giacomo COLOMBO F. – 1707.

Dopo e di seguito: ALTARI a destra partendo dall’Altare Maggiore.

Dopo: FONTE BATTESIMALE in CONTROFACCIATA

Opere della chiesa, alcune conservate nel Museo diocesano:

Statua della Madonna dei Raccomandati o della Candelora, realizzata da Giacomo COLOMBO nel primo ‘700; di recente è stata spostata nella chiesa di San Biagio. In antichità stava nella scomparsa chiesa di San Giovanni, sede della confraternita dei Raccomandati.

Statua della Madonna Immacolata della Cintura, opera sempre di Giacomo COLOMBO, nella cappella di San Simone e Giuda.

Busto reliquiario di Sant’Apollonia, XVII secolo

Dipinto copia da Lucas Cranach della “Madonna del Latte“, XVIII sec

Tela de “L’elemosina di San Tommaso da Villanova“, XVII sec

– Anonimo, copia da Guido Reni, tela del “San Francesco d’Assisi in estasi“, XVIII sec

Statua lignea del Battista, XVI sec?, ridipinta nel XVII sec

Pala d’altare di scuola veneziana del XVI sec: Annunciazione

Busto ligneo di Sant’Agostino, opera di Domenico Renzetti (XVIII sec)

Crocifisso di Nicola da GUARDIAGRELE (XV sec), oro in lamine, cesellato, sbalzato e lavorato, con champlevé e piastrine, molto simile per fattura al Crocifisso della chiesa di Santa Maria Maggiore di Lanciano.

Sopra: Due Stazioni della Via CRUCIS.

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